Wall Street chiude contrastata: Dow Jones +0,04%, S&P500 -0,2%, Nasdaq -0,7%. Dai verbali dell’ultima riunione emerge una Federal reserve sempre più divisa sulle conseguenze dei dazi sull’inflazione. Ma sembra che le colombe stiano guadagnando terreno, anche perché sono sostenute da Donald Trump, che ha chiesto le dimissioni della governatrice della Fed Lisa Cook, dopo che Ed Martin, direttore della Federal Housing Finance Agency (Fhfa) e fedele alleato del presidente Usa, l’ha accusata di frode.
Alle 16:30 i mercati Usa aumentano le perdite, a causa della flessione dei titoli tecnologici. Il Nasdaq perde l’1,6% e l’S&P500 lo 0,9%. Gira in negativo anche il Dow Jones, che presenta un ribasso più contenuto (-0,3%). Segnali preoccupanti provengono dal Vix, anche noto come “indice della paura”, in rialzo del 7% a 16,7.
Quando il Vix sale, significa che gli operatori si aspettano una maggiore volatilità e, di solito, stanno acquistando opzioni put per coprirsi contro un possibile ribasso del mercato. In sostanza, un aumento del Vix indica che gli investitori si stanno preparando a una possibile correzione o discesa dei prezzi.
L’S&P500 perde lo 0,12% e il Nasdaq lo 0,4% mentre il Dow Jones guadagna lo 0,2%.
Quella in corso, si sta configurando come una settimana intensa per i bilanci del settore retail sta portando sorprese, sia positive che negative.
Il rivenditore di articoli per la casa Lowe’s ha alzato le previsioni annuali, alimentando un rally delle sue azioni in pre-mercato. Al contrario, i titoli di Target sono crollati dopo aver registrato l'undicesimo trimestre consecutivo con vendite stabili o in calo, e aver annunciato il suo prossimo amministratore delegato. Nel frattempo, il sell-off tecnologico di martedì non sembra essersi placato. Alcuni titoli tecnologici, come Amd (-0,6%), Micron (-3,9%) e Palantir (-2,7%), sono scivolati all’aperura dei mercati Usa. Gli investitoti devono prestare attenzione a questo segnale, perché, dato che il Dow Jones – indice a composizione industriale – sembra non essere intaccato dal ribasso, potrebbe essere in atto una rotazione da parte degli istituzionali. Questo, data l’alta concentrazione dei titoli tecnologici nell’S&P500, non sarebbe un buon segnale per il paniere nel complesso.
Sul versante della politica monetaria, alle 20:00 arriveranno le minute della riunione di luglio della Federal Reserve. In quella riunione, in cui la banca centrale ha mantenuto i tassi invariati, c'è stato un dissenso insolito, con due governatori favorevoli a un taglio dei tassi. Gli investitori sono ansiosi di ottenere maggiori dettagli sul pensiero della Fed in vista della riunione di settembre. Il presidente Jerome Powell, sotto forte pressione dall'amministrazione Trump per allentare la politica monetaria, è atteso venerdì 22 agosto al simposio di Jackson Hole. Alla fine di luglio, Powell aveva lasciato aperte tutte le opzioni per il prossimo incontro della Fed, affermando che la banca centrale «osserverà e imparerà» sull'effetto delle tariffe sull'economia. Attualmente, gli investitori si aspettano principalmente un taglio dei tassi a settembre, a seguito dei deboli dati sul lavoro, ma con alcuni segnali di accelerazione dell'inflazione. Tuttavia, ci sono ancora importanti dati in arrivo che potrebbero influenzare le decisioni della Fed.
A proposito, dopo Jackson Hole, ecco alcune date chiave che potrebbero influenzare le decisioni della banca centrale. Venerdì 29 agosto verrà pubblicato l'indice dei prezzi delle spese per consumo personale (Pce), che è l'indicatore preferito dalla Fed per monitorare l'inflazione. Le stime attuali suggeriscono che l'inflazione core Pce potrebbe salire al 2,9% su base annua a luglio, un dato ben al di sopra del target della banca centrale. Il 5 settembre arriverà il rapporto sui posti di lavoro di agosto, mentre il 10 settembre sarà il turno dell'indice dei prezzi alla produzione (Ppi) di agosto. Infine, l’11 settembre verrà reso noto l'indice dei prezzi al consumo (Cpi) per lo stesso mese. La decisione sui tassi d'interesse da parte della Fed è attesa per il 17 settembre, un appuntamento che potrebbe essere cruciale per definire le prossime mosse della banca centrale.
Nel frattempo, secondo quanto riportato da Reuters, continuano le ingerenze politiche del presidente Usa Donald Trump sulla Federal Reserve, con il tycoon che chiede le dimissioni della governatrice della Federal Reserve, Lisa Cook, citando una richiesta del capo della Federal Housing Finance Agency (Fhfa), che ha sollecitato il Dipartimento di Giustizia a indagare su Cook per un presunto coinvolgimento in una frode sui mutui. I rappresentanti di Cook non sono stati immediatamente raggiungibili per commentare le accuse pubblicate su X dal direttore della Fhfa, Bill Pulte, sempre mercoledì.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
Il rivenditore di articoli per il miglioramento della casa ha alzato le previsioni annuali, innescando un rally premercato del suo titolo. Lowe's ha concordato l'acquisto del distributore Foundation Building Materials per 8,8 miliardi di dollari. Il titolo guadagna un 2,2% all’apertura di Wall Street.
Le azioni sono crollate del 10% all'apertura dei mercati Usa dopo che il rivenditore ha registrato l'11° trimestre consecutivo di vendite stabili o in calo. Target ha scelto un dipendente di lunga data per guidare un'iniziativa di rilancio.
Il proprietario di T.J. Maxx ha aumentato le previsioni annuali sugli utili dopo aver pubblicato risultati migliori, poiché i consumatori si sono recati nei suoi negozi a sconto in cerca di occasioni. Il titolo ha aperto a +7%.
La guidance annuale della compagnia di cosmetici non ha soddisfatto le aspettative, con i costi legati ai dazi che si prevede possano ridurre gli utili di 100 milioni di dollari. Le azioni sono scese del 3% all’apertura di Wall Street.
Il costruttore ha registrato ricavi migliori del previsto, ma ha abbassato le previsioni annuali sulle consegne di nuove case. Le azioni sono scese dell’ 1,6% all’apertura dei mercati Usa.