I fondi del Pnrr destinati a Roma e a Milano raccontano le diversità e i punti di forza delle due città italiane. Da un lato, la Capitale è un museo a cielo aperto che vanta eccellenze in innovazione ma pecca in materia di infrastrutture nonché di trasformazione digitale ed ecologica. Dall’altro lato, il capoluogo lombardo offre servizi di trasporto efficienti e può contare su imprese innovative, laddove però deve lavorare sull’inclusione e l’accessibilità sociale.
Se Roma doppia quasi Milano per numero di progetti del Piano di Ripresa e Resilienza da portare a termine entro giugno 2026 (sono 8 mila contro 4.481), la città meneghina supera in risorse già messe a terra la città eterna: dei 6,3 miliardi destinati al comune capitolino è stato stanziato il 16% mentre sul territorio milanese è stato messo in circolo il 26% dei 4,3 miliardi complessivi, segnala il portale Open Pnrr.
Continuando il paragone tra il Recovery Plan delle due capitali italiane, si nota che i progetti più costosi riguardano la mobilità e l’innovazione. A Roma spiccano i 366 milioni - di cui per ora appena il 10% versato - per lo sviluppo delle tecnologie della chimica verde nello stabilimento della NextChem nonché i 107 milioni (20 milioni ricevuti) indirizzati all’Agenzia spaziale italiana. Vale invece 44 milioni di fondi Pnrr la creazione del Rome Technopole, un polo multitecnologico e transdisciplinare per la formazione, la ricerca e l'innovazione, che passa per le università capitoline: dalla Luiss al Campus Biomedico, da Roma Tre a Tor Vergata. Per ora sono stati spesi per l’obiettivo 4,6 milioni di euro.
A Milano il piano messo nero su bianco nel Pnrr per rafforzare la propria natura innovativa passa dal legame con le università. Basti pensare che quasi 23 milioni sono destinati (per ora neanche 5 milioni pagati) al Politecnico e alla Bicocca per la creazione del Centro nazionale di ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing.
Quanto alla priorità della mobilità sostenibile, per la sfida di rinnovare la flotta di autobus cittadini Roma e Milano hanno concordato quasi lo stesso flusso di risorse con l’Ue: i 221 milioni capitolini si confrontano infatti con i 213 milanesi.
La differenza tra le due città si riscontra però nel tasso di spesa: nella Capitale non è stato stanziato neanche un euro mentre a Milano sono già stati messi in circolo oltre 77 milioni, il 36,2% del finanziamento europeo totale che le spetta. In materia di piste ciclabili, il Pnrr prevede più del doppio di risorse per l’obiettivo a favore di Roma (66,2 milioni contro quasi 29 milioni), anche perché la Capitale parte da molto più indietro del capoluogo lombardo. Da notare però che i progetti del Recovery più costosi nell’ambito delle piste ciclabili sia nel territorio romano che lombardo riguardano le periferie cittadine. Per Roma emergono i 26,2 milioni per Tor Bella Monaca e per Milano i 7,2 milioni a favore di San Siro.
Da questo punto in poi i programmi del Piano europeo stilati per Roma e per Milano prendono due strade diverse. La città eterna ha concordato con Bruxelles tantissimi progetti e quindi risorse per valorizzare il suo patrimonio artistico. Detengono il primato per valore gli interventi al Tempio di Giove, che contano 12,3 milioni di fondi Ue, nonché la manutenzione e la ristrutturazione del complesso delle terme di Caracalla, che pesa per 8 milioni. E ancora il restauro e la valorizzazione illuminotecnica della Colonna di Marco Aurelio a Piazza Colonna, davanti alla sede del governo italiano, vale 2 milioni di euro di risorse europee. Da non sottovalutare poi l’importanza del comparto audiovisivo nella città di Roma, tanto che il Recovery prevede 9 progetti di realizzazione di teatri a Cinecittà dal valore di 156 milioni. Il più costoso si attesta a 37,7 milioni.
Milano ha invece trattato con l’Ue un’importante mole di finanziamenti per costruire nuove residenze universitarie, laddove stando ai dati Savills nel capoluogo lombardo mancano circa 64 mila posti letto per studenti fuorisede. L’intervento più importante riguarda la riqualificazione dell’immobile cielo terra in via Suzzani 96/98 che vale circa 36 milioni di euro. Restando a livello immobiliare, sono da segnalare sia il progetto di efficientamento energetico e architettonico del Palazzo di Giustizia di Milano, per cui sono stanziati 70 milioni di euro (di cui quasi il 13% ossa poco più di 9 milioni), sia i 5,5 milioni di euro destinati alla ristrutturazione dell’edificio del Baglioni Hotel e alla realizzazione di una nuova struttura ricettiva. (riproduzione riservata)