Dopo che Wall Street è entrata ufficialmente in recessione a causa di una Fed che ha alzato i tassi dello 0,75%, fatto che non avveniva dal 1994, l'Asia chiude in rosso la settimana. Ma non la Cina, che pian piano cerca di uscire dai lockdown. Alle ore 7:05 italiane il Nikkei cede l'1,46%, Hong Kong sale dell'1,07% e Shanghai dello 0,3%. L'oro viaggia laterale a 1.849 dollari per oncia, mentre il petrolio Wti americano perde lo 0,6% a 116,88 dollari il barile su timore di una recessione in arrivo.
Il dollaro sta tornando a prendere forza sulle maggiori valute, l'euro passa di mano a 1,0526 (-0,23%), lo yen a 113,97 (-1,36%) dopo la conferma della Boj di una politica ancora espansiva, la sterlina dello 0,33% a 1,2309. Il T bond decennale rende il 3,23% in leggero rialzo, mentre i futures su Wall Street ritrovano serenità (+1,11% il Nasdaq, +0,9% l'S&P 500).
La Bank of Japan conferma la politica espansiva e tiene i tassi negativi
La Bank of Japan ha lasciato invariato il tasso di interesse a breve termine al -0,1% e quello per i rendimenti obbligazionari a 10 anni intorno allo 0% durante la riunione di giugno, con un voto di 8-1, come previsto. Il consiglio ha anche affermato che intende acquistare quantità illimitate di obbligazioni per difendere un limite implicito dello 0,25% ogni giorno di mercato del titolo decennale (è il cosiddetto controllo della curva che la Bce, per esempio, non ha nel proprio mandato), confermando in questo modo la guidance sulle operazioni di mercato fatte ad aprile. Lo yen di conseguenza si è indebolito fino all'1,8% a quota 134,6 per dollaro venerdì, scivolando di nuovo verso i minimi degli ultimi 24 anni.
Il board della BoJ ha ritenuto che l'economia giapponese si sia ripresa, nonostante una certa debolezza dovuta all'impatto del Covid e all'aumento dei prezzi delle materie prime. I consumi privati sono aumentati, in particolare nel settore dei servizi e anche le esportazioni e la produzione industriale hanno continuato a crescere. Sul fronte dei prezzi, è probabile che il tasso di variazione su base annua dell'inflazione Ipc (tutti gli articoli tranne il cibo fresco) sia di circa il 2%, in un contesto di alti prezzi dell'energia e dei generi alimentari. Sulle prospettive, ha detto la Boj, persistono forti incertezze, legate al coronavirus e alla guerra in Ucraina. La BoJ ha ribadito che non esiterà ad adottare ulteriori misure di allentamento, se necessario.
Wall Street scende ai minimi di fine 2020 dopo la Fed
I futures sulle azioni statunitensi sono saliti venerdì mentre Wall Street cerca di trovare un suo equilibrio dopo una brutale settimana di vendite, con gli investitori che stanno valutando i potenziali costi economici della lotta in corso della Federal Reserve contro l'inflazione. Ieri il Dow Jones ha perso oltre 700 punti, scendendo al di sotto del livello di 30.000, mentre l'S&P 500 e il Nasdaq sono crollati rispettivamente del 3,3% e del 4,1%, portando tutti e tre gli indici a livelli che non si vedevano dalla fine del 2020.
Le vendite ripetute sono arrivate dal momento che gli investitori sono sempre più preoccupati per un potenziale rallentamento economico. La Fed ha alzato mercoledì il tasso di interesse di riferimento del massimo dal 1994, aumentando il rischio di recessione nella più grande economia del mondo. I principali indici sono sulla buona strada per un'altra settimana in perdita, estendendo un'incessante selloff che ha portato l'S&P 500 in territorio di mercato ribassista. (riproduzione riservata)