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La diretta da Wall Street | Borse Usa chiudono vicine alla parità, la Fed mantiene i tassi invariati
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La diretta da Wall Street | Borse Usa chiudono vicine alla parità, la Fed mantiene i tassi invariati

di Mario Olivari
18 giugno 2025, 16:01 Ultimo aggiornamento: 22:32

Come previsto dai mercati, la Federal Reserve ha deciso mercoledì di lasciare invariati i tassi d’interesse. La Banca Centrale rivede al ribasso il Pil e al rialzo la disoccupazione. Inflazione rivista in lieve rialzo al 3%. Powell ha ribadito che l’istituto è pronto ad agire se necessario. Tensione ancora alta in Medio Oriente

Come previsto dai mercati, la Federal Reserve ha deciso mercoledì di lasciare invariati i tassi d’interesse, spostando l’attenzione sulle nuove proiezioni economiche e sulla crescente tensione con la Casa Bianca.

Gli indici Usa chiudono poco mossi: l’S&P500 e il Nasdaq chiudono prossimi alla parità, il Dow Jones perde lo 0,1%. Il petrolio frena il rialzo e chiude in territorio leggermente negativo: il Wti chiude a -0,1% e arriva a 73,17 dollari al barile, mentre il Brent scende dello 0,2% e si porta a 76,30 dollari. L’euro perde uno 0,03% contro il dollaro e il cambio si porta a 1,14. Il decennale Usa scende al 4,39%.

Nonostante un miglioramento delle prospettive economiche rispetto ai mesi scorsi, il livello di incertezza resta ancora elevato. Lo ha sottolineato la Federal Reserve nel comunicato diffuso al termine della due giorni di riunione, confermando un quadro macroeconomico in rallentamento.

Le nuove stime della banca centrale indicano una crescita del Pil statunitense pari all’1,4% nel 2025, in netto calo rispetto all’anno precedente e al di sotto della precedente previsione dell’1,7%. Per il 2026 è attesa una lieve ripresa, con il Pil previsto in aumento dell’1,6%. Sul fronte del lavoro, il tasso di disoccupazione è destinato a salire al 4,5%, mentre l’inflazione dovrebbe stabilizzarsi intorno al 3%.

«L’economia americana si trova in una posizione solida», ha dichiarato il presidente Jerome Powell in conferenza stampa, ribadendo l’impegno della Fed a perseguire la stabilità dei prezzi e la piena occupazione. Powell ha però sottolineato come gli effetti delle recenti modifiche alla politica fiscale e commerciale restino ancora incerti. In questo contesto, ha aggiunto, la linea della Fed è «ben posizionata» per attendere ulteriori indicazioni prima di procedere con eventuali aggiustamenti di politica monetaria.

In conferenza stampa, Powell ha ribadito che l’istituto è pronto ad agire se necessario, ma al momento preferisce mantenere i tassi fermi, alla luce delle incertezze legate agli effetti dei dazi sull’andamento dei prezzi. Ha inoltre escluso che il mercato del lavoro stia generando pressioni inflazionistiche, sottolineando come l’occupazione sia in equilibrio.

«Ci aspettiamo un aumento significativo dell’inflazione nei prossimi mesi e dobbiamo tenerne conto», ha dichiarato il presidente della Fed.

Powell e i suoi colleghi si trovano a gestire un contesto sempre più complesso: da un lato, Trump insiste sul fatto che i tassi dovrebbero essere più bassi; dall’altro, i dati economici non mostrano ancora segnali concreti di rallentamento. Le aspettative inflazionistiche a breve termine sono in rialzo, mentre quelle di lungo periodo restano stabili, ha spiegato il presidente della Fed.

A complicare ulteriormente il quadro, l’aumento dei prezzi energetici, che si somma ai timori degli economisti per l’impatto dei nuovi dazi sull’inflazione. Finora, però, i numeri restano contenuti: l’indice dei prezzi al consumo ha registrato aumenti modesti a maggio.

Con tono calmo e misurato, il presidente della Fed ha evitato ogni polemica, restando impassibile di fronte agli attacchi di Donald Trump. L’ex presidente, dopo averlo definito «stupido», ha ironizzato pubblicamente: «Posso nominarmi da solo alla Fed? Farei sicuramente un lavoro migliore»

Sullo sfondo resta alta la tensione geopolitica in Medio Oriente. Crescono i timori di possibili interruzioni nello Stretto di Hormuz, passaggio cruciale per circa un quinto del traffico mondiale di greggio.

Gli indici Usa sono in territorio positivo alle 20:10 ora italiana

Dopo che la Fed ha mantenuto i tassi invariati, come previsto,  l’S&P500 sale dello 0,3%, il Nasdaq dello 0,4% e il Dow Jones dello 0,3%. Volano i principali titoli azionari del settore delle criptovalute: Circle, la società che emette la stablecoin USDC sale del 21% e Coinbase guadagna un 12%, dopo che il Senato ha approvato il Genius Act, un disegno di legge volto a regolamentare le stablecoin, considerate il motore del mercato cripto. La normativa stabilirà regole specifiche per questi token digitali, che sono generalmente ancorati al dollaro e supportati da riserve. Inoltre, Coinbase cerca il via libera della Sec per offrire ai clienti azioni tokenizzate.

