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La diretta da Wall Street | Borse Usa chiudono positive dopo i dati dell’inflazione. Nuovi massimi storici per Nasdaq e S&P500

di Mario Olivari
12 agosto 2025, 15:49 Ultimo aggiornamento: 22:20

A luglio l’indice dei prezzi al consumo è salito del 2,7% su base annua, lo stesso ritmo di giugno e al di sotto delle previsioni che indicavano un aumento al 2,8%. I mercati festeggiano: gli investitori ritengono probabile un taglio dei tassi da parte della Fed già il mese prossimo | IL VIDEO

I principali indici Usa vengono spinti dalla lettura inferiore alle attese sul dato dell’inflazione, con il Nasdaq e l’S&P500 che raggiungono nuovi massimi storici e guadagnano, rispettivamente l’1,4% e l’1,1%. Il Dow Jones, nonostante non abbia ancora superato il massimo del 4 dicembre 2024, livello di prezzo più alto della storia del paniere, ha chiuso la seduta a +1,1%. 

Il rialzo odierno è dovuto al fatto che il dato dell’inflazione ha rafforzato la convinzione degli operatori che la Federal Reserve taglierà i tassi d'interesse a breve termine il mese prossimo, in risposta alle preoccupazioni sul mercato del lavoro. Finora, la Fed ha mantenuto i tassi invariati, attendendo di valutare l’impatto delle tariffe sull’economia.

Alle 17:30 i principali panieri di mercato Usa aumentano i loro guadagni, cercando di sfondare i massimi storici

L’S&P500 e il Nasdaq guadagnano lo 0,8% e il Dow Jones l’1%.

Nel pomeriggio, il presidente Usa Donald Trump ha definito in un post sulla sua piattaforma Truth Social un «bello scherzo» la nomina di Powell da parte dell’ex segretario al Tesoro Steve Mnuchin, che avrebbe promosso un «perdente» che ha causato «danni incalcolabili» agli Stati Uniti, essendo costantemente in ritardo nelle decisioni di politica monetaria. Il tycoon ha scritto:««Fortunatamente, l’economia va così bene che esploderà in faccia a Powell e il suo board compiacente. Sto però valutando la possibilità di intentare una causa importante contro Powell per il lavoro orribile e gravemente incompetente che ha svolto nella gestione della costruzione degli edifici della Fed. Tre miliardi di dollari per un lavoro che sarebbe dovuto costare 50 milioni di dollari. Non va bene!».

Secondo Liz Young Thomas, – Head of Investment Strategy di SoFi Technologies, responsabile dell’elaborazione delle strategie di investimento e dell’offerta di analisi economiche e del mercato al pubblico e agli investitori – la Federal Reserve ha scelto chiaramente di concentrare la sua battaglia contro l’inflazione, una strategia che ha senso con un tasso di disoccupazione al 4,2%. Il punto chiave è capire quando questa priorità potrebbe invertire a favore della tutela dell’occupazione. Per Thomas, non sarà il tasso di disoccupazione in sé a determinare la svolta — perché i dati arrivano troppo tardi — ma piuttosto gli indicatori ad alta frequenza come le richieste iniziali e continuative di sussidi di disoccupazione, o il rapporto Jolts sull’andamento del mercato del lavoro.

Oggi, il mercato del lavoro statunitense è in una fase di “omeostasi”: poche assunzioni, pochi licenziamenti e bassa mobilità. Non è un segnale d’allarme, ma nemmeno un segno di vitalità. Con valutazioni di Borsa ai massimi storici — il 93° percentile a 22 volte gli utili attesi — c’è margine perché il mercato corregga o perché la disoccupazione salga senza che la Fed intervenga subito.

Per l’esperta, non c’è spazio per ulteriori rialzi dei tassi, ma nemmeno per lasciare che l’inflazione sfugga di mano. Il vero rischio è che, una volta avviato un aumento della disoccupazione, la dinamica diventi rapida e difficile da fermare, costringendo poi la banca centrale a tagliare i tassi in modalità reattiva.

Alle 15:30 gli indici Usa aprono in territorio positivo

L’ultimo dato sui prezzi al consumo negli Stati Uniti segnala un’inflazione leggermente inferiore alle attese. Questo ha influenzato positivamente i principali indici Usa, sull’aspettativa che la Federal Reserve tagli i tassi dello 0,25% in occasione del Fomc (Federal Open Market Comitee) di settembre. L’S&P500 apre a +0,3%, il Nasdaq guadagna lo 0,4% e il Dow Jones sale dello 0,3%.

A luglio, infatti, l’indice dei prezzi al consumo è salito del 2,7% su base annua, lo stesso ritmo di giugno e al di sotto delle previsioni che indicavano un aumento al 2,8%. Al netto di alimentari ed energia, l’inflazione “core” è invece cresciuta al 3,1%, poco sopra le stime degli analisti interpellati dal Wall Street Journal.

Il rapporto è il primo diffuso dal Bureau of Labor Statistics dopo il licenziamento, da parte del presidente Donald Trump, della direttrice Erika McEntarfer. Il presidente aveva accusato l’agenzia di aver falsificato i dati sull’occupazione. Trump ha annunciato la nomina di E.J. Antoni come nuovo responsabile.

Gli investitori ritengono probabile che la Federal Reserve taglierà i tassi di interesse il mese prossimo. La banca centrale, finora, ha mantenuto invariati i tassi per valutare gli effetti delle tariffe sull’economia. Gli analisti sottolineano che i recenti accordi commerciali con l’Unione Europea, il Giappone e altre grandi economie hanno ridotto i rischi di un’accelerazione inflazionistica. Al momento della stesura, stando ai dati forniti dal Cme FedWatch tool, il mercato prezza con una probabilità del 91,8% un taglio da 25 punti base nella riunione di settembre.

A rassicurare ulteriormente i mercati, Trump ha rinviato a novembre l’entrata in vigore di nuovi dazi contro la Cina e ha incontrato l’amministratore delegato di Intel, Lip-Bu Tan, dopo averne chiesto la rimozione la scorsa settimana per i suoi rapporti con aziende cinesi.

Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.

1. Intel

Le azioni salgono dell’1,4% all’apertura di Wall Street, dopo che il presidente Trump ha definito “molto interessante” un incontro con l’amministratore delegato del produttore di chip. La scorsa settimana, Trump aveva chiesto la rimozione di Lip-Bu Tan a causa dei suoi legami con aziende cinesi.

2. Celanese

Il produttore di prodotti chimici ha dichiarato di aspettarsi un indebolimento della domanda nella maggior parte dei suoi mercati principali e ha previsto per questo trimestre un utile inferiore alle attese degli analisti. Il titolo crolla del 20%.

3. Nvidia

Secondo notizie di stampa, la Cina sta facendo pressione sulle aziende locali affinché acquistino alternative cinesi ai chip H20 di Nvidia. L’azienda ha recentemente ottenuto l’approvazione di Washington per esportare quei semiconduttori in Cina, a condizione di versare il 15% dei proventi agli Stati Uniti. Le azioni della società aprono a -0,2%.

4. Circle Internet

Nuovo arrivato in borsa, l’emittente della stablecoin ha registrato una perdita trimestrale, ma con ricavi superiori alle previsioni. Il titolo sale del 10,5% all’apertura di Wall Street.

5. Apple

Elon Musk ha accusato il produttore di iPhone di violare le leggi antitrust favorendo OpenAI nel suo App Store e ha annunciato che la sua società xAI «intraprenderà immediatamente azioni legali». Le azioni del colosso tecnologico aprono a +0,9%.



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