Lo Shanghai Composite sale bene martedì, +1,15%, ai massimi dell'ultima settimana grazie alla notizia che Pechino accelererà gli investimenti nelle infrastrutture e attirerà capitale nel terzo trimestre. Nel frattempo, la PBoC ha affermato che la Banca centrale ha ampio spazio di manovra per la politica monetaria, anche se non è propensa a effettuare stimoli eccessivi.
Alle ore 7:05 italiane l'Hang Seng recepisce meno la notizia, è in leggera debolezza, mentre il Nikkei viaggia piatto. L'oro sale dello 0,3% a 1.727 dollari l'oncia, il petrolio Wti americano guadagna il 2% a 88,6 dollari il barile. Sul fronte valutario, l'euro recupera lo 0,23% a 0,9956, lo yen scivola dello 0,25% a 140,94, la sterlina rialza la testa (+0,5%) a 1,1575. Il T bond Usa decennale vede il rendimento salire dal 3,22% di inizio sessione asiatica al 3,237%, mentre i futures su Wall Street sono positivi in media per lo 0,4%.
La Cina ha annunciato che accelererà l'avvio degli stimoli nel terzo trimestre mentre cerca di riprendersi da un secondo trimestre segnato da perdite legate alla pandemia e da molti lockdown (33 città sono ferme in questi giorni, secondo Caixin). La Banca centrale ha aggiunto che manterrà lo yuan stabile dopo sei mesi di ribassi.
È "di fondamentale importanza" per il Paese adottare politiche di sostegno in questo trimestre, ha spiegato Yang Yinkai, vice segretario generale della Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma, a Pechino parlando insieme a funzionari della Banca centrale e ad altri ministeri del governo.
Yang ha affermato che 300 miliardi di yuan (43,6 miliardi di dollari) in fondi sono stati distribuiti attraverso un programma di finanziamento bancario, che ha lo scopo di stimolare gli investimenti infrastrutturali quest'anno. I governi locali hanno poi venduto 3,5 trilioni di yuan di obbligazioni speciali fino ad agosto, hanno detto i funzionari, comprese quasi tutte le quote di emissioni stanziate per progetti di costruzione.
Pechino ha presentato una settimana fa un pacchetto di misure di stimolo per un totale di oltre 1 trilione di yuan, incentrato soprattutto sulla spesa per le infrastrutture. Il governo ha intensificato il sostegno a un'economia appesantita da focolai di Covid, da una crisi immobiliare in corso e carenza di energia.
La Cina ha ridotto la quantità di valuta estera che le banche devono accantonare come riserva. E' la seconda volta che questo accade nel 2022, una mossa pensata dopo che lo yuan ha toccato i minimi degli ultimi due anni sul dollaro (martedì il cambio dollaro-yuan è stabile a 6,94).
Di conseguenza, le istituzioni finanziarie dovranno detenere solo il 6% a titolo di riserva dei loro depositi in valuta estera a partire dal 15 settembre, ha spiegato la People's Bank of China lunedì al posto dell'attuale livello dell'8%.
Il mercato prevede che la decisione aumenterà l'offerta di valute straniera, rendendo così più allettante per i trader acquistare lo yuan che a questo punto dovrebbe apprezzarsi. La valuta cinese è scivolata per diverse ragioni, dai timori per l'inasprimento della politica monetaria negli Stati Uniti, a una crisi energetica sempre più profonda in Europa che hanno rafforzato il dollaro fino ai continui lockdown.
Le istituzioni finanziarie cinesi detenevano 953,6 miliardi di dollari di depositi in valuta estera a luglio, in calo da un record di 1,1 miliardi di dollari a febbraio.
La decisione della Banca centrale cinese di ridurre il coefficiente di riserva dei depositi in valuta delle banche probabilmente immetterà 20 miliardi di dollari di valuta estera sul mercato, "non un grande cifra", secondo Zhaopeng Xing, strategist di Australia & New Zealand Banking Group. L'esperto ritiene che ci sarà spazio per un altro piccolo taglio delle riserve.
La Reserve Bank of Australia ha aumentato i tassi di 50 punti base al 2,35% durante la riunione di settembre 2022, come previsto. La mossa ha seguito un incremento di 50 punti base in ciascuno dei tre mesi precedenti e un aumento di 25 punti a maggio, portando il costo del denaro a un livello che non si vedeva da gennaio 2015.
Il board ha spiegato che sta cercando di ridurre l'inflazione a 2/3%, ribadendo che si aspetta di aumentare ulteriormente i tassi nei prossimi mesi, ma non su un percorso prestabilito dal momento che dimensioni e i tempi saranno guidati dai dati in pubblicazione. (riproduzione riservata)