Poche ore prima del verdetto della Fed, che secondo le attese degli analisti dovrebbe lasciare invariati i tassi, il presidente Usa Trump ha nuovamente attaccato Jerome Powell, definendolo nuovamente «una persona stupida» e accusandolo di «un lavoro pessimo». Secondo l’ex presidente, i tassi d’interesse «dovrebbero essere più bassi di almeno due punti percentuali».

Ora l’attenzione dei mercati si concentra ora sulle nuove proiezioni economiche e sulle indicazioni future della banca centrale. I funzionari della Fed si muovono in un contesto particolarmente complesso: l’aumento dei prezzi dell’energia si somma alle preoccupazioni che i dazi imposti dall’amministrazione Trump possano alimentare nuove spinte inflazionistiche.

Finora, però, i dati sull’inflazione hanno rassicurato gli analisti. A maggio, l’indice dei prezzi al consumo ha mostrato aumenti contenuti. Il quadro macroeconomico resta comunque misto: mercoledì i dati su edilizia e costruzioni sono risultati più deboli del previsto, mentre le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione hanno registrato un lieve calo.

Le borse Usa aprono prudenti

Gli indici stazionano vicino alla parità, mostrando un andamento incerto: l’S&P500 segna +0,09%, il Nasdaq +0,1% e il Dow Jones +0,06%. I prezzi del petrolio si mantengono stabili dopo i forti rialzi registrati martedì 17, con il Wti che guadagna lo 0,5% (73,6 dollari al barile) così come il Brent (76,82 dollari). A preoccupare gli investitori è la possibilità di un’interruzione delle forniture energetiche nello Stretto di Hormuz, snodo strategico attraverso cui transita circa il 20% del greggio mondiale.

Il presidente Donald Trump sta valutando un possibile attacco militare contro l’Iran. Le speranze di una rapida de-escalation del conflitto tra Israele e Iran si sono affievolite e Washington ha già rafforzato la propria presenza militare nella regione. Trump ha invocato la resa incondizionata di Teheran, aggiungendo che, almeno per il momento, non prenderà di mira il leader supremo iraniano, l’Ayatollah Ali Khamenei.

La Federal Reserve, secondo la maggior parte dei money manager, dovrebbe mantenere invariati i tassi d’interesse nella riunione di stasera, mentre l’attenzione dei mercati si sposta sulle nuove proiezioni economiche e sulle stime dei tassi da parte dei funzionari.

Per la Fed lo scenario geopolitico attuale aggiunge complessità a un contesto già segnato da incertezze economiche. L’aumento dei prezzi dell’energia si somma ai timori legati agli effetti inflazionistici dei dazi imposti da Trump. Tuttavia, almeno per ora, i dati non confermano un’accelerazione dell’inflazione: l’indice dei prezzi al consumo di maggio ha registrato aumenti moderati, attenuando le pressioni immediate sulla banca centrale.

Sul fronte commerciale, resta alta la tensione. Si avvicina la scadenza del 9 luglio, termine entro cui potrebbero entrare in vigore nuove tariffe su alcune delle principali economie partner degli Stati Uniti. Trump ha abbandonato il recente vertice del G7 senza aver raggiunto alcun accordo commerciale, ma un nuovo incontro con il primo ministro canadese Mark Carney è atteso entro la settimana per tentare di rilanciare il dialogo.

Ecco cinque titoli da monitorare.

1. Tesla

Le azioni del produttore di veicoli elettrici guadagnano un 2,9% a metà seduta. Il titolo continua a muoversi in modo altalenante in vista del lancio – atteso per questo fine settimana – del nuovo robotaxi.

2. Nucor

Il titolo del maggiore produttore di acciaio continua al rialzo del 3,9% a metà seduta dopo aver pubblicato una previsione sugli utili del secondo trimestre superiore alle attese degli analisti. L’azienda prevede un utile compreso tra 2,55 e 2,65 dollari per azione per il trimestre che si chiuderà il 5 luglio, a fronte dei 2,36 dollari stimati da Wall Street. I risultati ufficiali del secondo trimestre saranno comunicati il 28 luglio. 

3. Circle Internet Group

L’emittente di stablecoin segna +20% a metà seduta dopo che il Senato ha approvato il Genius Act, un disegno di legge volto a regolamentare le stablecoin, considerate il motore del mercato crypto. La normativa stabilirà regole specifiche per questi token digitali, che sono generalmente ancorati al dollaro e supportati da riserve.

4. Peloton Interactive

Le azioni della società di fitness scambia nei pressi della parità dopo due ore di contrattazione. Il titolo era sceso del 12% martedì 17, dopo che la versione del Senato del disegno di legge di bilancio ha escluso le disposizioni approvate dalla Camera che avrebbero consentito l’uso dei conti di risparmio sanitario (Hsa, Health savings accounts) per alcune spese legate allo sport e al fitness.

5. Hasbro

Il produttore di giocattoli guadagna l’1,3% a metà seduta dopo che ha annunciato il licenziamento del 3% della forza lavoro globale, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal. Il ceo di Hasbro, Chris Cocks, aveva già avvertito ad aprile che i dazi avrebbero potuto portare non solo a un aumento dei prezzi, ma anche a tagli al personale.



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