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Futures positivi e possibile taglio dei tassi dalla fed

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La diretta da Wall Street | Le borse Usa chiudono positive: S&P500 +1% e Nasdaq +0,9%. Gli appuntamenti della prossima settimana

di Mario Olivari
21 novembre 2025, 15:55 Ultimo aggiornamento: 22:10

Si chiude una settimana volatile segnata dai dubbi sulle valutazioni elevate dei titoli tech e sui piani di investimento aggressivi nell’AI. Tutti e tre gli indici restano comunque in calo di oltre l’1% nel bilancio settimanale | IL VIDEO

Le borse Usa chiudono in rialzo, sostenute sia dalle parole del presidente della Federal Reserve di New York, John Williams - che ha sottolineato la possibilità di un taglio dei tassi nella riunione di dicembre - sia dal rimbalzo tecnico su livelli di supporto dove gli operatori avevano posizionato consistenti ordini d’acquisto. Va però osservato che questo movimento si è sviluppato in assenza di veri pattern di accumulazione, come range laterali o figure triangolari: un elemento che rende il recupero meno affidabile. I cosiddetti “rimbalzi a V” sono infatti spesso il risultato di short covering rapido, acquisti impulsivi e venditori colti in contropiede, con scarsa costruzione di posizioni. Le mani forti del mercato preferiscono infatti accumulare lentamente e in silenzio, così da mantenere un prezzo medio stabile ed evitare di comunicare in anticipo le proprie intenzioni al resto del mercato.

Il Dow Jones ha guidato i rialzi (+1,1%), mentre S&P500 e Nasdaq hanno seguito guadagnando rispettivamente l’1% e lo 0,9% al termine di una settimana comunque volatile, segnata dai dubbi sulle valutazioni elevate dei titoli tech e sui piani di investimento aggressivi nell’intelligenza artificiale. Tutti e tre gli indici restano comunque in calo di oltre l’1% nel bilancio settimanale.

Anche il bitcoin continua a essere sotto pressione. L’indice Vix della Cboe, il “termometro della paura” di Wall Street, è arretrato ma resta su livelli elevati, poco sotto quota 24. Sul fronte obbligazionario, le dichiarazioni di Williams hanno spinto al ribasso i rendimenti lungo tutta la curva: il Treasury decennale scende al 4,067% e il biennale al 3,51%. Secondo il Cme Group, la probabilità di un taglio da 25 punti base a dicembre si attesta al 69,5%.

Nel mercato valutario, il dollaro resta stabile, con il Dollar Index (Dxy) invariato contro il paniere delle principali valute. Lo yen si rafforza dopo che il governo giapponese ha approvato un pacchetto di stimolo da 135 miliardi di dollari. Sul fronte delle materie prime, arretrano i preziosi: l’oro perde lo 0,4% a 4.060 dollari l’oncia e l’argento l’1,5% a 49,87 dollari. Il Wti cede invece l’1,8% scendendo a 58 dollari al barile.

In vista della settimana del Thanksgiving, prima che viaggi e shopping monopolizzino l’attenzione, gli investitori guardano a una serie di appuntamenti macro e societari. Nel fine settimana si svolge il G20 di Johannesburg, dove i leader delle principali economie discuteranno anche di commercio globale.

Gli appuntamenti della prossima settimana

Lunedì 24 novembre sono attese le trimestrali di Agilent Technologies e Zoom Communications, oltre ai dati della Fed di Dallas sul manifatturiero. Martedì 25 riflettori sull’indice dei prezzi alla produzione di settembre (Ppi) - uno degli ultimi dati sull’inflazione prima della riunione di dicembre della Fed - insieme agli indici dei prezzi delle case, agli inventari delle imprese e alla fiducia dei consumatori. Sul fronte societario, pubblicano i risultati Alibaba, Analog Devices e Best Buy, Dell, Hp, Autodesk e Workday.

