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La diretta da Wall Street | Borse Usa chiudono in leggero rialzo: il mercato scommette su una riduzione dei dazi
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La diretta da Wall Street | Borse Usa chiudono in leggero rialzo: il mercato scommette su una riduzione dei dazi

di Mario Olivari e Francesca Colelli
14 luglio 2025, 16:05 Ultimo aggiornamento: 22:23

Gli investitori attendono una settimana intensa con il rapporto sull’indice dei prezzi al consumo e le trimestrali di Jp Morgan, Wells Fargo e Citigroup

Le borse Usa chiudono in positivo nonostante l’intensificarsi delle tensione commericali. L’S&P 500 guadagna lo 0,1% e il Dow Jones lo 0,2% mentre il Nasdaq aumenta dello 0,3%. 

Il presidente Usa Trump ha minacciato nuovi dazi contro la Russia e ha aumentato la pressione su due dei principali partner commerciali degli Stati Uniti. Gli investitori americani, però, non si sono scomposti e hanno visto l’ipotetico bluff.

Trump ha dichiarato lunedì 14 luglio che gli Stati Uniti imporranno dazi fino al 100% contro la Russia se non accetterà di cessare le ostilità in Ucraina entro 50 giorni.

Sul fronte europeo il commissario al Commercio Ue, Maros Sefcovic, commentando i dazi, ha dichiarato che «il 30% è un livello inaccettabile», mentre l’Unione europea studia contromisure per 72 miliardi di importazioni dagli Usa.

La settimana in corso si preannuncia ricca di dati economici e risultati societari. Martedì 15 è atteso il report sull’indice dei prezzi al consumo (CPI) di giugno, per cui gli economisti prevedono un’accelerazione dell’inflazione annua al 2,7%, secondo un sondaggio del Wall Street Journal.

Sono attese anche diverse trimestrali bancarie, con i conti di JPMorgan Chase, Wells Fargo e Citigroup in uscita martedì. Nel corso della settimana seguiranno PepsiCo, American Express e Netflix, tra gli altri grandi nomi.

«Stiamo toccando nuovi massimi storici, ma c’è ancora molto scetticismo in circolazione», ha commentato David Wagner, gestore di portafoglio presso Aptus Capital Advisors. «Sembra che gli investitori siano ancora in stato di allerta.»

Alle 20:30 le borse Usa girano in positivo

L’S&P 500 e il Dow Jones  guadagnano lo 0,2%, mentre il Nasdaq aumenta dello 0,4%.

I mercati continuano a interpretare le dichiarazioni del Presidente Usa Donald Trump come dei bluff, portando avanti il cosiddetto Taco (Trump always chickens out) Trade. Neanche la notizia secondo cui gli Stati Uniti imporranno dazi fino al 100% alla Russia se non accetterà di fermare le ostilità in Ucraina entro 50 giorni è bastata a far scendere il mercato. Al contrario, l’andamento dei listini Usa è migliorato.

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, le importazioni statunitensi dalla Russia nei primi cinque mesi di quest’anno hanno toccato appena i 2,1 miliardi di dollari, ma le merci che gli Stati Uniti ricevono comprendono un combustibile critico per i reattori nucleari e un metallo prezioso utilizzato nei convertitori catalitici dei veicoli.

Secondo i dati del Census Bureau, gli Usa hanno acquistato più di 596 milioni di dollari di uranio arricchito dalla Russia nel periodo gennaio–maggio, e 502 milioni di dollari di palladio grezzo. La Russia arricchisce più uranio per centrali nucleari di qualsiasi altra nazione.

Altre importazioni dalla Russia quest’anno vanno da diverse tipologie di sostanze chimiche a una piccola nicchia di tubi a vuoto utilizzati negli amplificatori per chitarra e nelle apparecchiature audio. Le esportazioni statunitensi verso la Russia nel periodo gennaio–maggio ammontano a soli 232 milioni di dollari e includono principalmente prodotti a uso medico.

Nel frattempo, si fanno sentire gli effetti dell’inasprimento delle tensioni commerciali. I futures sul succo d'arancia concentrato congelato, noti nella cultura di massa grazie al famosissimo film natalizio Una poltrona per due, sono aumentati di circa il 25% da quando il presidente Trump ha annunciato, mercoledì sera, che intende imporre dazi del 50% sulle importazioni dal Brasile a partire dal prossimo mese.

