La Federal Reserve ha approvato il suo secondo taglio consecutivo dei tassi di interesse, una mossa ampiamente attesa, nonostante la scarsa visibilità sull'economia dovuta alla chiusura delle attività governative. Ma il presidente della Fed Jerome Powell ha gelato Wall Street dicendo che «un'ulteriore riduzione del tasso di riferimento nella riunione di dicembre non è affatto scontata. Anzi, tutt'altro». Wall Street ha chiuso contrastata: Dow Jones -0,2%, S&P500 invariato, Nasdaq +0,5%. Il rendimento del T-bond decennale è salito al 4,077%
Con un voto di 10 a 2, il Federal Open Market Committee (Fomc) della banca centrale ha quindi abbassato il tasso di riferimento sui prestiti overnight a un intervallo compreso tra il 3,75% e il 4%. Il governatore Stephen Miran ha nuovamente espresso un voto contrario, preferendo che la Fed si muovesse più rapidamente con un taglio di mezzo punto percentuale. Il presidente della Fed di St. Louis, Jeffrey Schmid, si è unito a Miran nel dissenso, ma per la ragione opposta: preferiva che la Fed non tagliasse affatto.
Nel corso della conferenza stampa, il presidente della Fed, Jerome Powell, ha ammesso che «in questa riunione, sono emerse opinioni fortemente divergenti su come procedere a dicembre. Un'ulteriore riduzione del tasso di riferimento nella riunione di dicembre non è affatto scontata. Anzi, tutt'altro».
Alle 19:30 è iniziata la conferenza stampa del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, che ha offerto un quadro di cauta incertezza sulla direzione della politica monetaria americana. Powell ha sottolineato come, nonostante la carenza di dati macro dovuta allo shutdown governativo, lo stato dell’occupazione e dell’inflazione resti «sostanzialmente invariato».
Il numero uno della Fed ha riconosciuto che lo shutdown avrà comunque un impatto, seppur limitato, sull’economia. Ha inoltre osservato che, pur mostrando segnali di raffreddamento, il mercato del lavoro resta solido, con un tasso di disoccupazione al 4,3%, «relativamente basso». L’inflazione, invece, resta «ancora elevata», in particolare sui beni, anche per effetto dei dazi, mentre nei servizi prosegue il trend disinflazionistico.
Powell ha chiarito che, dopo due tagli consecutivi dei tassi, una nuova riduzione a dicembre non è affatto scontata, parlando di «forti divergenze» all’interno del Fomc. «Non c’è alcuna decisione predefinita», ha ribadito.
Il presidente ha poi segnalato un cambio di approccio: dopo mesi di attenzione al lavoro, la Fed torna a concentrarsi sull’inflazione, coerentemente con il suo mandato duale. Sul piano operativo, ha spiegato che i fondi provenienti dai titoli in scadenza saranno reinvestiti in Treasury, segnale di un imminente rallentamento del quantitative tightening per mantenere stabile la liquidità e prevenire tensioni nel mercato monetario.
Powell ha infine avvertito che l’inflazione potrebbe registrare nuovi rialzi temporanei, un rischio che la Fed continuerà a monitorare attentamente. La politica monetaria, ha concluso, rimane «moderatamente restrittiva», contribuendo al graduale raffreddamento del mercato del lavoro. Ha infine aggiunto che la banca centrale è a 150 punti base dal tasso neutrale.
A seguito delle parole del numero uno della Fed, S&P500 e Dow Jones girano in negativo e perdono lo 0,2%. Il Nasdaq scambia nei pressi della parità. L’indice di volatilità Vix è al rialzo del 2,3% a 16,5 punti. Il rendimento del treasury decennale sale al 4,064%. Coerentemente con l’aumento dei rendimenti obbligazionari, la valuta in cui sono denominati, il dollaro, si rinforza con il Dollar Index (Dxy) a +0,6% contro un paniere composto dalle valute dei principali Paesi sviluppati.
Con questa mossa, Powell e il Board portano il tasso sui Fed Funds in un intervallo compreso tra 3,75% e 4%. La decisione, presa a maggioranza, arriva in un contesto di shutdown del governo federale che priva la banca centrale di dati chiave per orientare la politica monetaria.
Il consiglio si è diviso: Stephen Miran, nuovo governatore nominato dal presidente Donald Trump, ha votato per un taglio più ampio di mezzo punto, mentre Jeff Schmid, presidente della Fed di Kansas City, avrebbe preferito lasciare i tassi invariati.
