Nonostante la potenziale volatilità che si sarebbe potuta innescare nella settimana – a causa degli sviluppi sul fronte della guerra commerciale e geopolitico – i principali indici Usa chiudono con forza: l’S&P500 guadagna lo 0,8%, il Nasdaq l’1% e il Dow Jones lo 0,5%.
Il presidente Usa Donald Trump continua a prendere decisioni in maniera fortemente centralizzata, gestendo la res publica con un approccio “aziendalista”. il tycoon, infatti, stando a quanto riportato da Reuters, ha deciso di rimuovere Billy Long dalla guida dell’Internal Revenue Service (Irs), l’agenzia federale delle entrate. A sostituirlo temporaneamente sarà il segretario al Tesoro, Scott Bessent, che assumerà il ruolo di commissario ad interim. La notizia è stata confermata venerdì da un funzionario della Casa Bianca e da una fonte a conoscenza diretta della vicenda.
Secondo quanto riportato in anteprima dal New York Times, Long – ex deputato del Missouri – sarebbe destinato a un incarico diplomatico, presumibilmente come ambasciatore, anche se al momento non è stato indicato il Paese di destinazione. «Il segretario Bessent assumerà ora il ruolo di commissario ad interim dell’Irs», ha dichiarato un portavoce della Casa Bianca. Il Dipartimento del Tesoro ha scelto di non commentare ufficialmente. Billy Long era stato nominato 51° commissario dell’Irs lo scorso giugno, con un mandato previsto fino a novembre 2027.
Tornando sul fronte dazi, ormai driver fondamentale della narrazione borsistica, Trump si appresta a firmare un ordine esecutivo per chiarire quali dazi si applicano alle importazioni di lingotti d’oro, dopo che l’agenzia doganale statunitense (Cbp) ha stabilito che tali prodotti rientrano tra quelli soggetti a tariffe elevate. Lo ha dichiarato un funzionario della Casa Bianca, sottolineando l’intenzione dell’amministrazione di correggere «informazioni errate» riguardo alla tassazione dei metalli preziosi e di altri beni speciali.
La svolta arriva dopo che, il 31 luglio, la Cbp ha inviato una comunicazione a un’azienda di New York, specificando che i lingotti d’oro provenienti dalla Svizzera sono soggetti a una tariffa del 10%, poi aumentata al 39% con l’inasprimento dei dazi verso quel Paese. La notizia ha spinto il prezzo dell’oro a nuovi massimi, ma l’intervento dell’amministrazione Trump sembra ora indicare un possibile cambio di rotta. Il future sul gold perde lo 0,1% alla chiusura di Wall Street.
Intanto, i mercati restano in attesa di importanti appuntamenti nei prossimi giorni, a partire da una scadenza cruciale: martedì 12 agosto scade la tregua commerciale tra Stati Uniti e Cina, che potrebbe essere estesa di tre mesi. Inoltre, sarà pubblicato il dato sull’inflazione al consumo di luglio, che gli investitori seguiranno da vicino per cercare di anticipare le prossime mosse della Federal Reserve in materia di tagli ai tassi d’interesse nel corso del 2025.
L’S&P500 guadagna lo 0,8%, il Nasdaq lo 0,9% e il Dow Jones lo 0,6%.
Il Nasdaq Composite viaggia verso un nuovo record storico nella seduta odierna, con l’indice in rialzo dello 0,9% a quota 21.425 punti. Dopo il massimo registrato giovedì a 21.242,70, se la chiusura odierna dovesse confermare i livelli attuali, si tratterebbe del 18° record del 2025 per l’indice a forte componente tecnologica.
Su base settimanale, il Nasdaq guadagna circa il 3,8%, avviandosi a registrare la migliore performance dal 27 giugno, sia in termini percentuali sia assoluti. A spingere l’indice sono i risultati trimestrali solidi delle big tech e il continuo entusiasmo attorno all’intelligenza artificiale, che continua a sostenere le valutazioni del comparto.
