Wall Street chiude in rosso: Dow Jones -0,1%, S&P 500 -0,6%, Nasdaq -1,1%. Per gli ultimi due indici si tratta del quarto ribasso consecutivo. Giù i produttori di chip Asml (-7,1%) e Nvidia (-3,9%). Il rendimento dei Treasury a 10 anni scende al 4,558%. Il prezzo del petrolio fa segna un deciso calo con il Brent a 87,29 dollari al barile, in ribasso del 3%, e il Wti che viaggia a 82,69 dollari (-3,1%).
Dopo aver aperto in positivo, alle 17:30 il Dow Jones cede lo 0,4%, S&P 500 dello 0,4% e il Nasdaq dello 0,6%. Le borse Usa non riescono a interrompere la serie di sedute in perdita (tre). Dopo un primo trimestre record i listini hanno perso tono perché l’inflazione statunitense si è rivelata più tenace del previsto e gli investitori si sono convinti che la Fed rinvierà il taglio dei tassi (5,25-5,5%, ai massimi da oltre 20 anni), prima previsto a giugno. Un’altra doccia fredda è arrivata nell’ultima seduta, quando il presidente della banca centrale Usa, Jerome Powell, ha affermato che non nota nuovi progressi sull’inflazione.
La Bce invece dovrebbe procedere al taglio dei tassi già a giugno, un disallineamento che nelle ultime sedute ha rafforzato il dollaro. Il 14 aprile, però, è la moneta unica che torna a conquistare terreno: il cambio euro-dollaro è salito a quota 1,0644 (+0,25%). Il rinvio probabile della normalizzazione monetaria negli Usa ha spinto anche il rendimento del Treasury decennale, che rimane sopra il 4,6%. Infine il petrolio, che resta in balia delle tensioni in Medio Oriente. La risposta di Israele all’attacco dell’Iran ancora non è arrivata e così il prezzo del Brent rimane sotto i 90 dollari al barile (89,2 dollari, -0,9%) e quello del Wti cede lo 0,9%. Ecco cinque titoli da monitorare mercoledì 17 aprile.
Alle 15:30 il titolo Ford sale dello 0,8%. La casa automobilistica americana ha richiamato 456.565 veicoli tra suv compatti e camioncini a causa. L’operazione si è resa necessaria dopo che è stata riscontrata una perdita di potenza motrice provocata da un problema della batteria. Il richiamo coinvolge i suv Bronco Sport prodotti tra il 2022 e il 2024 e i pick-up compatti Maverick costruiti tra il 2022 e il 2023. Il guasto sarà risolto gratis.
Alle 15:30 le azioni Apple guadagnano lo 0,4%. L’azienda di Cupertino continua nel suo progetto di allontanamento dalla Cina, che produce la quasi totalità di iPhone, Mac e iPad. La lezione della pandemia è servita e così Apple, dopo aver raddoppiato la produzione di iPhone in India, guarda anche all’Indonesia. L’ad Tim Cook ha confermato la notizia ed è pronto a rafforzare le forniture pure in Vietnam, dove Apple produce già gli AirPods.
Alle 15:30 il titolo Ferrari sale dell’1,3%. La casa di Maranello è pronta a inaugurare l’e-building, l’impianto dove verranno costruiti alcuni componenti del primo modello elettrico, che sarà ultimato entro il 2025. Intanto l’assemblea degli azionisti ha approvato i conti del 2023, il dividendo (2,443 euro ad azione, +35%) e gli stipendi dei manager del gruppo guidato dal ceo Benedetto Vigna.
Alle 15:30 le azioni Eli Lilly crescono del 2,9%. Il gigante farmaceutico americano ha rivelato che il suo farmaco dimagrante Zepbound potrebbe curare i pazienti obesi con apnea ostruttiva del sonno, uno dei più comuni disturbi respiratori notturni. Si stima che circa 80 milioni di pazienti negli Stati Uniti soffrano di questa patologia, che interrompe od ostacola la respirazione durante il sonno.
Alle 15:30 il titolo United Airlines sale del 10%. La compagnia aerea statunitense è convinta che riceverà meno aerei del previsto da Boeing, alle prese con dei problemi nelle consegne dopo una lunga serie di problemi di sicurezza. Nello specifico United Airlines pensa di ottenere 61 aerei invece dei 101 previsti a inizio 2024. La compagnia aerea ha chiuso il primo trimestre con una perdita rettificata per azione di 15 centesimi ma si aspetta un utile compreso tra 3,75 e 4,25 dollari per azione nel secondo. (riproduzione riservata)