La Federal Reserve ha mantenuto i tassi di interesse nell'intervallo del 4,25%-4,50%, così come previsto dagli analisti. La decisione è stata presa all’unanimità. Alle 21:10 ora italiana il Dow Jones saliva dello 0,6%, l’S&P500 dello 0,1% mentre il Nasdaq perdeva lo 0,3%.
La Federal Reserve ha avvertito che l'economia si trova ad affrontare crescenti rischi di aumento della disoccupazione e dell'inflazione. «L'incertezza sulle prospettive economiche è ulteriormente aumentata», ha affermato la Fed nella nota ufficiale successiva alla riunione, la prima da quando il presidente Trump ha imposto gli aumenti dei dazi il mese scorso. «Il comitato... ritiene che i rischi di aumento della disoccupazione e dell'inflazione siano aumentati».
Nella sua conferenza stampa, il presidente della Fed, Jerome Powell, ha affermato che la banca centrale non intende tagliare preventivamente i tassi, poiché l'inflazione è ancora al di sopra dell'obiettivo, con previsioni di un ulteriore potenziale aumento dell'inflazione nel breve termine. «Non è una situazione in cui possiamo essere preventivi, perché in realtà non sappiamo quali saranno le risposte giuste ai dati finché non ne avremo di più», ha affermato Powell.
«Per il momento la Fed rimane in una fase di attendista, aspettando che l'incertezza si dissipi», ha dichiarato Ashish Shah, cio of Public Investing di Goldman Sachs Asset Management. «Gli ultimi dati sull'occupazione, migliori del previsto, hanno sostenuto la posizione attendista della Fed, e ora spetta al mercato del lavoro indebolirsi a sufficienza per consentire una ripresa del ciclo di allentamento monetario. Tuttavia, qualsiasi indebolimento del mercato del lavoro potrebbe richiedere diversi mesi per emergere chiaramente, e riteniamo che sia più probabile che la Fed mantenga i tassi invariati anche nel meeting del prossimo mese».
«La Fed non ha chiaramente fretta di premere il grilletto sui tassi più bassi per ora», ha commentato Matthew Ryan, head of Market Strategy di Ebury, «e le dichiarazioni di Powell confermano praticamente che un'altra pausa è quasi certamente in arrivo quando i funzionari si riuniranno di nuovo a giugno. Riteniamo che questo approccio cauto ai tagli sia perfettamente ragionevole, con la Fed che è cauta nell'affrettarsi in un momento di livelli di incertezza senza precedenti. I futures indicano il prossimo taglio a luglio, un'ipotesi che riteniamo valida, sebbene i timori sull'inflazione potrebbero vanificare un ritmo aggressivo di tagli per il resto dell'anno». (riproduzione riservata)