Quest’anno i prezzi erano scesi rispetto ai livelli record di dicembre, grazie a un raccolto in Florida migliore del previsto e all’approvvigionamento proveniente dal Brasile. Tuttavia, la minaccia di una tassa del 50% sulle spedizioni dal paese sudamericano ha fatto nuovamente salire i prezzi del succo d’arancia.

Alle 17.30 borse Usa poco mosse

L’S&P500 e il Dow Jones trattano appena sotto la parità, mentre il Nasdaq segna un rialzo dello 0,2%.

Secondo le dichiarazioni del presidente Trump, gli Stati Uniti imporranno dazi fino al 100% alla Russia se non accetterà di fermare le ostilità in Ucraina entro 50 giorni.

«Gli Stati Uniti imporranno dazi molto severi se non raggiungeremo un accordo entro 50 giorni», ha detto Trump durante un incontro nello Studio Ovale con il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, aggiungendo che i dazi saranno «intorno al 100%».

L’inflazione al consumo sembra aver accelerato a giugno, spinta verso l’alto dall’effetto dei dazi imposti dall’amministrazione Trump, che iniziano a farsi sentire sui prezzi. Il Dipartimento del Lavoro pubblicherà l’indice dei prezzi al consumo (Cpi) relativo al mese scorso domani 15 luglio.

Secondo gli economisti del Wall Street Journal, l’inflazione su base annua dovrebbe essere salita al 2,7%, rispetto al 2,4% di maggio e al 2,3% di aprile. Anche la misura «core» dell’inflazione, che esclude i prezzi più volatili di alimentari ed energia, è attesa in crescita, con una stima del 3%, rispetto al 2,8% registrato nel mese precedente.

Finora, i dati sull’inflazione hanno in gran parte smentito i timori secondo cui i dazi avrebbero generato forti aumenti dei prezzi. Tuttavia, le nuove minacce di dazi reciproci emerse la scorsa settimana e nel fine settimana potrebbero complicare le prospettive e indurre la Federal Reserve a mantenere un approccio cauto ancora per un po’. Gli economisti prevedono un’inflazione al 3% entro dicembre, in calo rispetto alla previsione del 3,6% fatta ad aprile, ma comunque in aumento rispetto alle stime formulate all’inizio del 2025.

La prossima riunione della banca centrale statunitense, in cui verranno discusse eventuali modifiche ai tassi di interesse, è in programma alla fine del mese e sarà preceduta da un nuovo rapporto sull’inflazione relativo ai prezzi all’ingrosso di giugno.

Intanto, la possibile rimozione del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, da parte del presidente Trump rappresenta uno dei rischi più sottovalutati per i mercati, secondo George Saravelos, responsabile globale della ricerca sul mercato valutario di Deutsche Bank. A suo parere, tale decisione potrebbe causare gravi turbolenze già nelle prime 24 ore: il dollaro potrebbe perdere tra il 3% e il 4% su base ponderata per il commercio, mentre i Treasury potrebbero subire una forte ondata di vendite, facendo aumentare i rendimenti di 30-40 punti base, ovvero dello 0,3%-0,4%.

Alle 15.30 Wall Street apre in leggero calo

I principali listini azionari Usa aprono in calo nella sessione di lunedì 14 luglio, dopo che il presidente Trump ha intensificato le pressioni su due dei principali partner commerciali degli Stati Uniti nel corso del fine settimana. Il Dow Jones cede lo 0,18% e l’S&P 500 perde lo 0,17%, mentre il Nasdaq scivola dello 0,07%.

Sabato 12 luglio Trump ha dichiarato che gli Usa applicheranno un dazio del 30% sui beni provenienti dall’Unione Europea e dal Messico a partire dal 1° agosto, segnando un’escalation nelle tensioni dopo lunghe trattative. L’Ue ha annunciato che sospenderà le tariffe di ritorsione per concedere più tempo al raggiungimento di un accordo commerciale. Il commissario per il commercio Maroš Šefcovic ha dichiarato di voler parlare con i suoi omologhi statunitensi lunedì 14.