Mercoledì 26 arrivano i conti di Deere & Co., oltre ai dati sugli ordini di beni durevoli e sulle richieste di sussidi di disoccupazione. In Europa è atteso l’Autumn Budget del Regno Unito. Giovedì 27, giorno del Thanksgiving, i mercati Usa resteranno chiusi. Secondo Airlines for America, sono attesi 31 milioni di passeggeri nel periodo festivo, un nuovo record.

Venerdì 28 si apre la stagione dello shopping con il Black Friday: occhi puntati sulle vendite retail e sulla dinamica dei consumi fino a fine anno. I mercati chiuderanno in anticipo: alle 19 per le borse e alle 20 per il mercato obbligazionario.

Alle 19:30 i principali indici statunitensi proseguono in rialzo

L’S&P 500 avanza dello 0,8%, il Nasdaq dello 0,5% e il Dow Jones dell’1%. Da segnalare che il Nasdaq continua a sottoperformare l’S&P 500, un comportamento anomalo rispetto al trend rialzista iniziato nel 2022, trainato in larga parte dai titoli tecnologici. Il Vix arretra del 7%, pur restando su livelli elevati, poco sotto i 25 punti, sopra quindi la soglia dei 20 che delimita un mercato privo di turbolenze. I listini americani hanno accelerato dopo metà seduta, complice il brusco aumento delle probabilità di un taglio dei tassi a dicembre, quasi raddoppiate dopo che il presidente della Fed di New York John Williams, ha adottato toni più accomodanti sull’ultimo meeting di politica monetaria dell’anno.

Considerando i singoli settori che compongono l’S&P500 e utilizzando come proxy dell’andamento dei comparti gli Etf che replicano l’andamento dei titoli che ne fanno parte, spicca la performance dei finanziari (con il Financial Select Sector Spdr (Xlf) cresce dell’1,4%), dei beni di consumo discrezionali (con l’Xly cresce del 2%), dei beni di consumo essenziali (con Il Consumer Staples Select Sector Spdr (Xlp) che guadagna l’1,2%) e i materiali. Tuttavia il comparto che presenta la price action migliore da qualche settimana a questa parte, compresa la seduta odierna, è quello sanitario: l’etf Xlv è in rialzo del 2,4%. Il settore più debole, quello tecnologico. è comunque in lieve rialzo dello 0,1%.

Sul fronte macro, il sentiment dei consumatori statunitensi è migliorato dopo la fine della chiusura parziale del governo federale, ma resta debole a causa delle pressioni macroeconomiche. Lo indica l’indagine dell’Università del Michigan diffusa oggi. Nonostante il miglioramento, l’indice principale cala per il quarto mese consecutivo, scendendo a 51 punti in novembre da 53,6 di ottobre. Il dato è leggermente migliore della stima preliminare (50,3), ma rimane il più basso da giugno 2022. Il consenso Bloomberg indicava 50,6. La scorsa settimana il Congresso ha approvato la legge che finanzia il governo fino a fine gennaio, ponendo fine allo stallo che aveva portato allo shutdown più lungo di sempre.

«Dopo la riapertura del governo federale, il sentiment è migliorato leggermente rispetto alla lettura di metà mese», ha commentato Joanne Hsu, direttrice del sondaggio. «Tuttavia, i consumatori restano frustrati dalla persistenza di prezzi elevati e dall’indebolimento dei redditi».

L’indice sulle condizioni correnti scivola del 13% a 51,1 punti, mentre quello sulle aspettative risale a 51 da 50,3. Le aspettative d’inflazione a un anno arretrano al 4,5% dal 4,6%, mentre quelle a cinque anni scendono al 3,4% dal 3,9%.

«Nonostante le aspettative di inflazione futura siano leggermente migliorate, i consumatori continuano a percepire le proprie condizioni finanziarie come gravate dall’attuale livello dei prezzi», ha aggiunto Hsu.

Alle 18 i listini americani tornano in territorio positivo

I listini sono sostenuti dal rimbalzo di Nvidia e di altri titoli tecnologici che hanno reagito su livelli tecnici considerati di supporto, dove numerosi operatori avevano posizionato ordini d’acquisto. L’S&P 500, il Nasdaq e il Dow Jones avanzano rispettivamente dell’1%, dello 0,8% e dell’1,2%.

