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La diretta da Wall Street | Borse Usa chiudono deboli: Dow Jones -0,37%, Nasdaq +0,13% e S&P 500 -0,09%

di Mario Olivari
09 dicembre 2025, 15:55 Ultimo aggiornamento: 22:11

L’operatore di data center CyrusOne sta valutando la vendita di circa 600 milioni di euro di debito legato ai propri data center europei. Sul fronte macro, il numero di offerte di lavoro aperte in ottobre raggiunge 7,67 milioni: il massimo degli ultimi cinque mesi | IL VIDEO

Wall Street chiude debole aspettando le decisioni della Fed. Il Dow Jones termina in negativo dello 0,37% a 47.560,81 punti, il Nasdaq cresce dello 0,13% a 23.576,49 punti mentre lo S&P 500 chiude in rosso dello 0,09% a 6.840,52 punti.

Alle 17:30 i principali indici Usa proseguono positivi

Alle 17:30 i principali indici Usa girano in positivo: S&P500 e Dow Jones avanzano dello 0,3%, mentre il Nasdaq guadagna lo 0,2%. A supportare i listini le parole del più probabile sostituto di Jerome Powell, Kevin Hasset. Il direttore del National Economic Council della Casa Bianca ha dichiarato di vedere ampi margini per una riduzione significativa del tasso di interesse di riferimento della Federal Reserve. Hassett è stato interpellato nel corso dell’evento Wall Street Journal ceo Council Summit.

«Se i dati suggeriscono che possiamo farlo - e al momento credo che lo spazio ci sia - allora sì», ha affermato. Alla domanda se ciò significasse un taglio superiore ai 25 punti base, Hassett ha risposto: «Corretto».

Sul fronte macro, il numero di offerte di lavoro aperte in ottobre raggiunge 7,67 milioni: il massimo degli ultimi cinque mesi.

I dati hanno offerto un sostegno di breve periodo al dollaro statunitense, sebbene i rialzi restino contenuti in attesa della decisione di politica monetaria della Federal Reserve prevista per mercoledì 10. Al momento della pubblicazione, il Dollar Index segna un progresso dello 0,19%, a quota 99,29 punti. Tuttavia, dopo le parole di Hasset, l’indice si è attestato sul livello di 99,145.

Sul fronte AI, secondo quanto riportato da Bloomberg, l’operatore di data center CyrusOne sta valutando la vendita di circa 600 milioni di euro di debito legato ai propri data center europei, secondo quanto riferito da persone a conoscenza del dossier. CyrusOne sta lavorando con un consulente per esaminare la possibilità di collocare asset-backed securities o commercial mortgage-backed securities come opzioni di finanziamento per alcuni dei suoi asset europei, hanno spiegato le fonti. Un’eventuale operazione dovrebbe prendere forma nel corso del prossimo anno, hanno aggiunto, precisando che le informazioni sono riservate. Le fonti hanno inoltre sottolineato che il grave blackout dello scorso mese in un data center dell’area di Chicago non dovrebbe influire in modo significativo sui piani.

Alle 15:30 i principali indici Usa aprono cauti

L’S&P500 arretra dello 0,1%, il Nasdaq cede lo 0,2% e il Dow Jones segna -0,1%. Dopo il balzo di ieri, la volatilità continua ad aumentare: l’indice Vix guadagna un +2,5% a 17,2 punti. Nel mercato obbligazionario, i rendimenti sulle lunghe scadenze sono in lieve calo: il decennale scende di 1,5 punti base al 4,15%. Da sottolineare che, prima della discesa di oggi - ampiamente allineata al corso dei rendimenti dei bond sovrani globali - ieri i rendimenti dei titoli del Tesoro a dieci anni avevano raggiunto il loro massimo da settembre. Nel mercato valutario, il dollaro è stabile: il Dollar Index (Dxy) è sostanzialmente invariato contro un paniere composto dalle principali valute dei Paesi sviluppati.

Alle 16 sarà pubblicato il dato sui Jolts relativo ad ottobre. Si tratta dell’ultimo indicatore macroeconomico che potranno utilizzare i funzionari della Fed per valutare lo stato di salute del mercato del lavoro - una delle due variabili del “dual mandate” insieme all’inflazione – prima della decisione sui tassi d’interesse di domani 10 dicembre. Il mercato sconta ormai con certezza un taglio da 25 punti base che porterebbe l’intervallo di riferimento tra il 3,50 e il 3,75%. Stando ai dati del Cme Group, la probabilità di una sforbiciata da 25 punti base si attesta all’89%.

Tuttavia, la fiducia sulla possibilità di nuovi tagli nel prossimo anno è diminuita, anche a causa delle dichiarazioni prudenti di Kevin Hassett, il favorito per diventare il prossimo presidente della Fed. La banca centrale pubblicherà mercoledì 10 le sue previsioni economiche, incluse le aspettative sui tassi di interesse.

Nell’azionario, le azioni di Nvidia aprono a -0,9% nonostante il presidente Trump abbia annunciato che consentirà al produttore di semiconduttori di esportare i chip H200 in Cina, con il governo degli Stati Uniti che prenderà una percentuale del 25%. I chip H200 sono più potenti rispetto al modello H20 precedentemente autorizzato, ma non rappresentano il prodotto di punta di Nvidia.

Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.

1. Nvidia

Le azioni del colosso dei chip guidato da Jensen Huang segnano -0,9% in avvio di seduta, nonostante il presidente Donald Trump abbia dichiarato di voler consentire all’azienda di vendere i suoi chip avanzati per l’AI H200 in Cina. Trump ha lasciato intendere che Nvidia dovrà pagare una commissione del 25% su ogni vendita effettuata nel Paese. Il presidente ha aggiunto che il leader cinese Xi Jinping ha «risposto positivamente» al piano, anche se rimane da vedere se le autorità di Pechino consentiranno effettivamente a Nvidia di commercializzare l'H200 in Cina.

2. Cvs Health

Cvs Health ha guadagnato il 4,8% all’apertura di Wall Street dopo aver rivisto al rialzo le sue previsioni sugli utili rettificati e indicato un incremento dei ricavi nel 2025. Su base non rettificata, l’azienda prevede una perdita annuale inferiore rispetto alle stime precedenti.

3. Autozone

Il titolo Autozone ha registrato un calo del 5% nei primi minuti di contrattazione. Gli utili del primo trimestre fiscale sono stati pari a 31,04 dollari per azione, inferiori ai 32,03 dollari previsti dagli analisti, secondo FactSet. I ricavi sono aumentati dell’8,2% a 4,63 miliardi di dollari, leggermente sotto le attese di Wall Street (4,64 miliardi).

4. Home Depot

Le azioni del retailer sono salite dello 0,4% nonostante abbia rilasciato previsioni che indicano un rallentamento nella crescita degli utili per l’anno fiscale che si concluderà a febbraio 2027. Il rivenditore di prodotti per il fai-da-te ha anche annunciato di aspettarsi una crescita delle vendite comparabili tra l’1% e il 2%, con un incremento complessivo delle vendite compreso tra il 2,5% e il 4,5%.

5. Ares Management

Ares Management è salita del 6% nei primi minuti di contrattazione. Il gestore di asset specializzato in credito privato è pronto a sostituire Kellanova nell’S&P 500 all’apertura dei mercati l’11 dicembre. Kellanova, proprietario dei marchi Pringles e Pop-Tarts, è in procinto di essere acquisito dalla società privata Mars., in un accordo che dovrebbe concludersi a breve.(riproduzione riservata)



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