Un’Asia sull’ottovolante, giovedì 23 maggio, fra il Nikkei che festeggia i risultati di Nvidia (+1,1% alle ore 7:30 italiane) e la Cina sotto stress, sullo sfondo le tensioni commerciali con Usa e Ue sulle auto elettriche e una Fed che pare non intenda tagliare i tassi. Hong Kong cede l’1,7% e Shanghai l’1,3%.
Il T bond Usa decennale rende il 4,43%, mentre i futures sul Nasdaq corrono dello 0,9% proprio grazie al gigante Usa dell’AI che ha pubblicato la trimestrale dopo la chiusura di Wall Street. In Asia, la Banca centrale della Corea ha mantenuto i tassi al 3,5% per l’undicesima riunione consecutiva, mentre i mercati anticipano potenziali tagli nel quarto trimestre.
La Banca centrale cinese ha indicato il via libera per lo yuan, il cui fixing quotidiano oscilla all’interno di una banda prefissata, di indebolirsi nei confronti del dollaro. Una decisione che arriva mentre sono in aumento i deflussi dei capitali esteri, scrive Bloomberg e la forza del dollaro sta spingendo la Banca centrale cinese ad allentare con cautela la politica monetaria.
La PboC ha quindi abbassato il fixing quotidiano a un livello che non si vedeva dallo scorso gennaio e ha stabilito giovedì il tetto a 7,1098 per dollaro. Lo yuan è rimasto poco variato sui mercati nazionali ed esteri.
Ma la decisione è arrivata mentre la valuta cinese era in calo questa settimana, tra i segnali che gli investitori stanno vendendo asset denominati in yuan per valute più forti come il dollaro. Le modifiche della Pboc al fixing, anche se appaiono limitate, possono in realtà fornire un indizio importante per i mercati, secondo gli economisti, andando quindi a indicare che Pechino potrebbe essere pronta a porre fine al modello di sostegno allo yuan mantenendo il tasso di riferimento sostanzialmente stabile.
Una mossa del genere avrebbe un impatto di vasta portata dal momento che lo yuan è considerato un’ancora di stabilità nel Sudest asiatico. Per la prima parte del 2024 le autorità cinesi hanno mantenuto per contro una forte presa sullo yuan a tutela del dollaro, sorretto dai tassi alti negli Usa. Un fatto che ha spinto i capitali esteri a defluire dalla Cina e le imprese locali fare incetta di dollari per lavorare con l’export.
I dati recenti non hanno aumentato la fiducia della Fed nei progressi verso l’obiettivo di medio termine dell’inflazione al 2%, secondo quanto hanno messo in luce i verbali dell’ultima riunione del Fomc. Il board ha suggerito che il processo di disinflazione probabilmente richiederà più tempo di quanto si pensasse in precedenza e alcuni membri hanno indicato il desiderio di inasprire ulteriormente la politica monetaria se i rischi di inflazione si materializzeranno.
Nvidia, il produttore di chip al centro del boom dell’intelligenza artificiale, ha pubblicato nella notte la trimestrale e la guidance sul secondo trimestre. Il colosso dell’AI guidato dal ceo Jen-Hsun Huang si attende ricavi nel periodo aprile-giugno 2024 per circa 28 miliardi di dollari, oltre il consenso Bloomberg di 26,8 miliardi.
Anche i risultati del primo trimestre hanno superato le previsioni facendo correre il titolo nel pre-market di Wall Street del 6% a 1.007 dollari per una capitalizzazione stellare di oltre 2,3 trilioni. Il colosso tech ha poi annunciato un frazionamento nell’ordine di 10 a 1 e ha aumentato il dividendo trimestrale del 150% a 10 centesimi per azione. (riproduzione riservata)