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La diretta da Wall Street | Le borse Usa chiudono in rosso, Nasdaq -2,3% nonostante la fine dello shutdown

di Mario Olivari
13 novembre 2025, 16:08 Ultimo aggiornamento: 22:05

Soffrono i titoli tecnologici come Nvidia (-3,6%) mentre scendono le probabilità di un taglio dei tassi della Fed a dicembre  | I VIDEO

Wall Street chiude in rosso: Dow Jones -1,6%, S&P500 -1,6%, Nasdaq -2,3%. Subito archiviata la soddisfazione per la fine dello shutdown più lungo della storia, si comincia a temere he la Fednon taglierà i tassi a dicembre. 

Alle 20, le Borse statunitensi ampliano le perdite: l’S&P 500 arretra dell’1,6%, il Nasdaq cede il 2,4% e il Dow Jones l’1,3%. Sale la volatilità, con l’indice Vix in aumento del 18% a oltre 21 punti , sopra la soglia dei 20, considerata il confine tra un mercato stabile e uno turbolento.

A pesare sono soprattutto i titoli tecnologici, che proseguono la loro flessione di novembre: il Nasdaq guida i ribassi con un calo superiore al 2%, mentre i colossi dei semiconduttori come Nvidia (-4,8%) e Broadcom (-5,6%) registrano forti vendite. Tesla scivola del 7%.

Il clima negativo è stato accentuato dal mutamento delle aspettative sui tassi: secondo i dati del Cme, le probabilità di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve nella riunione di dicembre sono scese al 50%, contro oltre il 60% stimato ieri.

Alle 18:30 italiane, le borse americane proseguono in territorio negativo

L’S&P 500 cede l’1,1%, il Nasdaq arretra dell’1,8% e il Dow Jones perde lo 0,8%.

Sul fronte macroeconomico, Kevin Hassett, direttore del National Economic Council, ha spiegato su Fox News che «l’indagine sulle famiglie non è stata condotta in ottobre, quindi avremo solo metà del report sull’occupazione: i dati sui nuovi posti di lavoro ma non il tasso di disoccupazione, e solo per un mese». La portavoce Karoline Leavitt ha aggiunto mercoledì che i rapporti di ottobre su occupazione e inflazione «probabilmente non verranno mai pubblicati».

Il Bureau of Labor Statistics (Bls) non ha ancora comunicato quando diffonderà i principali indicatori economici dopo la riapertura del governo federale, bloccato per settimane a causa dello shutdown. Tuttavia, la Casa Bianca ha anticipato che i dati di ottobre «presenteranno delle lacune».

Il governo, appena riaperto, ha accumulato due mesi di ritardo nella diffusione dei dati sul mercato del lavoro: il report di settembre è atteso a breve. L’ultima rilevazione disponibile, relativa ad agosto, indicava un tasso di disoccupazione al 4,3% e un rallentamento delle nuove assunzioni.

Ottobre dovrebbe invece riflettere l’impatto dei tagli ai lavoratori federali, dopo che migliaia di dipendenti hanno lasciato i propri incarichi in seguito alle dimissioni differite introdotte dall’amministrazione Trump.

Nel comparto automotive, le case automobilistiche statunitensi hanno chiesto all’amministrazione Trump di ridurre o eliminare i dazi nell’ambito della revisione del North American trade pact, prevista per il 2026. In lettere inviate al Rappresentante per il Commercio Usa, i costruttori hanno chiesto di riesaminare le tariffe su prodotti provenienti da Canada e Messico, attualmente al 25%, sebbene con alcune esenzioni sui componenti destinati ai veicoli assemblati negli Stati Uniti. Stellantis ha chiesto che i dazi sui veicoli conformi all’accordo Usmca «siano eliminati o almeno sostanzialmente ridotti», citando lo svantaggio competitivo rispetto ai produttori di Paesi con aliquote più basse. L’associazione Autos Drive America, che rappresenta costruttori stranieri attivi negli Stati Uniti come Toyota e Hyundai, ha sollecitato i tre Paesi a «ripristinare il regime di esenzione daziaria per veicoli e componenti di origine Usmca».

Nel settore delle valute digitali, la criptovaluta Xrp è salita di circa il 3%  dopo l’avvio del primo Etf statunitense che detiene direttamente il token.

Il fondo, lanciato dal gestore Canary Capital, ha registrato scambi per circa 26 milioni di dollari nei primi 30 minuti di contrattazioni, secondo dati Bloomberg. Come ha spiegato Steven McClurg, ceo di Canary Capital, il nuovo strumento rientra tra i primi Etf crypto autorizzati in base alle nuove regole semplificate della Sec (Securities and Exchange Commission).

Con una capitalizzazione di mercato di circa 146 miliardi di dollari, Xrp è oggi la quarta criptovaluta più grande al mondo, dietro Bitcoin, Ethereum e Tether, la stablecoin ancorata al dollaro.

Alle 17:30, dopo due ore di contrattazioni, gli indici ampliano le perdite 

S&P500 e Nasdaq segnano rispettivamente -1,1% e -1,7%. Il Dow Jones arretra dello 0,7%. Si impenna la volatilità, con il Vix in rialzo del 9% a 19,1 punti. Lo strumento resta però al di sotto della soglia dei 20 punti, spartiacque tra un mercato tranquillo e uno turbolento. 

