Le borse Usa chiudono in rialzo, a qualche decina di punto dai massimi storici. A sostenere i listini l’ottimismo per la possibile conclusione dello shutdown più lungo della storia americana. Il Senato, nella serata di domenica, ha superato un primo ostacolo procedurale grazie ai voti decisivi dei Democratici, consentendo l’avanzamento di una misura volta a porre fine all’impasse politico. Il prossimo passo sarà l’invio del provvedimento alla Camera dei Rappresentanti, a maggioranza repubblicana.
S&P500, Nasdaq e Dow Jones chiudono rispettivamente a +1,5%, +2,3% e +0,8%. In forte calo la volatilità, con l’indice Vix che segna un -6,24% a 17,9 punti.
Il dollaro si mantiene stabile, con il Dollar Index (Dxy) piatto contro un paniere composto dalle principali valute dei Paesi sviluppati. Ciò ha favorito le quotazioni delle materie prime. Sul fronte metalli, oro e argento guadagnano rispettivamente il 2,8% e il 4,5% a 4111 e 50,5 dollari l’oncia. Il petrolio Wti segna un lieve rialzo del +0,7% a 60,15 dollari al barile.
L’S&P 500 sale dell’1,3%, il Nasdaq dell’1,9% e il Dow Jones dello 0,5%.
A trainare i listini sono i titoli tecnologici, delle comunicazioni e dei beni voluttuari, in un contesto di rinnovato ottimismo legato alla possibile conclusione del più lungo shutdown governativo nella storia degli Stati Uniti. Secondo la Cnn, i leader repubblicani starebbero accelerando l’iter per approvare una legge di finanziamento dopo il voto favorevole del Senato nella serata di domenica.
Il ritorno dell’appetito per il rischio si riflette anche negli Etf di settore: il Global X Artificial Intelligence & Technology ETF (Aiq), con asset per 5,98 miliardi di dollari, guadagna il 2%.
Tra i settori dell’S&P 500, quasi tutti i comparti sono in rialzo, fatta eccezione per i beni di consumo di base (-0,8%), immobiliare (-0,2%) e utilities (-0,4%). Bene i finanziari, con l’indice Nyse Financial e l’Etf Xlf in progresso dello 0,5%. Positivi anche i titoli health care (+0,5%), con il Biotech Etf (Ibb) in rialzo dello 0,7%. Nel comparto tecnologico, l’Xlk avanza del 2,2%, il Semiconductor Etf (Xsd) del 2,7% e l’indice Philadelphia Semiconductor del 2,9%.
Sul fronte corporate, Cogent Biosciences balza del 136% dopo che i risultati positivi di uno studio di fase 3 sul farmaco bezuclastinib hanno mostrato un miglioramento significativo della sopravvivenza nei pazienti con tumori stromali gastrointestinali resistenti.
Rumble guadagna il 10% dopo aver ridotto le perdite trimestrali e annunciato l’acquisizione della tedesca Northern Data, attiva nell’intelligenza artificiale, in un’operazione interamente in azioni.
Nel settore alimentare, TreeHouse Foods sale di oltre il 21% dopo aver accettato un’offerta da 2,9 miliardi di dollari da parte di Investindustrial, che in seguito procederà al delisting.
Sul fronte obbligazionario, il rendimento del Treasury decennale risale al 4,11% (+2 punti base).
L’S&P 500 guadagna l’1%, il Nasdaq l’1,7% e il Dow Jones lo 0,3%.
Continuano i disordini aerei con oltre 1.400 voli che risultano cancellati secondo dati Cirium. United Airlines è in calo dello 0,9% e Delta dello 0,3%. American Airlines perde l’1,6%, mentre Southwest avanza dell’1,2%.
Tra le singole storie societarie, Papa John’s balza di oltre il 15% dopo le indiscrezioni su una possibile acquisizione da 65 dollari per azione che porterebbe la catena di pizzerie fuori dalla Borsa.
TreeHouse Foods sale di oltre il 23% dopo aver annunciato un accordo per essere rilevata da Investindustrial per 22,5 dollari per azione in contanti, pari a circa 2,9 miliardi di dollari. La società ha però deluso le attese sugli utili trimestrali, con un eps rettificato di 0,43 dollari contro i 0,74 di un anno fa e ricavi leggermente sotto le stime (840,3 milioni). iHeartMedia cede il 5,1% dopo aver annunciato una partnership con TikTok per il lancio del TikTok Podcast Network, che includerà 25 nuovi podcast gestiti da creator della piattaforma.