Molto più indietro, invece, il Dow Jones Industrial Average, che non ha ancora toccato nuovi massimi nel corso dell’anno, mentre l’S&P 500, anch’esso in fase positiva, si mantiene a soli 0,1% dal record di chiusura di 6.389,77 punti, fissato lo scorso 28 luglio. L’indice allargato ha segnato 15 nuovi massimi nel 2025.
Tra i protagonisti della giornata spicca Robinhood Markets, che vola verso una capitalizzazione record oltre i 100 miliardi di dollari, sostenuta da un rialzo del titolo che ha superato il +200% da inizio anno. Il broker digitale, nato nel periodo delle meme stocks, beneficia del forte afflusso di capitali sui mercati azionari e dell’impennata di volumi sul mercato delle opzioni, in un contesto segnato da volatilità legata ai dazi e nuove tensioni geopolitiche.
Robinhood accelera anche sul fronte dell’espansione: l’azienda sta infatti ampliando con decisione la sua offerta nel segmento cripto, introducendo nuove funzionalità e prodotti a ritmi serrati. Il titolo cavalca così l’onda del momentum di mercato.
Infine, riflettori puntati su Fannie Mae e Freddie Mac, le due società finanziarie attive nel comparto dei mutui ipotecari: i rispettivi titoli hanno guadagnato circa il 20% dopo che The Wall Street Journal ha rivelato che l’amministrazione Trump starebbe lavorando a un’offerta pubblica di azioni per entrambe le entità. L’operazione, attesa entro la fine dell’anno, potrebbe raccogliere circa 30 miliardi di dollari, secondo fonti vicine al dossier.
L’S&P500 guadagna lo 0,6%, il Nasdaq lo 0,8% e il Dow Jones lo 0,3%.
Gli strategist di JPMorgan Chase, in un commento pubblicato nella tarda serata di giovedì 8 agosto, ripreso poi da Bloomberg, hanno segnalato che la curva dei rendimenti dei Treasury americani potrebbe accentuare l’irripidimento registrato recentemente, portandosi sui livelli più marcati degli ultimi quattro anni, a causa della scelta del presidente Usa Donald Trump di inserire Stephen Miran nel board della Federal Reserve. Se, infatti, Stephen Miran, economista vicino a Trump, entrerà nel board della Fed, i mercati potrebbero aspettarsi una politica monetaria più espansiva. Questo aumenterebbe le attese di tagli ai tassi a breve termine, facendo così salire il differenziale con i rendimenti a lungo termine: un meccanismo che accentua l’irripidimento della curva dei Treasury.
E, in effetti, a scelta di Miran, attuale presidente del Council of Economic Advisers, come nuovo membro della Fed – nomina ancora soggetta all’approvazione del Senato – ha spinto al rialzo il differenziale tra i rendimenti a cinque e trent’anni, salito oltre i 100 punti base. Si tratta di un livello più che doppio rispetto a quello registrato nel giorno dell’insediamento di Trump nel 2017. A innescare l’allargamento della curva, secondo gli analisti, sono anche le crescenti incertezze legate alla politica fiscale espansiva e agli annunci protezionistici del presidente, in particolare i dazi proclamati nel cosiddetto "Liberation Day" di aprile e l’approvazione, lo scorso mese, di un maxi-pacchetto di spesa pubblica.
Secondo JPMorgan, Miran ha sostenuto in più occasioni che le politiche commerciali, migratorie e di deregolamentazione dell’amministrazione Trump sono da considerarsi disinflazionistiche. «In quanto tali, potrebbero giustificare un orientamento più accomodante da parte della Fed, sostenendo così l’irripidimento della curva osservato oggi», hanno scritto gli analisti guidati da Jay Barry. Tuttavia, secondo Frederik Romedahl, chief strategist di Danske Bank, l’eventuale ingresso di Miran non rappresenterebbe un vero punto di svolta per la curva dei rendimenti. «A contare di più saranno fattori come il deficit, la strategia di emissione del Tesoro e le prospettive a breve termine per la Fed», ha scritto in una nota, sempre diffusa tramite Bloomberg. Infine, sempre alla luce della nomina di Miran, l’economista di JPMorgan Michael Feroli ha anticipato la sua previsione per il prossimo taglio dei tassi a settembre, confermando inoltre la sua stima di tre ulteriori interventi da parte della Fed nelle successive tre riunioni.
