Wall Street chiude la seduta in rialzo: l’indice S&P500 segna +0,3%, il Dow Jones Industrial +0,65% e il Nasdaq +0,26%.
Ford Motors ha pubblicato i risultati trimestrali. La casa di Detroit si aspetta a fine anno utili rettificati prima di interessi e tasse (Ebit) pari a circa 10 miliardi di dollari, contro una stima precedente compresa tra i 10 e i 12 miliardi. Ha confermato invece le previsioni per un flusso di cassa libero rettificato compreso tra 7,5 e 8,5 miliardi di dollari.
Inizia una settimana ricca di trimestrali per le grandi aziende tecnologiche. Martedì 29 è previsto il bilancio di Alphabet, seguito mercoledì 30 da Microsoft e Meta Platforms. Apple e Amazon pubblicheranno invece i conti giovedì 31.
Finora più di un terzo delle società dell’indice S&P 500 ha annunciato i risultati del terzo trimestre. Secondo FactSet, circa tre quarti di questi ha superato le aspettative di utile, al di sotto della media quinquennale del 77%.
Le borse americane vanno verso la chiusura sopra la parità. Alle 19:30 il Dow Jones sale dello 0,7%, mentre l’S&P 500 e il Nasdaq guadagnano lo 0,3%. Tra i migliori titoli di Wall Street ci sono 3M (+4,5%), Goldman Sachs (+2%), McDonald’s (+1,7%), Intel (+1,5%), American Express (+1,4%) e Walt Disney (+1,4%). Tra i peggiori invece spicca Boeing (-1,7%) dopo l’annuncio del nuovo aumento di capitale (leggi sotto). Durante la seduta soffrono anche Cisco (-0,7%), Ibm (-0,6%), Honeywell (-0,4%) e Chevron (-0,3%).
Wall Street guarda con fiducia ai conti delle big tech, che potrebbero spingere il Nasdaq a nuovi massimi in una settimana ricca di dati macro. Domani, 29 ottobre, toccherà alla bilancia commerciale, alla fiducia dei consumatori e ai posti di lavoro vacanti. La volatilità potrebbe aumentare per colpa delle elezioni americane del 5 novembre, data sempre più vicina.
Wall Street prosegue la seduta in rialzo. Alle 17:00 il Dow Jones sale dello 0,7%, l’S&P 500 dello 0,4% e il Nasdaq dello 0,5%. Le borse americane sembrano fiduciose in vista dei conti delle big tech (leggi sotto), che potrebbero portare nuova benzina prima del rally di fine anno. I mercati si aspettano nuovi tagli dei tassi dalla Fed (leggi sotto) e anche l’economia americana resta solida. A ottobre l’indice manifatturiero della Fed di Dallas è rimasto sotto zero, ma è salito a -3 punti dai -9 di settembre, valore ben oltre le attese (-9,2).
«I dati macroeconomici continuano a sorprendere in positivo, anche se questa dinamica è per lo più oscurata dai titoli e dai sondaggi sulle elezioni presidenziali», afferma Enrique Diaz-Alvarez, capo economista di Ebury. «Secondo gli ultimi sondaggi Donald Trump gode di un lieve vantaggio in cinque dei sette Stati in bilico. Tuttavia, l’imprecisione vista in passato ci porta a non prendere troppo sul serio i sondaggi così vicini al voto e siamo ben lontani dal considerare le elezioni come prevedibili».
Wall Street apre la seduta in rialzo. Alle 14:30 il Dow Jones sale dello 0,7%, S&P 500 dello 0,4% e il Nasdaq dello 0,6%. Le borse Usa sono sempre più influenzate dalle elezioni americane (si voterà il 5 novembre) e aspettano con fiducia i conti delle big tech (si parte martedì con Alphabet), i cui utili potrebbero spingere il Nasdaq a nuovi record.
In settimana saranno diffusi anche i dati macro sul pil e sull’inflazione pce. Da loro dipenderanno le prossime mosse della Fed nella riunione del 7 novembre. I fed funds sono al 4,75-5% e il Cme FedWatch prevede che saranno tagliati dello 0,25% dopo la sforbiciata dello 0,5% di settembre. Seguirà, entro fine 2024, un’alta riduzione dello 0,25%.
Il possibile arrivo di nuovi tagli ha indebolito la valuta americana e ha portato il cambio euro-dollaro a quota 1,0822 (+0,27%). Non ha ridotto invece i rendimenti del Treasury, che continuano a salire (quello del decennale è arrivato al 4,26%, livello più alto da tre mesi) per paura di un incremento del deficit (sia Trump che Harris aumenteranno la spesa pubblica). I mercati temono anche una Fed meno aggressiva se l’economia statunitense continuerà a crescere in modo deciso. Ecco cinque titoli da monitorare lunedì 28 ottobre.
Alle 14:30 i titoli Exxon Mobile (-1,5%) e Occidental Petroleum (-1,7%) scambiano sotto la parità. Le compagnie petrolifere soffrono per colpa del prezzo del greggio (Brent e Wti -5%), sceso perché l’attacco israeliano del weekend non ha preso di mira le infrastrutture energetiche iraniane. Per gli analisti significa che non ci saranno escalation tali da interrompere la fornitura di petrolio.
Alle 14:30 le azioni Spotify salgono dell’1,6%. La piattaforma di streaming musicale è una delle azioni preferite da Wells Fargo, che le ha attribuito un rating outperform. Gli analisti della banca di Wall Street sono ottimisti sui margini di Spotify, sul solido mix di prodotti e sull’evoluzione dei rapporti con le etichette discografiche.
Alle 14:30 il titolo Boeing perde il 2,2%. Il produttore di aerei ha lanciato un aumento di capitale per raccogliere circa 19 miliardi di dollari. Con questa mossa Boeing prova a rafforzare le sue finanze, colpite dallo sciopero dei lavoratori che ha rallentato la produzione e messo a rischio il rating. Le nuove risorse serviranno anche a tamponare la lunga serie di problemi di sicurezza, iniziati dopo l’incidente di inizio 2024 con il portellone di un 737 Max 9 in dotazione ad Alaska Airlines.
Alle 14:30 le azioni McDonald’s salgono del 2,2%. La catena di fast food tornerà a vendere il suo hamburger Quarter Pounder in circa 900 ristoranti dopo averlo tolto dal menù per via dell’epidemia di Escherichia Coli provocata – si presume – dalle cipolle contenute nel panino. D’ora in poi, però, l’hamburger sarà servito senza l’ingrediente sotto accusa. Una buona notizia per McDonald’s, che ha perso il 7,5% nella settimana precedente, la peggiore dal 2020.
Alle 14:30 il titolo Tsmc cede il 3%. Il gigante dei semiconduttori ha sospeso le spedizioni a un progettista cinese di chip perché uno dei suoi prodotti è stato trovato su un processore AI di Huawei. Si tratta di una violazione del ban imposto nel 2020 dagli Stati Uniti, che hanno vietato al gigante cinese dei telefoni di acquistare alcune tecnologie avanzate per motivi di sicurezza nazionale. (riproduzione riservata)