Finora gli investitori hanno sostanzialmente ignorato l’intensificarsi della guerra commerciale, con l’S&P 500 che ha toccato un nuovo massimo giovedì 10. Tuttavia, gli indici hanno chiuso in calo venerdì 11 dopo che Trump ha annunciato un dazio del 35% sul Canada. 

Spostandosi nell’universo delle valute, si rileva che il cambio eruo dollaro si mantiene stabile a 1,1682. Gli specialisti di Franklin Templeton non si mostrano preoccupati per la tendenza ribassista del biglietto verde. Hanno infatti dichiarato in merito che:« Il calo del valore del dollaro statunitense quest’anno non rappresenta una fonte di preoccupazione significativa per i nostri team. Dopotutto, il dollaro sta scendendo da livelli record, il che significa che è ancora relativamente forte rispetto agli standard storici. Inoltre, la causa del calo sembra essere legata in larga misura alle variazioni nei differenziali dei tassi d’interesse tra gli Stati Uniti e i principali partner commerciali. All’inizio, nel mezzo del caos legato ai dazi, alcuni esperti avevano ipotizzato che gli investitori stranieri si stessero allontanando dai mercati statunitensi, ma negli ultimi mesi ci sono pochi segnali di un’avversione globale verso gli asset americani».

Oltre a monitorare con attenzione gli sviluppi della politica commerciale internazionale, gli investitori si preparano a una settimana carica di dati economici e trimestrali. Martedì 15 è atteso il rapporto sull’indice dei prezzi al consumo di giugno. Secondo un sondaggio del Wall Street Journal, gli economisti prevedono un’accelerazione dell’inflazione annua al 2,7%.

Sul fronte delle trimestrali bancarie, martedì sono attesi anche i risultati di Jp Morgan Chase, Wells Fargo e Citigroup. Altre grandi aziende, tra cui PepsiCo, American Express e Netflix, pubblicheranno i loro dati più avanti nella settimana.

Infine, sul versante cripto, è da segnalare che il  Bitcoin ha superato per la prima volta nella sua storia la soglia dei 120.000 dollari, toccando un nuovo massimo storico di oltre 123.000  secondo i dati di Coin Metrics. La settimana a venire – la cosiddetta Crypto Week – sarà fondamentale per avere un framework regolatorio chiaro. Infatti il Congresso sarà chiamato a votare una serie di leggi cruciali per il futuro degli asset digitali. Tra queste figura il Clarity Act, che punta a definire un quadro normativo chiaro per le criptovalute, e il Genius Act, già approvato dal Senato e ora atteso alla Camera: si tratta del primo framework federale per regolare le stablecoin ancorate al dollaro, aprendo la strada all’emissione privata — con Amazon e Walmart pronte a scendere in campo come potenziali issuer. In agenda anche il controverso Cbdc Act, che mira a bloccare qualsiasi tentativo della Federal Reserve di introdurre una valuta digitale di Stato, per evitare derive legate alla sorveglianza finanziaria.

Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.

1. Kenvue

Il produttore di Tylenol e Benadryl ha nominato il direttore Kirk Perry come amministratore delegato ad interim. Alle 17.30 le azioni registrano un leggero aumento dello 0,59%.

2. Waters

L’azienda produttrice di apparecchiature di laboratorio e software ha annunciato l’accordo per la fusione con il settore bioscienze e soluzioni diagnostiche di Becton Dickinson, in un’operazione valutata circa 17,5 miliardi di dollari. Alle 17.30 le azioni di Waters risultano in calo del 12,37%.

3. Synopsys

La società di software per la progettazione di chip ha ottenuto l’approvazione condizionale dalla Cina per procedere con l’acquisizione da 35 miliardi di dollari di Ansys. Le azioni della società segnano un +0,2% alle 17.30. 

4.  Fastenal

Le azioni del produttore di forniture industriali aumentano del 5,4% in apertura di seduta, dopo la pubblicazione di un significativo aumento delle vendite trimestrali. Alle 17.30 guadagnano un +2,3%.

5. Tesla

L’amministratore delegato Elon Musk ha dichiarato che la casa automobilistica terrà una votazione tra gli azionisti sull’investimento nella sua società di intelligenza artificiale, xAI. Le azioni Tesla registrano un rialzo dello 0,21% alle 17.30.



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