Il Pil cinese del secondo trimestre, sotto le attese, ha deluso i mercati e tenuto in rosso i listini. Alle ore 7:05 italiane Hong Kong cede l'1,56%, Shanghai lo 0,5%, positivo solo il Nikkei (+0,56%). In leggero aumento l'oro a 1.707 dollari per oncia e il petrolio Wti americano a 96,16 dollari il barile, mentre le valute per ora restano laterali ai livelli della chiusura di Wall Street, l'euro passa di mano a 1,0025, lo yen a 139,02, la sterlina a 1,1826, con il dollaro ai massimi degli ultimi vent'anni.
Il T bond Usa decennale vede il rendimento scendere ancora dal 2,96% al 2,94%, in compenso il Btp rende il 3,31% con la crisi di governo aperta in Italia. I futures su Wall Street sono per ora positivi (+0,15% in media) nonostante l'avvio della stagione deludente delle trimestrali, con i profitti di JP Morgan e Morgan Stanley sotto le attese degli analisti.
L'economia cinese è cresciuta dello 0,4% anno su anno nel secondo trimestre del 2022, mancando il consenso di mercato per l'1,0% e rallentando bruscamente da una crescita del 4,8% nel primo trimestre. Si tratta del ritmo di espansione più lento dalla contrazione nel primo trimestre del 2020, quando è emersa l'epidemia di coronavirus a Wuhan. La Cina ha fissato l'obiettivo di crescita economica di circa il 5,5% quest'anno, decelerando da un aumento dell'8,1% nel 2021, il dato più elevato nell'ultimo decennio.
L'economia cinese si è contratta però del 2,6% trimestre su trimestre nel periodo aprile-giugno 2022 rispetto alle stime di mercato di un calo dell'1,5% e dopo una crescita dell'1,4% rivista al rialzo nel trimestre precedente.
Da marzo a inizio giugno 2022 sono stati imposti lockdown anche totali nelle principali città cinesi, compreso il cuore finanziario e commerciale di Shanghai, megalopoli da 26 milioni di abitanti. L'agenzia di statistica cinese ha evidenziato che la pressione al ribasso sull'economia è aumentata in modo significativo a partire dal trimestre di giugno, con gravi impatti da fattori imprevisti. "Le basi di una ripresa economica sostenuta non sono stabili", ha affermato, tra l'aumento dei rischi di inflazione a livello globale, l'inasprimento delle politiche monetarie nelle principali economie e l'impatto dei focolai di virus interni".
La produzione industriale cinese è aumentata del 3,9% anno su anno a giugno 2022, rispetto al consenso del mercato del 4,1% tuttavia molto più velocemente di un incremento dello 0,7% a maggio. L'ultimo risultato è stato il secondo mese consecutivo di crescita della produzione mentre l'economia emergeva pian piano dalle rigide restrizioni dovute al Covid-19. La produzione è aumentata notevolmente sia per il settore manifatturiero (3,4% contro 0,1% a maggio) che per i servizi pubblici (3,3% contro 0,2%) e per la produzione mineraria (8,7% contro 7,0%).
Le vendite al dettaglio cinesi sono aumentate inaspettatamente del 3,1% su base annua a giugno 2022, battendo facilmente le stime di mercato di una lettura piatta e passando da un calo del 6,7% nel mese precedente. L'ultimo dato ha segnato il primo aumento delle vendite al dettaglio da febbraio, mentre i consumi si sono ripresi con le città che stavano uscendo dai lockdown di primavera.
In ripresa le vendite di gioielli (8,1% contro -15,5% a maggio), abbigliamento (1,2% contro -16,2%), cosmetici (8,1% contro -11,0%), cura della persona (4,3% contro -6,7%), forniture per ufficio (8,9% contro -3,3%), telecomunicazioni (6,6% contro -7,7%), elettrodomestici (3,2% contro -10,6%) e automobili (13,9% contro -16,0%). In forte accelerazione, inoltre, le vendite di prodotti petroliferi (14,7% vs 8,3%).
Allo stesso tempo, le vendite sono diminuite a ritmi più contenuti sia per i mobili (-6,6% vs -12,2%) che per i materiali da costruzione (-4,9% vs -7,8%). Per il periodo gennaio-giugno, le vendite al dettaglio sono scese dello 0,7% rispetto al 2021, riflettendo l'impatto delle severe restrizioni alla mobilità in diverse grandi città. (riproduzione riservata)