La banca centrale ha inoltre annunciato che dal 1° dicembre interromperà la riduzione del proprio bilancio, segnale di una possibile fase di stabilizzazione. Il presidente Jerome Powell aveva già anticipato che la Fed si stava avvicinando al momento in cui avrebbe potuto sospendere il cosiddetto «balance sheet runoff», ossia la riduzione del portafoglio obbligazionario. Powell ha spiegato che le condizioni di liquidità mostrano segnali di irrigidimento e che l’obiettivo è evitare tensioni sui mercati monetari come quelle del settembre 2019. Da specificare che la fine del quantitative tightening non implica l’inizio di un quantitative easing, ossia l’espansione del balance sheet della banca centrale tramite acquisto di titoli obbligazionari a lungo termine.
Il taglio odierno segue quello di settembre, il primo del 2025, quando il Fomc aveva indicato la possibilità di ulteriori due interventi espansivi entro l’anno. Tuttavia, lo shutdown, ormai vicino al mese di durata, ha lasciato la Fed «volare alla cieca», senza gran parte dei dati ufficiali su inflazione e occupazione.
L’inflazione resta ostinatamente sopra il target del 2%, con il dato “core” del Cpi in aumento del 3% a settembre, mentre la crescita occupazionale mostra segnali di rallentamento.
La decisione di allentare ulteriormente la politica monetaria arriva dopo mesi di pressioni dalla Casa Bianca, con Trump che ha più volte accusato Powell di essere «in ritardo» nel ridurre i tassi.
Da notare che nello statement ufficiale non si parla di un’economia «moderata», a simboleggiare che la banca centrale ha una percezione di un’economia non così debole, nonostante i recenti timori in merito al mercato del lavoro. Dopo l’annuncio l’azionario resta pressoché invariato con S&P500, Nasdaq e Dow Jones che guadagnano rispettivamente lo 0,2%, lo 0,5% e lo 0,3%. Il mercato obbligazionario reagisce in maniera contrastato l’annuncio di politica monetaria espansiva. Nonostante il taglio, il rendimento del decennale sale al 4,024% mentre quello del biennale è in calo al 3,523%.
l’S&P500 guadagna lo 0,3%, mentre Nasdaq e Dow Jones segnano un +0,6%. A trainare i guadagni sono stati i settori tecnologia ed energia, mentre utilities, beni di consumo e finanziari figurano tra i peggiori ribassi.
Sul fronte monetario, il Cme FedWatch Tool indica che la Fed è ampiamente attesa a un taglio dei tassi di 25 punti base. Gli investitori seguiranno con attenzione anche il discorso del presidente Jerome Powell dopo l’annuncio della politica monetaria. Attualmente la probabilità di un ulteriore taglio di pari entità a dicembre è dell’85%. I rendimenti dei Treasury mostrano un andamento misto: il biennale resta stabile al 3,5%, mentre il decennale sale di 1,4 punti base al 4%.
Nel settore automotive, il rallentamento delle vendite di veicoli elettrici inizia a farsi sentire. Secondo Cnbc, General Motors licenzierà 1.700 dipendenti, a causa della debolezza del mercato Ev. A settembre, le vendite di auto elettriche avevano raggiunto un record, coprendo il 12% delle vendite totali di auto nuove, spinte dall’ultima scadenza del credito d’imposta da 7.500 dollari. Ora, le case automobilistiche si preparano a volumi più contenuti; Gm ha già contabilizzato 1,6 miliardi di dollari in cancellazioni, a riflettere la minore domanda e redditività attesa nel settore Ev. Tuttavia, le azioni Gm restano solide: dall’inizio dell’anno il titolo ha segnato un +31%, inclusi i +15% dopo risultati trimestrali migliori del previsto.
Nel settore aerospaziale, Boeing venderà 103 nuovi aerei a Korean Air in un accordo da 36,2 miliardi di dollari. In una trattativa separata, Korean Air acquisterà anche motori Ge Aerospace per 13,7 miliardi di dollari. Gli accordi sono stati annunciati dopo la visita del presidente Donald Trump in Corea del Sud per promuovere investimenti USA. Le azioni Boeing scendono del 3,3%, mentre Ge Aerospace avanza dell’1,6%.