Ci sono aggiornamenti anche sulle trimestrali del titolo diventato emblema dell’AI trade. Ubs prevede che i risultati del terzo trimestre fiscale di Nvidia, attesi per il 19 novembre, supereranno le previsioni ufficiali della società, grazie alla solida domanda per i chip destinati all’intelligenza artificiale e ai data center.
La banca d’affari stima ricavi per circa 56 miliardi di dollari, contro una guidance di 54 miliardi. Per il quarto trimestre, le stime salgono a 63-64 miliardi, con una possibile revisione al rialzo fino a 66 miliardi.
Ubs mantiene la raccomandazione buy e un target price di 235 dollari per azione, prevedendo un utile per azione di 7,75 dollari nel 2026 e 9,5 nel 2027. Il titolo Nvidia è in rialzo del 4,3% a 196 dollari per azione.
Nel comparto assicurativo si assiste a una flessione generalizzata dopo che il presidente Donald Trump ha criticato i finanziamenti federali versati alle compagnie sanitarie nell’ambito dell’Affordable Care Act (Obamacare), proponendo di dirottarli direttamente ai cittadini.
Le dichiarazioni arrivano mentre circa 24 milioni di americani sono iscritti ai piani Aca, i cui sussidi - in scadenza a fine anno - rappresentano uno dei nodi centrali dello shutdown governativo.
Nel dettaglio, Centene perde l’8%, Tenet Healthcare, HCA Healthcare e Molina Healthcare cedono oltre il 4%, mentre Universal Health Services scende di oltre il 3%.
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Sul versante politico, la possibile fine dello shutdown federale consentirà alle agenzie statistiche di riprendere l’attività, recuperando le pubblicazioni sospese nelle ultime sei settimane. Il rapporto sull’occupazione di settembre dovrebbe essere tra i primi a uscire, forse pochi giorni dopo la riapertura del governo.
Il dato, già completo prima della chiusura del 1° ottobre, offrirà un aggiornamento cruciale - seppur parziale - sull’andamento del mercato del lavoro estivo.
Gli analisti di Bnp Paribas stimano che i dati sull’occupazione di ottobre potrebbero richiedere oltre due settimane per essere elaborati, mentre restano incerte le tempistiche per i numeri su disoccupazione e inflazione, fondamentali per le prossime decisioni della Federal Reserve del 10 dicembre.
A sostenere gli indici l’ottimismo per la possibile conclusione dello shutdown più lungo della storia americana. Il Senato, nella serata di domenica, ha superato un primo ostacolo procedurale grazie ai voti decisivi dei Democratici, consentendo l’avanzamento di una misura volta a porre fine all’impasse politico. Il prossimo passo sarà l’invio del provvedimento alla Camera dei Rappresentanti, a maggioranza repubblicana.
L’S&P 500 avanza dell’ 1%, il Nasdaq dell’1,7% e il Dow Jones dello 0,5%.
Il rendimento del Treasury decennale risale al 4,12%, mentre il dollaro resta stabile: l’indice Dxy è pressoché invariato a 99,58 contro un paniere di valute dei principali Paesi sviluppati.
Sul fronte delle materie prime, l’oro recupera terreno dopo la recente debolezza e sale del 2,3% a 4.101 dollari l’oncia, mentre l’argento, più volatile, guadagna il 3,2% a 48,9 dollari. Il petrolio Wti avanza dello 0,7% a 60,2 dollari al barile.
Nel comparto cripto, il Bitcoin cresce dell’1,6%, oltre la soglia dei 106.000 dollari, spingendo al rialzo i titoli più esposti al settore come Robinhood e MicroStrategy in avvio di seduta.
Tra i settori che compongono l’S&P500, brillano i semiconduttori, con Micron e Tsmc in netto rialzo, insieme ai big tecnologici del gruppo delle “Magnifiche Sette”, tra cui Alphabet e Tesla.
