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Wall Street inizia positivamente nonostante calo petrolio e rendimenti

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La diretta da Wall Street | Borse Usa chiudono deboli a causa dell’incertezza geopolitica

di Mario Olivari e Franco Luigi Sani
20 giugno 2025, 15:24 Ultimo aggiornamento: 22:36

L'Ue punta a soluzioni diplomatiche nel conflitto Israele-Iran, mentre la Casa Bianca deciderà entro due settimane se attaccare. Sul fronte Fed, il governatore Waller suggerisce un taglio dei tassi già a luglio, ma Powell frena | IL VIDEO

Gli indici Usa chiudono deboli, in preda all’incertezza geopolitica e ai possibili sviluppi che potrebbero susseguirsi nel fine settimana. L’S&P500 perde lo 0,2% e il Nasdaq lo 0,4%, mentre il Dow Jones è vicino alla parità. Il petrolio chiude in territorio positivo con il Wti che guadagna lo 0,6% a 73,92 dollari a barile, mentre il Brent scende del 2,1% a 77,24 dollari. Il cambio euro/dollaro guadagna lo 0,2% e si porta a 1,15. Il rendimento del Treasury Usa scende a 4,38%.

Secondo la Casa Bianca, la decisione su un eventuale attacco in Iran sarà presa entro due settimane — un orizzonte temporale che Trump evoca spesso quando si trova di fronte a situazioni delicate. Questo ha contribuito a smorzare le preoccupazioni su un’escalation immediata. L’Unione Europea, pur condividendo la richiesta americana di porre fine al programma iraniano di arricchimento dell’uranio, sta cercando una via diplomatica.

Intanto, Teheran sembra accelerare le esportazioni di greggio. «L’Iran sta incrementando l’invio di petrolio al terminal di esportazione, cercando di portarne sul mercato il più possibile finché le condizioni lo permettono», ha spiegato Helge Andre Martinsen, analista di DNB Markets. Restano comunque elevate le tensioni tra Israele e Iran. Secondo fonti, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe ordinato alle forze armate di colpire «obiettivi strategici» e «infrastrutture governative».

Sul piano economico globale, permangono incertezze legate ai dazi e alle tensioni commerciali. Il governatore della Federal Reserve, Christopher Waller, ha dichiarato che l’istituto centrale dovrebbe ignorare gli aumenti temporanei dei prezzi dovuti ai dazi per valutare un possibile taglio dei tassi già a luglio.

«Credo che siamo nella condizione di poterlo fare, anche già da luglio. Questa è la mia opinione, resta da vedere se il comitato sarà d’accordo», ha detto Waller durante un’intervista al programma Squawk Box.

Le dichiarazioni di Waller arrivano all’indomani dell’intervento del presidente della Fed, Jerome Powell, che mercoledì 18 aveva affermato che l’istituto non ha fretta di ridurre i tassi di riferimento e continuerà a basarsi sui dati disponibili, anche perché è ancora incerto l’impatto delle tariffe imposte dal presidente Donald Trump sull’economia. 

Intanto, un funzionario statunitense ha comunicato ai principali produttori globali di semiconduttori l’intenzione di revocare le deroghe che consentono loro di accedere alla tecnologia americana in Cina, secondo quanto riportato da The Wall Street Journal.

Alle 17.30 Wall Street prosegue incerta

Il Dow Jones guadagna lo 0,2%, il Nasdaq perde lo 0,4% e lo S&P 500 scende dello 0,1%.

Gli investitori riflettono sulla prossima mossa della Federal Reserve e monitoravano gli ultimi sviluppi in Medio Oriente.

Le azioni dei chip sono state sotto pressione a seguito di una notizia del Wall Street Journal secondo cui gli Stati Uniti potrebbero revocare le esenzioni per alcuni produttori di semiconduttori. Nvidia perde oltre l'1% e Broadcom più del 2%.

Il cambio euro/dollaro cresce dello 0,23%. Male l’oro che perde lo 0,73%.

Alle 15.30 Wall Street apre la seduta sopra la parità

Alle 15.30 Wall Street apre sopra la parità. Il Dow Jones cresce dello 0,2%, il Nasdaq dello 0,3% e lo S&P 500 dello 0,15%.

Sul fronte della politica monetaria, il governatore della Federal Reserve Christopher Waller ha dichiarato che l’inflazione è sufficientemente contenuta da consentire alla banca centrale di tagliare i tassi nella prossima riunione, forse già a luglio. Si tratta di una visione più ottimistica di quella espressa mercoledì 18 dal presidente Jerome Powell.

Ecco cinque titoli da monitorare venerdì 20 giugno.

1. Tesla

Alle 15.30 il titolo cresce dell’1,7%, due giorni prima del previsto lancio del servizio di robotaxi da parte dell’azienda. I legislatori democratici del Texas hanno chiesto a Tesla di ritardare il lancio. Due senatori e cinque rappresentanti statali hanno firmato una lettera indirizzata al direttore della qualità di Tesla, Eddie Gates. Hanno chiesto all’azienda di veicoli elettrici di ritardare il lancio del robotaxi fino al 1° settembre, quando entrerà in vigore in Texas una nuova legge sulla sicurezza della guida autonoma. Il piano provvisorio di Tesla è di iniziare le operazioni di robotaxi ad Austin domenica.

2. Gms

Alle 15.30 le azioni salgono del 27% a 102,85 dollari, in seguito a un articolo del Wall Street Journal secondo cui Home Depot avrebbe presentato un’offerta per il distributore di prodotti per l’edilizia Gms. Il prezzo esatto che Home Depot ha discusso privatamente di pagare per Gms non è stato comunicato.

3. Carmax

Alle 15.30 il titolo cresce dell’11% dopo che il rivenditore di auto usate ha riportato utili e ricavi del primo trimestre fiscale superiori alle stime degli analisti. 

4. Coinbase

Alle 15.30 le azioni crescono del 3,9% dopo che l’exchange di criptovalute ha chiuso in rialzo del 16% mercoledì 18, dopo l’approvazione da parte del Senato del Genius Act. Il disegno di legge regolamenta le stablecoin, che sono spesso ancorate al dollaro e garantite da riserve.

5. Smith and Wesson Brands

Alle 15.30 il titolo registra un calo del 14% dopo che il produttore di armi ha riportato utili rettificati del quarto trimestre fiscale inferiori alle aspettative, con un fatturato in calo del 12% a 140,8 milioni di dollari. «Il quarto trimestre si è rivelato più difficile del previsto, in gran parte a causa delle tendenze macroeconomiche e del settore», ha dichiarato l’amministratore delegato e presidente Mark Smith. (riproduzione riservata)


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

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