Mercoledì 20 marzo l'Asia si muove positiva, alle ore 7:30 italiane il Nikkei sale dello 0,66%, Hong Kong dello 0,4% e Shanghai dello 0,6%. Yen sotto stress (-0,46% a 151,55) il giorno dopo che la BoJ ha alzato i tassi a zero, mentre il T bond Usa decennale scambia laterale al 4,29% e i futures sul Nasdaq sono per ora in calo dello 0,1%.
Il gruppo del lusso francese Kering ha avvertito martedì sera che le vendite di Gucci scenderanno del 20% nel primo trimestre a causa di un calo più ripido del previsto nella regione Asia-Pacifico.
I titoli Kering a Wall Street (American depositary receipts) hanno perso ieri il 10% dopo la nota del gruppo. Le azioni hanno ceduto il 22% nell’ultimo anno mentre Kering cerca di rivitalizzare Gucci, il marchio italiano che rappresenta circa i due terzi dei profitti. Controllato dalla famiglia Pinault, il gruppo fatica a tenere il passo dei concorrenti quali LVMH ed Hermes. Le vendite del lusso, poco brillanti, sono tornate sotto osservazione in Cina, la cui economia è ancora in fase di deflazione e priva di importanti stimoli economici.
«Gucci ha riscontrato alcuni problemi specifici relativi alla società per alcuni trimestri, ma questo aggiornamento susciterà ulteriori preoccupazioni sulla capcità di spesa dei consumatori e dell’economia cinese», hanno scritto gli analisti di Vital Knowledge in una nota.
Nel complesso, le vendite di Kering, che possiede anche marchi quali Balenciaga e Saint Laurent, scenderanno di circa il 10% nel trimestre, ha riferito la società.
Stati Uniti, Regno Unito e Unione Europea hanno criticato l’approvazione da parte di Hong Kong di una nuova legge sulla sicurezza che impone la pena massima dell’ergastolo per tradimento e aumenta le condanne per sedizione.
Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti si è detto «allarmato» per la nuova legge, mentre David Cameron, ministro degli Esteri del Regno Unito, ha spiegato che la norma renderà la situazione più difficile per chi fa affari a Hong Kong. L’Ue ha sottolineato che la legge potrebbe «esacerbare l’erosione delle libertà fondamentali».
Pechino ha risposto alle accuse di «interferenza» negli affari interni della Cina, affermando che la nuova legge sulla sicurezza di Hong Kong porterà stabilità nel territorio.
Lo yen è sceso mercoledì al livello più basso dell’anno dopo che il board della Banca del Giappone ha posto fine all’ultimo tasso di riferimento negativo al mondo. La valuta è scesa fino all'1,2% toccando 151,55 per dollaro, il livello più debole dal 16 novembre. Il governatore della BoJ Kazuo Ueda ha sottolineato in conferenza stampa che i rischi di un aumento eccessivo dei prezzi potrebbero portare ad un ulteriore rialzo dei tassi, ma ora è importante mantenere condizioni accomodanti per sostenere l’economia. La debolezza dello yen indica che, almeno nei mercati dei cambi, gli operatori sono ancora concentrati sulla relativa ripresa dei rendimenti nel resto del mondo rispetto al Giappone.
Mercoledì si prevede che la Federal Reserve lascerà i tassi di interesse invariati, ma gli investitori esamineranno attentamente le previsioni economiche del Fomc e le cosiddette proiezioni dot plot sui tassi di interesse per carpire ulteriori indizi sui tempi di eventuali tagli. I trader attualmente vedono una probabilità del 55% che la prima riduzione avvenga a giugno. (riproduzione riservata)