Questo mese l’andamento dei mercati azionari è stato altalenante. Gli investitori hanno in parte ruotato i capitali dai grandi titoli tecnologici che avevano sostenuto gli indici per tutto l’anno. Il Nasdaq registra un calo nel mese, mentre il Dow Jones segna un avanzamento. Nella sessione odierna questa tendenza è stata confermata. Nvidia - la società più capitalizzata al mondo, simbolo dell’AI trade - perde il 4,2%. Tesla segna un -6%. Il Cnbc Magnificent 7 index - che misura la performance aggregata delle “sette sorelle tecnologiche” statunitensi - arretra del 2,2%.

Nella seduta odierna, tuttavia, il Dow è stato appesantito dalle azioni Disney, scese dopo risultati trimestrali sotto le attese sui ricavi. Cisco ha invece sfiorato il suo primo record da oltre 25 anni, dopo aver alzato le previsioni sull’esercizio in corso. Bene anche Verizon, in rialzo di oltre l’1% dopo che il Wall Street Journal ha anticipato un piano di tagli per circa 15.000 posti di lavoro nel gruppo telefonico.

Gli investitori restano concentrati su come la pubblicazione ritardata dei dati macroeconomici potrà influenzare la prossima decisione di politica monetaria della Federal Reserve. Secondo i dati del Cme Group, i contratti futures indicavano poco più del 50% di probabilità di un taglio dei tassi a dicembre, in calo rispetto al 63% registrato ieri. Ciò si riflette nell’andamento dei rendimenti dei Treasury, al rialzo nella sessione odierna. 

Alle 15:30 le borse Usa aprono in rosso nella giornata che segna il termine dello shutdown governativo più lungo della storia statunitense

In questo modo gli indici mettono in atto il proverbiale «buy the rumors, sell the news». In avvio di seduta S&P500, Nasdaq e Dow Jones perdono rispettivamente lo 0,7%, l ‘1,1% e lo 0,3%. La volatilità si alza sensibilmente, con l’indice Vix in rialzo del 3,8% a 18,3 punti. 

Il rendimento del Treasury decennale statunitense è in crescita di 3,2 punti base al 4,11%.

Sul fronte valutario, il franco svizzero si è rafforzato sul dollaro, sostenuto dalle attese di una possibile riduzione dei dazi statunitensi. Il presidente Donald Trump ha dichiarato questa settimana di stare valutando un taglio delle imposte sulle importazioni di beni svizzeri. In generale il biglietto verde perde forza: il Dollar Index (Dxy) è in calo dello 0,3% contro un paniere composto dalle principali valute dei Paesi sviluppati.

Sul versante delle materie prime, i metalli preziosi sono in recupero, con l’argento sui massimi storici.

Nonostante lo shutdown sia terminato, i disagi nei trasporti aerei potrebbero proseguire ancora per qualche tempo, mentre gli investitori attendono indicazioni dal Bureau of Labor Statistics (Bls) e da altre agenzie federali sui tempi di pubblicazione dei dati economici rimasti in sospeso durante lo shutdown.

La Casa Bianca ha inoltre comunicato ieri sera che i dati ufficiali su inflazione e occupazione relativi a ottobre potrebbero non essere mai pubblicati, una decisione che ha sorpreso gli operatori di mercato. Il Bureau of Labor Statistics non ha ancora rilasciato commenti, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal.

Sul fronte societario, sono arrivati i conti di Walt Disney, Cisco Systems e di altre big americane.

Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.

1. Disney

Disney crolla dell’8% in avvio di seduta dopo la pubblicazione dei risultati del quarto trimestre fiscale. I ricavi sono rimasti pressoché invariati rispetto all’anno precedente, mentre l’utile operativo è sceso del 5%, attestandosi a 3,48 miliardi di dollari. Il gruppo ha confermato la guidance per l’esercizio 2026, puntando a una crescita a doppia cifra degli utili rettificati, e ha raddoppiato l’obiettivo di buyback a 7 miliardi di dollari.

2. Cisco Systems

Apre in rialzo Cisco Systems (+4,2%), dopo conti migliori delle attese nel primo trimestre fiscale. Il colosso del networking ha registrato utili e ricavi sopra le stime e fornito una guidance positiva: per il trimestre in corso, prevede utili compresi tra 1,01 e 1,03 dollari per azione, al di sopra delle proiezioni del consensus.

3. Jd.com

Il gigante dell’e-commerce segna un +1,5% all’apertura di Wall Street, dopo risultati superiori alle aspettative nel terzo trimestre. La società ha riportato ricavi in crescita dell’11% su base annua, a 250,6 miliardi di yuan (circa 35,2 miliardi di dollari), grazie soprattutto alla buona performance della divisione retail, che ha contribuito ad attenuare i timori legati alla deflazione e alla debolezza dei consumi in Cina.

4. Dollar Tree

Seduta negativa invece per Dollar Tree che segna un -2,3% all’apertura dei mercati), penalizzata da un doppio downgrade di Goldman Sachs, che ha abbassato il rating del titolo da buy a sell e ridotto il target price da 133 a 103 dollari.

5. Nike

Le azioni del colosso dell’abbigliamento sportivo avanzano del 2,1% a 65,6 dollari, dopo che Wells Fargo ha alzato la raccomandazione a overweight da equalweight, portando il prezzo obiettivo a 75 dollari (da 60), suggerendo un potenziale rialzo del 17% rispetto alla chiusura di ieri (64,20 dollari).(riproduzione riservata)



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