L’Asia viaggia negativa venerdì 16 dicembre a causa delle parole da falco della Fed, dopo aver alzato i tassi dello 0,5%, ma la Cina resiste in un turbinio di notizie in chiaro scuro che arrivano sul settore tech e sui rapporti con gli Usa. Sullo sfondo, il dilagare dei contagi da Covid.
Alle ore 7:30 italiane il Nikkei perde l’1,9%, Hong Kong sale dello 0,4%, Shanghai cede lo 0,24%, mentre l’oro viaggia a 1.789 dollari per oncia e il petrolio Wti americano lascia sul terreno lo 0,25% a 75,91 dollari il barile.
L’euro sale dello 0,2% a 1,0651, lo yen dello 0,35% a 137,28, la sterlina dello 0,24% a 1,2208. Il T bond Usa decennale vede il rendimento aumentare dal 3,45% di inizio sessione asiatica al 3,48%. I fututures su Wall Street sono in calo per ora.
I mercati azionari asiatici sono in rosso, il Nasdaq giovedì ha perso oltre il 3%, male in generale Wall Street dopo che Fed e Bce hanno mantenuto una posizione da falco, segnalando che i tassi di interesse potrebbero dover salire più di quanto previsto in precedenza, nonostante una riduzione dell’entità dei rialzi attesi.
Anche i dati deboli sulle vendite al dettaglio e sulla produzione negli Stati Uniti hanno alimentato i timori che l'aggressiva campagna di inasprimento della Federal Reserve possa già ora rallentare l'economia. Gli investitori stanno analizzando una serie di dati macroeconomici in Asia, soprattutto il Pmi manifatturiero di dicembre in Giappone crollato ai minimi degli ultimi due anni.
Il governo degli Stati Uniti sta aggiungendo dozzine di società tecnologiche cinesi a una blacklist, alimentando il conflitto commerciale tra le due maggiori economie del mondo, scrive Bloomberg.
La mossa del Dipartimento del Commercio significa che chiunque cerchi di fornire tecnologia statunitense alla Cina dovrà chiedere una licenza a Washington, che sarà probabilmente difficile da ottenere. Gli Stati Uniti vogliono limitare l'accesso dell'esercito cinese alla tecnologia avanzata di produzione di chip e intelligenza artificiale.
Circa 200 società con sede in Cina e Hong Kong non devono più affrontare la grave minaccia di essere cacciate dalle borse americane. L'US Public Company Accounting Oversight Board ha affermato che i suoi ispettori sono stati in grado di esaminare sufficientemente i documenti di audit delle società con sede nelle due giurisdizioni, diminuendo le possibilità che società tra cui Alibaba e JD.com vengano delistate da New York.
L'au Jibun Bank Japan Manufacturing Pmi è sceso a 48,8 a dicembre 2022 dal livello di 49,0 del mese precedente. E’ stata la contrazione più forte dell'attività produttiva da ottobre 2020 a causa della domanda contenuta e delle persistenti pressioni sui costi. La produzione, i nuovi ordini e le vendite all'estero sono diminuiti ulteriormente, ma a ritmi più lenti rispetto a novembre. Nel frattempo, il sentiment si è indebolito. (riproduzione riservata)