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La diretta da Wall Street | Le borse Usa chiudono in rialzo e aggiornano i massimi storici. Cosa monitorare la prossima settimana

di Mario Olivari
24 ottobre 2025, 15:53 Ultimo aggiornamento: 22:28

I listini sono stati sostenuti da un’inflazione più bassa delle attese e dalle aspettative positive degli operatori in vista dell’incontro tra il presidente Trump e il leader cinese Xi Jinping. La prossima settimana sarà ricca di eventi economici, geopolitici e finanziari | IL VIDEO

Le borse Usa chiudono in rialzo, aggiornando ancora una volta i massimi storici, sostenute da un dato sull’inflazione dei prezzi al consumo (Cpi) più basso delle attese e dalle aspettative positive degli operatori in vista dell’incontro tra il presidente Trump e il leader cinese Xi Jinping, previsto per giovedì 30 ottobre. S&P500, Nasdaq e Dow Jones guadagnano rispettivamente lo 0,8%, l’1,1% e l’1%, mentre l’indice di volatilità Vix, noto anche come indice della paura, si riduce del 5,4% a 16,36 punti.

I futures sui tassi d’interesse mostrano una probabilità di circa il 50% che il tasso di riferimento della Federal Reserve scenda sotto il 3% entro settembre 2026, invariata rispetto ai giorni precedenti, a causa delle preoccupazioni sul mercato del lavoro più debole, che rendono i dati sull’inflazione meno determinanti. Di conseguenza, i rendimenti dei Treasury restano stabili, con il decennale Usa a circa 4%. Sul fronte valutario, il dollaro resta sostanzialmente stabile, mentre tra le materie prime oro e argento scivolano rispettivamente a 4.103 (-0,6%) e 48,6 (-0,8%) dollari l’oncia. Il petrolio mostra un andamento piatto per il Brent e un lieve calo dello 0,4% a 61,5 dollari al barile per il Wti.

La prossima settimana, nonostante lo shutdown governativo ancora in corso, sarà ricca di eventi economici, geopolitici e finanziari. Si parte domenica con l’inizio del viaggio asiatico di Trump, che incontrerà il primo ministro malese e visiterà Giappone e Corea del Sud. Lunedì gli investitori seguiranno i conti di Keurig Dr Pepper, Welltower, Cadence Design Systems, Whirlpool e Waste Management, mentre Trump incontrerà il primo ministro giapponese.

Martedì sarà la volta dei risultati di UnitedHealth, Visa, UPS, Regeneron, Royal Caribbean, Mondelez, PayPal, Sherwin-Williams, Novartis e HSBC; Nvidia terrà una conferenza su intelligenza artificiale a Washington, mentre Trump volerà in Corea del Sud. Mercoledì la Federal Reserve dovrebbe tagliare i tassi di un quarto di punto, con la conferenza stampa di Powell a seguire, e arriveranno i conti di Microsoft, Alphabet, Meta, Starbucks, CVS, Kraft Heinz, Caterpillar, Verizon e Boeing.

Giovedì, oltre all’incontro tra Trump e Xi Jinping, sono attesi i risultati di Apple, Amazon, Eli Lilly, Mastercard, Shell, Merck, Comcast, Hershey, Roblox e Coinbase, mentre la Banca Centrale Europea annuncerà la sua decisione sui tassi. La settimana si chiuderà venerdì con i conti di Exxon Mobil, Chevron, Colgate-Palmolive e AbbVie.

Alle 19:30 Nasdaq: +1,2%

S&P500 +0,9%, Nasdaq +1,2% e Dow Jones +1%, con il mercato che continua a scontare scenari ottimistici. Nonostante le valutazioni elevate, molti investitori istituzionali restano ancora ai margini, offrendo potenziale ulteriore supporto alla corsa dei listini.

Il rialzo iniziato dai minimi di aprile è stato infatti guidato dai retail, che hanno puntato su strumenti come gli Etf legati agli indici principali. Questo fenomeno ha implicazioni sia rialziste che ribassiste: da un lato, i piccoli investitori tendono a comprare, secondo il paradigma del “buy the dip” e ad uscire lentamente dal mercato; dall’altro, la loro minore esperienza può rendere il rally meno “affidabile”.

Nonostante le discussioni sulla possibile bolla legata all’AI, gli indici continuano a registrare nuovi massimi storici. Come ricorda l’analogia con la dot-com bubble, solo il tempo dirà se ci troviamo in una fase iniziale del boom o prossimi a un ribasso significativo.