In ambito tecnologico, Tesla resta leader nel mercato dell’intelligenza artificiale applicata ai veicoli con tecnologie come Full Self-Driving, Robotaxi e Optimus, ma affronta sfide nel breve termine, secondo BofA Global Research. I ricavi consolidati del terzo trimestre hanno raggiunto 28,1 miliardi di dollari, con consegne di veicoli a circa 497.000 unità, oltre le attese. Il business energetico è risultato un punto di forza, con margini superiori alle stime e capacità di stoccaggio in crescita dell’81% su base annua. BofA ha confermato rating neutrale e rialzato il prezzo obiettivo da 441 a 471 dollari, mentre il titolo Tesla scambia a 458,15 dollari (-0,52%).
Il mercato è in attesa della decisione sui tassi di interesse della Fed prevista per le 19 e del successivo discorso del presidente della banca centrale, Jerome Powell, alle 19:30.
L’S&P500 guadagna lo 0,2%, mentre Nasdaq e Dow Jones segnano un +0,5%. Quest’ultimo ha superato brevemente la soglia dei 48.000 punti. Se chiudesse sopra tale livello, si tratterebbe del traguardo di 1.000 punti più rapido nella storia recente dell’indice blue-chip, secondo i dati di Dow Jones Market Data. Il Dow aveva superato per la prima volta i 47.000 punti venerdì scorso, appena tre sedute fa. Il record precedente per il più rapido incremento di 1.000 punti risale al 2021, quando l’indice passò da 32.000 a 33.000 punti in cinque giorni. Un close sopra i 48.000 punti sarebbe il terzo traguardo di 1.000 punti raggiunto nel 2025.
A guidare i guadagni dell’indice è Caterpillar, che ha aggiunto più punti al Dow da quando questo ha superato i 47.000, con un rialzo del 13% dopo aver riportato ricavi superiori alle attese.
Rimane in stallo invece il mercato immobiliare. Secondo il National Association of Realtors, il numero di case in trattativa negli Stati Uniti è rimasto stabile a settembre. L’indice delle vendite in sospeso, che misura i contratti firmati e anticipa le vendite future, è rimasto a 74,8, mentre gli economisti intervistati dal Wall Street Journal avevano previsto un incremento dell’1%. Su base annua, le vendite in sospeso sono calate dello 0,9%, con rialzi nel Nordest e Sud e cali nel Midwest e West.
Sul versante societario, Verizon Communications ha registrato una perdita netta di 7.000 connessioni telefoniche postpaid nell’ultimo trimestre, contro le attese di un incremento netto di 19.000. Si tratta del terzo trimestre consecutivo di perdite, sebbene in riduzione.
Nonostante ciò, le azioni sono in aumento del 2,2%, spinte dall’ottimismo degli investitori sul piano di rilancio e sul mantenimento delle previsioni annuali. Il nuovo ceo Dan Schulman ha annunciato misure per ridurre i costi e attrarre nuovi clienti, affermando che Verizon diventerà «un’azienda più semplice, snella e competitiva». Schulman ha precisato che non ci saranno tagli rapidi ai prezzi, ma si cercheranno altre forme di valore per i clienti. La società ha visto crescere ricavi e profitti nel terzo trimestre rispetto all’anno precedente, lievemente al di sotto delle stime sugli incassi, ma superiori sul fronte utili.
Le azioni di Fiserv sono invece crollate di oltre il 40% verso il minimo dal gennaio 2019, e non aveva mai registrato un calo così ampio dal 1986, secondo i dati di Dow Jones Market Data. Il forte ribasso arriva dopo che la società di pagamenti ha mancato le stime sugli utili, ridotto le previsioni annuali e nominato un nuovo cfo. Gli analisti di Btig hanno definito il report «scioccante», sottolineando come i risultati abbiano peggiorato ulteriormente il sentiment degli investitori.
Fiserv ha riportato un utile rettificato di 2,04 dollari per azione, circa il 23% sotto il consenso degli analisti. L’azienda ha rivisto al ribasso le previsioni annuali a 8,50-8,60 dollari per azione.
L’S&P 500 e il Dow Jones avanzano rispettivamente dello o,4% e dello 0,5%, mentre il Nasdaq guadagna lo 0,6%.
