La Bundesbank perde 19,8 miliardi di euro nel 2024, dopo i 21,6 miliardi del 2023, e prevede un rosso (inferiore) anche nei prossimi anni. La perdita della banca centrale tedesca è la conseguenza dell’aumento dei tassi pagati alle banche sui depositi (a causa dei rialzi Bce nel 2022 e 2023) e dei bassi rendimenti dei titoli di Stato tedeschi in bilancio a tasso fisso.
La Bundesbank paga anche la mancata condivisione dei rischi negli acquisti di bond da parte della Bce negli anni scorsi: i banchieri centrali tedeschi hanno sempre voluto comprare soltanto titoli della Germania, quelli più sicuri ma anche quelli a più basso rendimento.
La Bundesbank, che ha evidenziato le rivalutazioni degli asset, utilizzerà i profitti futuri per compensare le perdite. La stessa decisione è stata presa nei giorni scorsi dalla Bce che nel 2024 ha perso 7,9 miliardi (si veda MF-Milano Finanza del 20 febbraio).
Riguardo all’economia tedesca, Nagel ha ricordato che «è in uno stato di ostinata stagnazione». Quest’anno la Bundesbank prevede «un leggero recupero dell’economia», ma «non si intravede una ripresa significativa» e ci sono «rischi legati al commercio internazionale e alla geopolitica».
Di conseguenza per Nagel «non è possibile escludere un terzo anno consecutivo senza crescita. Per questo è ancora più importante che il nuovo governo adotti rapidamente misure efficaci». Il futuro cancelliere Friedrich Merz è al lavoro per modifiche alle regole nazionali sul freno del debito e per aumentare la spesa militare.
Quanto alle prossime mosse della Bce, Nagel ha detto che l’obiettivo di inflazione del 2% sarà raggiunto probabilmente nel 2025 e questo «permetterebbe al consiglio direttivo di abbassare ancora i tassi».
Le prospettive sul carovita per la Bundesbank sono «piuttosto incoraggianti» anche se resta la «cautela» su inflazione di fondo e nei servizi.
I dati sui salari negoziati hanno mostrato un aumento del 4,1% nel quarto trimestre, in netto calo rispetto al +5,4% nel terzo.
«È saggio fare un passo alla volta», ha detto Nagel, sottolineando che le decisioni Bce saranno «riunione per riunione».
In tal senso il presidente della Bundesbank ha criticato i banchieri centrali che hanno fatto previsioni sui tassi: «Non c’è nulla da guadagnare nello speculare pubblicamente sulla posizione dei tassi in estate o a fine anno».
Tra gli altri, il governatore francese François Villeroy de Galhau ha indicato i tassi al 2% entro l’estate (ora sono al 2,75%).
Il falco del comitato esecutivo Isabel Schnabel ha ribadito ieri che la Bce deve essere cauta con i tagli perché i tassi potrebbero non essere più restrittivi, nonostante un recente studio Bce abbia indicato il tasso neutrale tra 1,75% e 2,25%. (riproduzione riservata)