L’S&P500 guadagna lo 0,7%, il Nasdaq lo 0,8% e il Dow Jones aumenta dello 0,6%.
L’oro supera ogni record. I future sul metallo giallo con maggiore attività di scambio si avviano a chiudere la seduta su nuovi massimi storici in termini reali, infrangendo un primato che resisteva da oltre quarant’anni.
Secondo i dati di Dow Jones Market Data, il precedente record di chiusura — corretto per l’inflazione e calcolato in dollari di giugno 2025 — risaliva al 21 gennaio 1980, quando l’oro aveva raggiunto l’equivalente di 3.457,79 dollari. Attualmente, il contratto più scambiato quota circa 3.492 dollari. Sempre il 21 gennaio 1980 era stato registrato anche il massimo intraday in termini reali, pari a 3.619,48 dollari, un livello non ancora superato nella seduta odierna, con un picco intraday di 3.534,20 dollari.
Il Nasdaq e il Dow Jones guadagnano lo 0,2%, mentre l’S&P500 apre a +0,3%.
Quella che si conclude stasera alle 22:00 è una settimana borsistica densa di novità su dazi e sviluppi geopolitici, ma priva di particolare volatilità sui mercati.
In avvio di giornata, la maggior parte dei mercati ha registrato variazioni contenute, con un’importante eccezione rappresentata dall’oro. I future sul metallo giallo hanno infatti toccato un nuovo massimo intraday, dopo che il Financial Times ha riportato che gli Stati Uniti avrebbero imposto dazi sui lingotti da un chilo, la forma più scambiata sul Comex. La misura rappresenterebbe un nuovo colpo commerciale per la Svizzera, tra i principali hub mondiali per la raffinazione dell’oro.
I prezzi del metallo prezioso sono saliti in cinque delle ultime sei sedute, sostenuti in parte dalle aspettative di un imminente taglio dei tassi da parte della Federal Reserve. Alle 15:30 il metallo prezioso scende dello 0,2% a 3394 dollari all’oncia.
Sul fronte istituzionale, nella serata di giovedì 7 agosto il presidente Donald Trump ha designato l’economista Stephen Miran, attualmente suo consigliere economico, per colmare il posto vacante nel board della Fed fino a gennaio. Miran prenderà il posto di Adriana Kugler, la cui uscita è attesa per venerdì.
Giovedì 8 agosto, dopo la chiusura dei mercati, si è intensificata la stagione delle trimestrali, con i conti di Motorola, Block (società madre di Square) e Live Nation, il principale promoter di eventi musicali a livello globale.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
Il publisher videoludico ha rivisto al rialzo le stime annuali dopo aver pubblicato risultati trimestrali superiori alle attese del mercato. Il titolo guadagna il 3,4% all’apertura di Wall Street.
Il produttore di razzi, dopo aver debuttato giovedì al Nasdaq con un balzo del 34%, segna un calo di oltre l’11% all’apertura della seduta di mercato odierna, restituendo parte dei guadagni della vigilia.
Il fornitore di servizi di lancio ha registrato una perdita netta trimestrale in aumento, ma ricavi in forte crescita. Il titolo avanza di quasi il 10%.
La piattaforma ha riportato ricavi trimestrali superiori alle attese, ma ha deluso sul fronte dell’utile per azione (eps) rettificato. Il titolo cede il 12% all’apertura delle borse.
La società che controlla Cash App e Square ha rivisto al rialzo le previsioni annuali su utile operativo rettificato e margine lordo. Il titolo apre a +3%.