Nel mercato continuano però a circolare dubbi sulle valutazioni elevate del comparto tecnologico e sui piani di spesa particolarmente aggressivi legati all’intelligenza artificiale. 

Il rimbalzo pomeridiano è stato favorito anche da dinamiche tecniche ben visibili sui grafici. Nvidia, in particolare, ha reagito su un’area di supporto chiave compresa tra 170 e 174 dollari, livello che negli ultimi giorni aveva rappresentato una barriera importante. 

Tornano in positivo quasi tutte le Magnifiche Sette, con l’eccezione di Microsoft e della stessa Nvidia, che resta comunque in lieve calo dello 0,3%. Il rendimento del Treasury decennale risale rispetto all’apertura, passando dal 4,067% al 4,082%. In parallelo calano le probabilità prezzate dal mercato per un taglio dei tassi da parte della Fed nella riunione di dicembre: 69%, contro il 71% registrato in apertura.

Il bitcoin rimane sotto pressione e perde l’1,8%, scivolando a 85.000 dollari. L’indice Vix della Cboe – il “termometro della paura” di Wall Street – arretra leggermente, ma resta su livelli elevati, intorno a quota 25.

Alle 16:40 Nvidia trascina in negativo S&P500 e Nasdaq, che perdono rispettivamente lo 0,2% e lo 0,8%

Le azioni della società guidata da Huang scivolano del 3,5% a 174 dollari. Su questo livello il prezzo potrebbe rimbalzare, in quanto livello di supporto su cui gli operatori di mercato hanno posizionato ordini d’acquisto. Se l’area dei 170-175 dollari per azione venisse sfondata, il prossimo range supportivo sarebbe quello compreso tra i 150 e 155 dollari. La volatilità resta alta, con l’indice di volatilità Vix sopra i 26 punti

Nvidia trascina con sè i principali titoli tecnologicici, con il Cnbc Magnificent 7 index - paniere che misura la performance aggregata di Nvidia, Meta, Microsoft, Apple, Tesla, Alphabet e Amazon - in calo dello 0,3%. Tra le “Sette sorelle tecnologiche” Usa, restano in rialzo Apple (+1,5%) e Alphabet (+2,8%).

Sul fronte corporate, Eli Lilly ha superato la soglia dei 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione, diventando la prima casa farmaceutica a entrare nell’esclusivo club finora dominato dai giganti della tecnologia. Un traguardo che conferma l’ascesa del gruppo come nuova potenza globale nel business dei farmaci per la perdita di peso. Il rally di oltre il 35% messo a segno dal titolo dall’inizio dell’anno è stato trainato soprattutto dall’espansione esplosiva del mercato dei trattamenti anti-obesità. Un segmento un tempo considerato di nicchia, ma oggi tra i più redditizi dell’intero settore sanitario, sospinto da una domanda in forte e costante crescita.

Se Novo Nordisk era partita in vantaggio, Lilly ha rapidamente colmato il divario grazie al successo dei suoi farmaci Mounjaro e Zepbound, che hanno guadagnato popolarità fino a mettere in ombra buona parte della concorrenza tra i medicinali soggetti a prescrizione.

Nel frattempo, il titolo Lilly è salito dell’1,3%, aggiornando il proprio massimo storico a 1.057,7 dollari.

