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La Cina non taglia i tassi e delude. Netflix (-26%) zavorra i futures sul Nasdaq
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La Cina non taglia i tassi e delude. Netflix (-26%) zavorra i futures sul Nasdaq

20 aprile 2022, 07:04 Ultimo aggiornamento: 07:05

Con i lockdown stretti in vigore in Cina da fine marzo i mercati speravano che la Banca centrale riducesse il costo del denaro, invece non si è mossa. Petrolio in rialzo dopo i dati in calo sulle scorte americane. Netflix ha registrato la prima riduzione di abbonati in un decennio e previsto un secondo trimestre ancora più duro

L'Asia viaggia positiva tranne Shanghai, che alle ore 7:10 italiane cede lo 0,6% con gli investitori delusi dal fatto che la Banca centrale cinese non abbia tagliato i tassi. Nel frattempo il Nikkei sale dello 0,83% e Hong Kong dello 0,8%. L'oro cede lo 0,7% a 1.945 dollari l'oncia, il petrolio Wti americano riprende a marciare (+0,93% a 103,51 dollari il barile), le maggiori valute recuperano terreno sul dollaro in media dello 0,3%. L'euro passa di mano a 1,0818, lo yen a 128,54, la sterlina a 1,3035, mentre il T bond decennale si muove laterale al 2,94% e i futures su Wall Street sono in rosso, soprattutto il Nasdaq (-0,8%), zavorrato da Netflix.

Il colosso della televisione on demand ha ceduto quasi il 26% nel trading after hours (-25,73% a 258,9 dollari) dopo aver registrato il primo calo del numero di abbonati in un decennio, perdendo oltre 200mila spettatori a livello globale nel primo trimestre. La società ha previsto che altri 2 milioni di iscritti potrebbero andarsene nel secondo trimestre. L'Asia è stata l'unico punto positivo e l'unica regione in cui il numero di abbonati è aumentato. Il titolo era già in calo di oltre il 40% quest'anno.

La People's Bank of China ha mantenuto invariati i tassi di interesse di riferimento per i prestiti alle imprese e alle famiglie, deludendo i mercati. Il tasso primario di prestito a un anno (LPR) è rimasto al 3,7% dopo i tagli di 5 e 10 punti base, rispettivamente a dicembre e gennaio, mentre il valore a cinque anni è rimasto al 4,6% dopo un taglio di 5 punti base a gennaio. La scorsa settimana, la PBoC ha ridotto di 25 punti base il coefficiente di riserva obbligatoria di riferimento per tutte le banche, la prima volta quest'anno (entrerà in vigore dal 25 aprile) per aumentare i prestiti e sostenere l'economia. La banca centrale ha esortato poi oggi le istituzioni finanziarie a rafforzare il sostegno al settore dei servizi con un'alta intensità di contatti (messi in ginocchio dai lockdown) e alle piccole imprese colpite dal Covid. Nel frattempo, il premier Li Keqiang ha esortato tutte le amministrazioni locali a rimanere fiduciose pur restando vigili riguardo alle sfide senza precedenti che hanno di fronte e alla crescente pressione al ribasso.

Il petrolio oggi sale con i trader che stanno valutando le prospettive sulla domanda globale di energia, con un report del settore che indica un calo delle scorte statunitensi. Secondo i dati dell'Api (American Petroleum Institute) le riserve di greggio statunitensi sono diminuite di circa 4,5 milioni di barili la scorsa settimana e, se confermato dai dati ufficiali in arrivo oggi, sarebbe la maggior riduzione dall'inizio di febbraio. I prezzi del petrolio sono stati recentemente sostenuti dalle interruzioni dell'approvvigionamento causate dalle proteste in Libia e dal potenziale bando dell'Ue sul greggio russo. Un divieto totale e immediato potrebbe togliere dal mercato oltre 4 milioni di barili al giorno e spingere il Brent al record di 185 dollari, secondo le stime di JP Morgan. Ieri il greggio Usa è sceso del 5,2%, quando l'Fmi ha tagliato le previsioni di crescita economica mondiale dopo l'invasione russa dell'Ucraina e a causa del prolungati lockdown in Cina.

Le esportazioni dal Giappone sono aumentate del 14,7% su base annua a 8.460,9 miliardi di yen a marzo, rallentando da un aumento del 19,1% a febbraio e segnando il 13° mese consecutivo di crescita. L'ultima lettura è stata inferiore al consenso del mercato per un incremento del 17,5%, a causa della crescente incertezza derivante dall'invasione russa dell'Ucraina.  (riproduzione riservata)



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