L’indomani della Fed che ha alzato dello 0,25% il costo del denaro negli Usa facendo fare un rally a Wall Street, l’Asia si muove accorta. Il Fareast, infatti, teme il rincaro del dollaro perché molto debito emesso nel Sudest asiatico è proprio in dollari e perché un costo del denaro più alto negli Usa tende a spostare gli investimenti istituzionali verso gli Stati Uniti. Alle ore 7:20 italiane di giovedì 2 febbraio il Nikkei guadagna lo 0,2%, Hong Kong cede lo 0,12% e Shanghai è appena sopra la parità.
L’euro sale dello 0,22% il giorno del meeting Bce nel quale è atteso un incremento di tassi dello 0,5% a 1,1015 tornando ai livelli pre guerra, lo yen guadagna a sua volta lo 0,2% a 128,67, la sterlina lo 0,16% a 1,2392. Il T bond Usa decennale vede il rendimento scendere dal 3,424% di inizio sessione asiatica al 3,411%, mentre i futures su Wall Street sono tonici (+Nasdaq + 0,95%) dopo il rally notturno di Meta (+20%).
La Federal Reserve ha alzato i tassi di 25 punti base portandoli al livello del 4,5%-4,75%, come previsto dai mercati e riducendo l'entità dell'aumento per una seconda riunione consecutiva. Il board prevede che i continui aumenti dell’obiettivo finale sul costo del denaro saranno appropriati per raggiungere un orientamento di politica monetaria sufficientemente restrittivo da riportare l'inflazione al 2% nel tempo.
Mark Zuckerberg ha messo a punto i piani per tenere ulteriormente sotto controllo i costi di Meta in quello che ha definito un «anno di efficienza» per la società di social media facendo balzare il titolo su vendite migliori del previsto, indicazioni per un taglio dei costi e un nuovo riacquisto di azioni da 40 miliardi di dollari.
Meta, che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp, ha registrato nel quarto trimestre ricavi per 32,2 miliardi di dollari, un calo del 4% rispetto all'anno precedente, ma nella fascia alta della guidance e leggermente al di sopra delle stime degli analisti.
La società ha anche ridotto le sue previsioni sui costi per il 2023 di 5 miliardi di dollari e ha annunciato ulteriori 40 miliardi di riacquisto di azioni proprie. Il titolo Meta è salito del 20% nel trading after-hour. A questi livelli, se fossero poi confermati a Wall Street nel pomeriggio, il gruppo guadagnerebbe in un giorno 76 miliardi di dollari come valore di mercato, invertendo in gran parte la perdita di 89 miliardi dopo i risultati del terzo trimestre che ha messo ansia fra gli investitori per la costosa scommessa sul Metaverso.
La borsa di Mumbai resta appesantita dalla discesa dei titoli della galassia Adani (-8%, ha perso 2,5 miliardi di dollari oggi il conglomerato, 100 miliardi in tutto da quando è stato messo nel mirino del fondo ribassista Hindenburg) e segna un calo dello 0,3% all’indomani della presentazione della legge di bilancio. Il governo di Narendra Modi punta per l’anno fiscale che inizia ad aprile ad una crescita del Pil del 6,5%, di gran lunga tra le più alte anche nel contesto delle economie in via di sviluppo, un deficit fiscale al 5,9%, un aumento del 33% delle spese in conto capitale.
Il ministro delle finanze Nirmala Sitharamana ha ricordato che l’economia indiana è cresciuta di dieci volte in 25 anni. Ancora nel 2008 solo il 17% degli indiani possedeva un conto in banca: ora lo hanno quasi tutti. (riproduzione riservata)