Alle 15:30 gli indici Usa aprono in rialzo

Questo al termine di una settimana volatile segnata dai timori per le valutazioni elevate dei titoli tecnologici e per i piani di spesa aggressivi legati all’intelligenza artificiale. S&P500, Nasdaq e Dow Jones guadagnano rispettivamente lo 0,4%, lo 0,5% e lo 0,6%. A sostenere i listini le parole del presidente della Federal Reserve di New York John Williams, che ha sottineato la possibilità di un taglio dei tassi alla prossima riunione di dicembre. Le parole dell’alto funzionario hanno avuto un impatto immediato sul mercato dei futures sui tassi di interesse: secondo il Cme Group la probabilità di un taglio a dicembre è salita al 71% da poco più del 40% di ieri. Sulla scia delle dichiarazioni, i rendimenti dei Treasury sono in calo lungo tutta la curva: il rendimento del decennale arretra di 2,3 punti base al 4,06%, mentre quello del biennale cede 5 punti base al 3,50%

Alla chiusura di ieri, i tre principali indici di Wall Street si avviavano verso la loro peggiore settimana da aprile, quando la guerra dei dazi avviata dal presidente Donald Trump aveva scosso i mercati. Il Nasdaq ha guidato le perdite, scendendo del 3,6% nei primi quattro giorni della settimana.

Le crescenti preoccupazioni degli investitori hanno colpito i titoli tecnologici più performanti e altri asset percepiti come rischiosi, bitcoin compreso. Tra i più penalizzati figurano l’exchange di valute digitali Coinbase e i produttori di chip Micron Technology e Advanced Micro Devices, tutti in calo di oltre il 16% da inizio settimana.

Bitcoin è rimasto sotto pressione. Il Cboe Volatility Index, il cosiddetto “indice della paura” di Wall Street, ha toccato il livello più alto da aprile e si è mantenuto sopra quota 25 anche venerdì. Le vendite hanno travolto anche i titoli globali dei semiconduttori, tra cui Tsmc e Asml, zavorrando gli indici nazionali. Le Borse di Cina, Giappone e Corea del Sud hanno perso oltre il 2%.

Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.

1. Nvidia

Le azioni della società guidata da Huang arretrano dello 0,8% in avvio di seduta. Il titolo del produttore di chip aveva oscillato bruscamente giovedì: dopo un avvio in rialzo, sostenuto da solidi risultati del terzo trimestre, ha invertito la rotta chiudendo in calo del 3%. Il report e le previsioni migliori delle attese hanno offerto al mercato un’indicazione chiara della forte domanda legata all’intelligenza artificiale, ma non sono bastati a rassicurare gli investitori, ancora perplessi sull’origine dei flussi di ricavi e sulla loro effettiva sostenibilità.

2. Intel

Le azioni del produttore di chip hanno aperto a -0,25%. L’amministratore delegato Lip-Bu Tan ha ridimensionato le indiscrezioni secondo cui una recente assunzione proveniente da Taiwan Semiconductor Manufacturing avrebbe portato con sé dati aziendali riservati del gruppo taiwanese. I media locali hanno riferito questa settimana che le autorità taiwanesi stanno indagando su Wei-Jen Lo, entrata in Intel a ottobre.

3. Intuit

Intuit è salita del 4,3% in avvio di seduta dopo che il produttore di TurboTax ha superato le stime degli analisti su utili e ricavi del primo trimestre fiscale. La società punta a rafforzare la crescita attraverso prodotti basati sull’intelligenza artificiale. Le sue previsioni sugli utili sono apparse leggermente deboli, anche se il direttore finanziario Sandeep Aujla ha spiegato a Barron’s che l’azienda non ritocca le guidance prima della cruciale stagione fiscale, che genera la quota maggiore dei ricavi annuali.

4. Gap

Gap è balzata del 5,6% dopo aver comunicato che le vendite comparabili del terzo trimestre sono cresciute del 5% su base annua, contro il 3% previsto dagli analisti. Anche i profitti hanno superato le attese: l’utile è stato di 62 centesimi per azione, rispetto ai 59 previsti.

5. Ross Stores

Ross Stores ha guadagnato il 6% dopo aver alzato le previsioni sugli utili per l’intero anno fiscale in un intervallo compreso tra 6,38 e 6,46 dollari per azione, dai precedenti 6,08-6,21. L’aggiornamento è arrivato nello stesso giorno in cui Walmart ha pubblicato risultati migliori delle attese, accompagnati da un rialzo delle guidance, contribuendo a rassicurare gli investitori sulla solidità della spesa dei consumatori.(riproduzione riservata)



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