Tra i settori migliori dell’S&P500 figurano tecnologia, finanza e utilities: l’Etf Xlk guadagna l’1,7%, seguito dall’Xlu +1,25% e dall’Xlf +1,17%. Le utilities stanno mutando ruolo, mantenendo la loro natura difensiva ma aumentando il beta di mercato per la maggiore correlazione con i titoli legati all’AI, secondo Elizabeth Young Thomas di SoFi Technologies. Positivi anche servizi di comunicazione (+0,9%) e immobiliare (+0,7%), mentre il settore energetico soffre, con l’Xle che segna -0,8%. Gli altri comparti oscillano intorno alla parità.

Alle 17:30 i principali listini Usa proseguono in rialzo

L’S&P500 guadagna lo 0,8%, il Nasdaq l’1,1% e il Dow Jones lo 0,9%. L’indice di volatilità Vix, noto come “indice della paura”, scende del 4% a 16,6 punti.

Sul fronte macroeconomico, il morale dei consumatori è calato in ottobre a causa dell’inflazione ancora elevata, secondo l’indagine mensile dell’Università del Michigan. L’indice principale del sondaggio è sceso a 53,6 punti, in calo rispetto ai 55,1 di settembre e sotto la stima preliminare di ottobre di 55 pubblicata due settimane fa. Nonostante ciò, il sentiment rimane leggermente più alto dei minimi toccati ad aprile, quando il presidente Trump annunciò ingenti dazi a livello globale. Secondo la direttrice del sondaggio, Joanne Hsu, lo shutdown governativo in corso non sembra essere al centro delle preoccupazioni dei consumatori, che continuano a lamentarsi dei prezzi alti e dell’inflazione elevata. Le aspettative di inflazione a lungo termine sono aumentate leggermente, rappresentando una sfida per la Federal Reserve, impegnata a convincere il pubblico del suo impegno a riportare l’inflazione al target annuo del 2%.

Nel settore tecnologico, Microsoft , Alphabet e Amazon dovrebbero guidare una stagione di trimestrali «molto forte» secondo Wedbush Securities. Gli analisti sottolineano che gli investitori non valutano ancora pienamente la crescita futura derivante dai 3 trilioni di dollari che saranno spesi nei prossimi tre anni da aziende e governi in AI e relative applicazioni.

Sul fronte automotive, Ford Motor potrebbe rappresentare una «storia interessante per il 2026» se riuscirà a ridurre le perdite legate ai veicoli elettrici, secondo Rbc Capital Markets. Gli analisti hanno rivisto le stime sull’Ebit 2026 di Ford a 7,9 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 7,6 miliardi precedenti. Rbc assume che le tariffe rimangano al 25% su Canada e Messico e che la risoluzione dell’Usmca avvenga entro luglio 2026. Per il 2025, Ford ha abbassato le stime sull’Ebit rettificato a 6,25 miliardi di dollari, con un quarto trimestre stimato a circa 1,74 miliardi, riflettendo costi di garanzia più elevati e risparmi inferiori rispetto ai trimestri precedenti. Le perdite sui veicoli elettrici sono aumentate a 1,4 miliardi nel terzo trimestre, con una previsione di 4,9 miliardi per l’intero anno. La valutazione di Rbc resta neutrale e il prezzo obiettivo è stato incrementato a 12 dollari dai precedenti 11. Le azioni Ford sono in rialzo del 9,4% a 13,50 dollari.

Alle 15:30 i principali indici Usa aprono positivi

L’S&P 500 guadagna lo 0,9%, il Nasdaq l’ 1,1% e il Dow Jones lo 0,7%.

Alle 14:30 è stato rilasciato il tanto atteso dato sull’inflazione dei prezzi al consumo, con nove giorni di ritardo a causa dello shutdown governativo.

Secondo il Dipartimento del Lavoro, i prezzi al consumo sono saliti del 3% a settembre rispetto all’anno precedente. Gli economisti intervistati dal Wall Street Journal avevano previsto un aumento del 3,1%. 

La Federal Reserve potrebbe tagliare nuovamente i tassi nella riunione della prossima settimana, ma i membri restano divisi su quanto ridurli e se dare priorità all’occupazione o al contenimento dell’inflazione.

Il presidente Trump sostiene tagli aggressivi per ridurre mutui e interessi sul debito pubblico, mentre Jerome Powell avverte che non esiste un percorso privo di rischi: l’inflazione continua a salire gradualmente, ma il mercato del lavoro mostra segnali di debolezza.

A influenzare positivamente i mercati non è solo il dato macroeconomico, tra i primi diffusi dall’inizio dello shutdown governativo, ma anche l’ottimismo derivante dall’annuncio di ieri 23 ottobre secondo cui il presidente Trump incontrerà il leader cinese Xi Jinping la prossima settimana, giovedì 30 ottobre. Sul versante geopolitico, secondo quanto riportato da Bloomberg, un funzionario governativo ha dichiarato che l’India è vicina a finalizzare un accordo commerciale con gli Stati Uniti. Entrambe le parti, stando alle dichiarazioni, sono d’accordo sulla maggior parte delle questioni ma ha anche aggiunto che Nuova Delhi non intende affrettare alcun patto.