Sul fronte valutario, il dollaro mostra un leggero rafforzamento: il Dollar Index (Dxy) sale dello 0,15% a 98,9 punti, contro un paniere delle principali valute dei Paesi sviluppati. Il Treasury decennale statunitense vede il rendimento in aumento di 1,1 punti base, restando comunque appena sotto la soglia del 4%. Tra le materie prime, l’oro avanza dell’1,7% a 4.019 dollari l’oncia, mentre l’argento guadagna il 2,8% a 41,5 dollari. Stabile il petrolio Wti, che si mantiene a 60,15 dollari al barile.
È il Fed Day: la banca centrale americana dovrebbe annunciare oggi un taglio dei tassi di un quarto di punto percentuale, una mossa ampiamente prevista e scontata dai mercati. L’attenzione degli investitori si concentra quindi sulle prossime mosse della Federal Reserve da qui a dicembre.
Sul fronte politico il presidente Donald Trump ha nuovamente criticato il presidente della Fed Jerome Powell, affermando che l’amministrazione sarà «molto felice» quando il suo mandato terminerà. Le dichiarazioni sono arrivate dalla Corea del Sud, dove Trump ha annunciato un’intesa commerciale bilaterale.
Domani 30 ottobre il presidente americano incontrerà il leader cinese Xi Jinping, e i mercati sperano che il vertice possa favorire la riapertura del mercato cinese a Nvidia. Il titolo del colosso dei chip vola all’apertura di Wall Street, superando la soglia record dei 5.000 miliardi di dollari di capitalizzazione: è la prima società al mondo a raggiungere tale traguardo.
?Secondo i dati di Dow Jones Market Data, Nvidia vale oggi più di tutti i titoli energetici, immobiliari e dei materiali dell’S&P 500 messi insieme.
Il gigante dell’intelligenza artificiale supera inoltre l’intera industria dei semiconduttori: la sua capitalizzazione è maggiore della somma di Amd, Arm, Asml, Broadcom, Intel, Lam Research, Micron, Qualcomm e TSMC.
Nel frattempo, prosegue la stagione delle trimestrali: oggi sono attesi i conti di Boeing, CVS e Verizon, mentre dopo la chiusura del mercato toccherà ad Alphabet, Meta e Microsoft. Oltre un terzo delle società dell’S&P 500 pubblicherà i risultati del terzo trimestre nel corso di questa settimana.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
Apertura brillante per la società guidata da Huang, dopo le dichiarazioni del presidente Donald Trump, secondo cui potrebbe discutere con il leader cinese Xi Jinping dei chip avanzati Blackwell durante l’incontro previsto giovedì in Corea del Sud. A sostenere i guadagni sono stati anche i commenti dell’amministratore delegato Jensen Huang, intervenuto alla conferenza per sviluppatori di Nvidia a Washington, D.C.. Huang ha annunciato nuove partnership e tecnologie, tra cui una soluzione di interconnessione per il calcolo quantistico e un accordo con Uber Technologies per realizzare una flotta di 100.000 robo-taxi. Il ceo ha inoltre affermato che Nvidia ha ora visibilità su oltre 500 miliardi di dollari di ricavi cumulati derivanti dagli attuali chip Blackwell AI e dai futuri chip Rubin entro il 2026.
Buona performance per Micron Technology, che ha guadagnato il 2,9% all’apertura dei mercati. A trainare il titolo sono le prospettive positive del principale concorrente Sk Hynix, che ha parlato di un possibile «superciclo» della domanda di chip di memoria, spinto dal boom degli investimenti in intelligenza artificiale.
In lieve calo Microsoft, che scende dello 0,1% in avvio di seduta dopo aver chiuso ieri con un progresso del 2% a un nuovo record di 542,07 dollari per azione, con una capitalizzazione di 4.030 miliardi di dollari: è la prima volta che il colosso del software chiude sopra la soglia dei 4 trilioni. La società comunicherà oggi i risultati del primo trimestre fiscale dopo la chiusura di Wall Street.
In attesa dei conti trimestrali, Alphabet (la holding di Google) è salita in apertura dello 0,5%, mentre Meta Platforms, proprietaria di Facebook e Instagram, ha perso lo 0,1%. Entrambe le società pubblicheranno i risultati del terzo trimestre dopo la chiusura dei mercati di mercoledì.
A Wall Street vola Centene, in rialzo del 9,3% dopo la pubblicazione di utili rettificati del terzo trimestre pari a 0,50 dollari per azione, a fronte di attese per una perdita di 0,14 dollari. Il fatturato, pari a 49,69 miliardi di dollari, ha inoltre superato le stime, ferme a 47,72 miliardi.(riproduzione riservata)