La Germania entra in recessione. Il prodotto interno lordo tedesco si è contratto dello 0,3% nel primo trimestre del 2023, dopo un calo dello 0,5% negli ultimi tre mesi dello scorso anno. Una recessione è comunemente definita come due trimestri consecutivi di contrazione. La lettura ha deluso il consenso degli economisti che si aspettavano un dato invariato come emerso nella stima preliminare. Su base annua, invece, l'economia tedesca si è contratta dello 0,5% nei primi tre mesi dell’anno rispetto al calo dello 0,1% previsto dagli economisti. «Il massiccio aumento dei prezzi dell'energia ha fatto sentire il suo peso nel semestre invernale», sostengono gli esperti di Commerzbank, citati dall’agenzia Mf Newswires. Purtroppo, avvertono, «non si intravede un miglioramento sostanziale perché dopo il calo di ieri, 24 maggio, dell'Ifo (a 91,7 punti a maggio, in calo rispetto ai 93,6 punti di aprile, ndr), tutti i principali indicatori anticipatori del settore manifatturiero sono ora in calo».
Un quadro non roseo. Tanto che ieri, 24 maggio, la Bundesbank ha previsto che l'economia tedesca crescerà in misura contenuta nel secondo trimestre del 2023. L'inflazione ha, d’altra parte, intaccato profondamente il potere d'acquisto e, secondo le previsioni della banca centrale tedesca, la crescita dei prezzi diminuirà "solo molto gradualmente" nei prossimi mesi, poiché i costi dei fattori produttivi rimangono elevati e la crescita dei salari continua ad alimentare le pressioni sui prezzi. Inoltre, il mercato del lavoro, già molto rigido, potrebbe diventarlo ancora di più, ha avvertito la Bundesbank, aggiungendo che l’edilizia potrebbe venir colpita quando si ridurrà la domanda e svanirà l'effetto di sostegno offerto dal clima mite dei primi mesi dell'anno.
Anche l’Ifo suona l’allarme: le esportazioni delle aziende tedesche mancano di slancio. Infatti, l'Ifo Export Expectations è sceso a 1,8 punti a maggio dai 6,5 di aprile. Si tratta del livello più basso dal novembre del 2022. «I rialzi dei tassi d'interesse globali stanno lentamente avendo un effetto sulla domanda», commenta Klaus Wohlrabe, responsabile delle indagini dell'Ifo. «L'economia tedesca delle esportazioni manca di slancio». Sia le aziende del settore automobilistico sia quelle dell’industria metallurgica e tessile hanno previsto un calo delle esportazioni. Sono ottimiste solo quelle che producono apparecchiature per l'elaborazione dei dati e abbigliamento.
Indicazioni in chiaroscuro, infine, dalla fiducia dei consumatori. Sebbene le aspettative sul reddito abbiano continuato a salire per l’ottavo mese consecutivo, sia la propensione agli acquisti sia le aspettative sull’economia hanno registrato leggeri peggioramenti. L’indice elaborato dall’istituto Gfk sulla fiducia dei consumatori in vista di giugno è risalito di 1,6 punti a quota -24,2 punti (-25,8 a maggio). Gli economisti si aspettavano un miglioramento meno pronunciato a -24,5 punti. «Al momento l’indicatore non sta mostrando una chiara dinamica rialzista. La crescita della fiducia ha in qualche modo rallentato», spiega Rolf Buerkl, analista del Gfk. Dopo questi dati macro, il rendimento del Bund a 10 anni sale al 2,47%. (riproduzione riservata)