«C’è una convergenza sulla maggior parte dei punti e un accordo è in vista», ha detto il funzionario, che ha chiesto l’anonimato poiché i colloqui sono riservati.

Sul fronte del mercato valutario, il dollaro canadese si è leggermente indebolito rispetto al dollaro Usa, dopo che Trump ha annunciato la sospensione dei negoziati commerciali con il Canada. In generale, il dollaro rimane stabile, con il Dollar Index (DXY) invariato rispetto a un paniere delle principali valute dei Paesi sviluppati.

Per quanto riguarda i singoli titoli, Procter & Gamble (+1,7%), Hca Healthcare (+1,5%) e General Dynamics (+4,1%) hanno pubblicato i risultati prima dell’apertura delle contrattazioni, chiudendo una settimana intensa per gli utili societari. I dati di giovedì sera di Intel hanno invece spinto le azioni in rally del 5,4% all’apertura di Wall Street. 

Sul fronte delle materie prime, il petrolio segna un leggero rialzo, dopo il rally di ieri seguito all’imposizione di sanzioni da parte di Trump su due colossi russi del settore. I futures sul Brent salgono a 65,6 dollari al barile (+0,6%), mentre il Wti registra un +0,6% a 62,1 dollari al barile. Oro e argento perdono lo 0,2%, attestandosi rispettivamente a 4.116 e 48,7 dollari l’oncia.

Ecco cinque titoli da monoitorare nel corso della seduta.

1. Intel

Le azioni del produttore di chip hanno registrato un rialzo del 5,4% dopo la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre. Ha riportato utili rettificati per 23 centesimi per azione, superando le stime di 2 centesimi, con ricavi in aumento del 3% su base annua a 13,7 miliardi di dollari, sostenuti dalla forte domanda di processori per Pc. Il cfo David Zinsner ha spiegato a Barron's che le aziende hanno aggiornato i computer per passare all’ultima versione di Windows, contribuendo alla domanda più alta del previsto. Per il quarto trimestre, Intel prevede ricavi tra 12,8 e 13,8 miliardi di dollari, leggermente sotto il consenso di 13,4 miliardi. La guidance esclude Altera, dopo la vendita di una quota di maggioranza nel terzo trimestre.

2. Deckers Outdoors

Le azioni del produttore di scarpe Hoka e stivali Ugg crollano del 15% in avvio di seduta. Nonostante i risultati del secondo trimestre fiscale siano migliorati rispetto all’anno precedente e abbiano superato le stime, le previsioni per l’intero esercizio hanno deluso il mercato: Deckers stima utili tra 6,30 e 6,39 dollari per azione su vendite per 5,35 miliardi di dollari, inferiori alle attese degli analisti (6,33 dollari per azione e 5,46 miliardi di vendite). 

3. Ford

Le azioni della casa automobilistica aprono a +3,3% dopo che la società ha registrato un utile operativo di 2,6 miliardi di dollari nel terzo trimestre, con ricavi record di 50,5 miliardi, battendo le stime di Wall Street. Ford prevede per il 2025 un utile operativo compreso tra 6 e 6,5 miliardi di dollari, includendo perdite da 1,5 a 2 miliardi legate a interruzioni produttive e costi più alti per un incendio presso un fornitore di alluminio. L’azienda prevede di aumentare nel 2026 la produzione della serie F di oltre 50.000 camion, creando 1.000 posti di lavoro.

4. Newmont

Le azioni del colosso dell’oro avviano la seduta in calo del 6,7%, nonostante utili rettificati del terzo trimestre di 1,71 dollari per azione, superiori alle attese di 1,44 dollari, e ricavi in crescita del 20% a 5,52 miliardi, sostenuti dall’aumento dei prezzi dell’oro. La flessione odierna sembra legata alla flessione recente dei prezzi del metallo prezioso, con gli investitori che hanno preferito incassare profitti dopo un lungo rally.

5. Procter & Gamble

Procter & Gamble sale dell’1,7% in apertura, grazie a un utile core di 1,99 dollari per azione nel primo trimestre fiscale, superiore alle stime di 1,90 dollari, e vendite in crescita del 3% a 22,4 miliardi di dollari, ben oltre le previsioni di 20,9 miliardi. Nonostante i costi più elevati legati alle tariffe, l’azienda ha confermato la guidance per l’esercizio 2026.(riproduzione riservata)



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