Le autorità di regolamentazione cinesi hanno dato indicazioni alle banche commerciali di limitare l'esposizione ai titoli del Tesoro Usa, come hanno riportato ieri Bloomberg e Reuters. In particolare, le autorità hanno esortato le banche con un'esposizione elevata a ridurre i propri portafogli di titoli di Stato Usa. Le fonti hanno inoltre specificato che la direttiva non si applica all'esposizione dello Stato cinese ai Treasury, che il mese scorso è scesa a circa 682 miliardi di dollari, toccando così il livello più basso degli ultimi 17 anni.
Comunicata verbalmente ad alcune delle maggiori banche del Paese nelle ultime settimane, l'indicazione riflette la preoccupazione delle autorità cinesi che grossi portafogli di debito pubblico statunitense possano esporre gli istituti di credito a forti oscillazioni di mercato. Le preoccupazioni riecheggiano quelle espresse da altri governi e da numerosi gestori di fondi in tutto il mondo mentre ferve il dibattito sullo status di bene rifugio del debito Usa e sull'attrattiva del dollaro.
La misura è stata presentata come un'iniziativa di diversificazione del rischio di mercato piuttosto che come qualcosa legato a manovre geopolitiche o a una perdita fondamentale di fiducia nell'affidabilità creditizia degli Stati Uniti, hanno spiegato le fonti, precisando che le autorità non hanno indicato obiettivi specifici in termini di dimensioni o tempistiche. Ma non pochi analisti hanno invece sottolineato come la questione del debito pubblico Usa venga utilizzata dai cinesi come leva negoziale.
Questa notizia è «l'ultimo tassello del puzzle della dieta americana», ha affermato Michael Brown, senior research strategist di Pepperstone Group spiegando che è in linea «con il tema più ampio che abbiamo visto nelle ultime settimane, non solo tra gli attacchi all'indipendenza della Fed, ma anche con la crescente volatilità delle politiche geopolitiche dell'amministrazione Trump».
A seguito della notizia, ieri l’oro è tornato superare i 5.000 dollari l’oncia a causa dell’indebolimento del dollaro (nella serata il Dollar Index era in calo dello 0,7% a 94,40). Mentre lo yuan, la valuta cinese, ha toccato i massimi da 33 mesi sul dollaro, a 6,92. Da quindici mesi consecutivi, la Banca del Popolo Cinese (Pboc) sta accumulando oro e le sue riserve ammontano ormai a 2.308 tonnellate corrispondenti a un valore di 369,58 miliardi di dollari. Nonostante gli acquisti costanti, l'oro rappresenta però ancora solo il 9,7% circa delle riserve totali cinesi, un valore inferiore alla media globale delle banche centrali, pari a circa il 15%. Intanto i rendimenti dei Treasury decennali Usa sono saliti al 4,24% mentre quelli dei titoli di Stato cinesi sono scesi all’1,80%. (riproduzione riservata)