La Juventus scatta in borsa e alla riapertura dei mercati, lunedì 15 dicembre, vola a 2,456 euro con un rally di circa il 12% dopo l’offerta non sollecitata - e rifiutata da Exor - di Tether Investments, società di criptovalute con base in El Salvador, per l’acquisizione del club.
Tether Investments detiene già l’11,5% della società e ha presentato a Exor un’offerta vincolante non concordata per l’acquisto del 65,4% in mano alla holding degli Agnelli-Elkann a 2,66 euro per azione in contanti, con un premio di circa il 21% rispetto al prezzo del 12 dicembre e un equity value per la società di circa 1,1 miliardi.
Se l’offerta fosse stata accettata, Tether avrebbe promosso un’opa obbligatoria allo stesso prezzo sul restante capitale della società e poi avrebbe messo a disposizione della Juve un miliardo di euro per rafforzare la prima squadra e sostenere la crescita della società in settori complementari. Tuttavia, Exor ha rifiutato ribadendo che non intendere cedere alcuna quota della Juventus a terzi, inclusa la società salvadoregna Tether.
La cessione «avrebbe ridotto il debito netto di 650 milioni di euro, portandolo a circa 1,6 miliardi», osservano gli analisti di Equita Sim. In più, la vendita «avrebbe sancito l’uscita da un asset i cui aumenti di capitale negli ultimi sei anni hanno assorbito circa 600 milioni di euro».
Su Exor gli esperti hanno una raccomandazione buy con prezzo obiettivo a 110 euro (ad Amsterdam il titolo guadagna lo 0,6% a 72,2 euro nella mattina del 15 dicembre). (riproduzione riservata)