L'assemblea generale dell’Associazione dei magistrati della Corte dei conti esprime dissenso e preoccupazione sulle modifiche delle proprie funzioni attualmente all'esame della Commissione permanente affari costituzionali del Senato.
Riprendendo pienamente le posizioni critiche espresse dal presidente Guido Carlino, dal procuratore generale Angelo Canale e dal presidente dell'Associazione dei magistrati della Corte stessa, l’Assemblea considera tale provvedimento "lesivo del ruolo neutrale, indipendente e imparziale" costituzionalmente riconosciuto alla magistratura contabile.
La proposta di legge andrebbe così a limitare l'azione della Corte dei conti sia di contrasto agli sprechi pubblici sia di tutela degli interessi economici dei cittadini italiani. Nello specifico, inciderebbe sensibilmente sulla funzione di controllo della magistratura contabile, inserendovi elementi di cogestione amministrativa. Ridisegnerebbe poi le attribuzioni del consiglio di presidenza della Corte dei conti in deroga alla riserva di legge, rafforzando allo stesso tempo il ruolo della componente laica. E non di meno snaturerebbe la funzione consultiva della Corte stessa.
In vista della sfida dell'attuazione del Pnrr che attende il nostro Paese, il rafforzamento dei controlli di legalità è ancora più cruciale, continua la nota, per valutare le singole responsabilità come per evitare sprechi e abusi di denaro pubblico.
Tutti i motivi sopracitati motivano anche "l'enorme preoccupazione" della Corte dei conti per la proposta di proroga della durata del mandato dei componenti elettivi del proprio Consiglio di Presidenza, tra gli emendamenti al disegno di legge di conversione del decreto-legge milleproroghe. La durata complessiva supererebbe così gli otto anni, contrastando con il principio di "imprescindibile temporaneità delle funzioni pubbliche e con il richiamo del presidente Mattarella alla necessità di avviare un processo riformatore degli organi di autogoverno delle magistrature", alla luce dell’autonomia e dell’indipendenza.
L'Associazione dei magistrati spera dunque in una riscrittura del testo in esame a Palazzo Madama e nel ripristino dell'originaria disciplina del Consiglio di presidenza che riuscirebbero ad allineare pienamente la normativa prevista per la Corte dei conti agli organi di autogoverno delle altre magistrature. (riproduzione riservata)