Gli analisti si aspettano che, una volta terminato lo shutdown, vengano pubblicati i dati economici rimasti in sospeso, a partire dal report sull’occupazione di settembre, cruciale per le valutazioni della Federal Reserve in vista della riunione di dicembre sui tassi.
La riapertura del governo permetterebbe inoltre ai dipendenti federali, rimasti senza stipendio durante la chiusura, di ricevere i pagamenti arretrati, con un possibile impulso alla spesa dei consumatori.
Anche il settore aereo accoglierebbe con favore la fine della paralisi amministrativa, che ha imposto in questi giorni restrizioni al traffico aereo alla vigilia del periodo di viaggi più intenso dell’anno, quello del Ringraziamento.
Da segnalare che oggi si festeggia l’anniversario trentennale delle Adr (American Depositary Receipts) di Eni. Le Adr sono certificati rappresentativi di azioni estere quotati sulle borse statunitensi.
In pratica, consentono agli investitori americani di comprare e vendere titoli di società non statunitensi (come Eni, Nestlé o Toyota) in dollari e secondo le regole del mercato Usa, senza doversi confrontare con valute o procedure estere.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
Metsera apre a -15%, dopo che Pfizer ha annunciato l’accordo per l’acquisizione della start-up specializzata in farmaci per la perdita di peso, per un valore massimo di 86,25 dollari per azione. L’operazione, che potrebbe superare i 10 miliardi di dollari, prevede un pagamento in contanti di 65,60 dollari per azione, a cui si aggiunge un diritto di valore contingente (Contingent Value Right) che consentirà agli azionisti di ricevere ulteriori 20,65 dollari per azione in base al raggiungimento di determinati obiettivi. Il consiglio di amministrazione di Metsera ha definito l’offerta rivista di Pfizer «la migliore opzione per gli azionisti, sia in termini di valore che di certezza di esecuzione». Metsera era oggetto di una “guerra di offerte” tra Pfizer e Novo Nordisk, entrambe interessate a rilevare la start-up per oltre 10 miliardi di dollari. Quando due grandi player competono per la stessa società, gli investitori si aspettano che il prezzo finale dell’acquisizione salga e quindi che il valore del target (Metsera) aumenti. Quando Novo Nordisk si è ritirata dalla gara, è sparita la concorrenza sull’offerta. Il mercato ha quindi smesso di scommettere su un rilancio o su una possibile offerta più alta, e il prezzo del titolo è sceso bruscamente per allinearsi al valore effettivo e realistico dell’accordo con Pfizer.
Il titolo del colosso AI guidato da Huang rimbalza del 3,7%, sostenuto dall’ottimismo legato alla possibile conclusione dello shutdown del governo statunitense. Le azioni della società produttrice di chip per aveva chiuso la scorsa settimana in calo del 7%, la peggiore performance settimanale da metà aprile, secondo i dati Dow Jones Market Data. Come altri titoli tecnologici a forte capitalizzazione, Nvidia ha risentito delle preoccupazioni sulle valutazioni elevate del settore.
Il titolo della società fondata e amministrata da Alex Karp, ha recuperato il 4,1% all’apertura dei mercati, dopo aver perso l’11% nella settimana precedente. La società fornisce software basati su AI per la gestione e l’analisi di grandi volumi di dati.
Le azioni del produttore di Ev e robotaxi sono salite del 2,2% in avvio di seduta, dopo il tonfo del 3,7% di venerdì. Il calo era seguito all’approvazione da parte degli azionisti di un pacchetto retributivo record per Elon Musk, che potrebbe valere oltre 1.000 miliardi di dollari nel caso di pieno raggiungimento dei target di performance. Nel frattempo, Siddhant Awasthi, responsabile del programma Cybertruck, ha annunciato su Linkedin le proprie dimissioni, dopo oltre otto anni in azienda, iniziati come stagista.
Boeing ha aperto in lieve rialzo dello 0,1%, nonostante la Federal Aviation Administration (Faa) abbia ordinato la messa a terra temporanea di tutti gli aerei Md-11, in seguito all’incidente di un cargo Ups a Louisville (Kentucky), che ha portato alla morte accertata di almeno 14 persone.
L’Md-11 è un trireattore wide-body costruito da McDonnell Douglas, azienda confluita in Boeing nel 1997. La produzione del modello è terminata nel 2000.(riproduzione riservata)