Oggi i futures del greggio Wti americano scambiano ai minimi delle ultime 7 settimane, a 75,77 dollari il barile (-0,22%), rimanendo sotto pressione a causa della concreta possibilità di un'immissione coordinata delle riserve strategiche di petrolio da parte delle principali nazioni consumatrici come richiesto la scorsa settimana dal presidente Joe Biden alla Cina. Nel frattempo, le prospettive per la domanda di carburante si sono deteriorate a causa di una ripresa dei contagi in Europa e negli Stati Uniti, con l'Austria che ha reintrodotto oggi un lockdown totale mentre la Germania ha avvertito che potrebbe seguire l'esempio.
Alle ore 7:20 italiane il Nikkei sale dello 0,18%, Hong Kong cede lo 0,5% (in calo gli energetici), Shanghai guadagna lo 0,58% mentre l'oro lascia sul terreno lo 0,26% a 1.846 dollari per oncia. L'euro scambia laterale a 1,1275, lo yen perde lo 0,11% a 114,16, la sterlina resta in area 1,3442, mentre il T bond Usa rende l'1,56% e i fututues su Wall Street sono positivi in media per lo 0,25% nella settimana del Thanksgiving (giovedì le borse americane sono chiuse, venerdì le contrattazioni terminano prima).
La People's Bank of China ha mantenuto invariato il costo del denaro per i prestiti alle imprese e alle famiglie per il 19° mese consecutivo al fixing di novembre. Il tasso a un anno (LPR) è rimasto fermo al 3,85%, mentre il quinquennale al 4,65%. La decisione ha seguito la scelta della Banca centrale, la scorsa settimana, di mantenere invariato il tasso di interesse sui prestiti a medio termine al 2,95%.
L'economia cinese potrebbe entrare in un periodo di "quasi stagflazione" con una crescita relativamente lenta e un'inflazione dei prezzi alla produzione eccessivamente alta, ha spiegato Liu Shijin, consigliere della banca centrale. Uno scenario del genere è "molto probabile", scrive Bloomberg, se la domanda rimane debole, i prezzi alla produzione alti, i profitti aziendali vengono ridotti e i rischi insiti nell'economia vengono "rilasciati troppo rapidamente", ha detto Liu ieri al China Macroeconomy Forum.
Una tale possibilità richiede molta attenzione poiché una volta che si verificherà, durerà fino al prossimo anno. La crescita economica della Cina ha notevolmente rallentato la corsa dopo settembre e, a giudicare dalla situazione attuale, è probabile che "scenda al di sotto del 4% nel quarto trimestre", ha affermato Liu.
Il membro del comitato di politica monetaria della People's Bank of China ha proposto un lasso di tempo "adeguatamente lungo" per affrontare problemi strutturali come il debito del governo locale e la rapida espansione di alcuni gruppi immobiliari e ha raccomandato di mirare a un "atterraggio morbido" per minimizzare le conseguenze negative. Mentre lo scoppio di "alcune bolle" sembra essere "difficile da evitare", se non cambierà l'intera situazione, ha aggiunto Liu senza essere specifico in merito. Pechino sta affrontando l'elevata esposizione del settore immobiliare, a partire da Evergrande, appesantita da 305 miliardi di dollari di debito.
Oggi l'indice sul dollaro si è stabilizzato sopra quota 96, con la valuta statunitense scambiata vicino ai massimi degli ultimi di 16 mesi contro l'euro, sostenuta dal suo status di rifugio sicuro tra i crescenti casi di Covid e il ritorno dei lockdown in Europa. Il dollaro si è rafforzato anche nei confronti del dollaro australiano e di quello canadese dal momento che le valute legate alle materie prime sono sotto pressione a causa del calo dei prezzi del petrolio.
I funzionari della Federal Reserve, Richard Clarida e Christopher Waller, hanno suggerito venerdì che un ritmo più rapido di riduzione degli stimoli potrebbe essere appropriato in un contesto di ripresa accelerata e inflazione surriscaldata, fornendo ulteriore supporto al biglietto verde. I mercati monetari si aspettano attualmente un aumento del costo del denaro a giugno 2022, seguito da altri due incrementi a settembre e a dicembre. (riproduzione riservata)