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La BoJ prende di contropiede i mercati: il Nikkei vola, cade lo yen. L’Ue raddoppia gli investimenti in Cina
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La BoJ prende di contropiede i mercati: il Nikkei vola, cade lo yen. L’Ue raddoppia gli investimenti in Cina

18 gennaio 2023, 07:17 Ultimo aggiornamento: 20 gennaio 2023, 14:00

La BoJ prende in contropiede i mercati e resta ferma alla sua politica espansionistica mantenendo i tassi negativi nonostante le attese di un cambio di rotta a inizio settimana. Gli investimenti esteri in Cina sono cresciuti del 6,3% nel 2022. Il ruolo della Germania

La Banca centrale del Giappone (BoJ) prende in contropiede i mercati e resta ferma alla sua politica espansionistica nonostante le attese di un cambio di rotta a inizio settimana. Una decisione che fa correre il Nikkei del 2,5% e cadere lo yen del 2,05% a 130,77. L’Hang Seng mercoledì 18 gennaio guadagna lo 0,3% alle ore 7:10 italiane, Shanghai lo 0,2%.

L’oro resta invariato a 1.902 dollari per oncia, il petrolio Wti americano scambia in rialzo dell’1,2% a 81,2 dollari il barile. 

L’euro viaggia a 107,9, la sterlina a 1,2297 mentre il T bond Usa decennale vede il rendimento in calo dal 3,55% di inizio sessione asiatica al 3,487%. I futures sul Nasdaq sono positivi per lo 0,2% dopo le trimestrali in chiaro scuro di Morgan Stanley (brillante) e di Goldman Sachs (una delusione).

I mercati azionari asiatici si muovono quindi contrastanti mercoledì, con la Banca del Giappone che ha respinto le speculazioni su un altro aggiustamento della politica mantenendo tassi di interesse estremamente bassi e invariata la politica di controllo della curva sul bond decennale.

Gli investitori continuano a valutare le prospettive economiche globali dal momento che la riapertura della Cina (e il petrolio Wti sta già salendo del 4,3% questa settimana) ha coinciso con i timori che un ulteriore inasprimento monetario in altre principali economie possa portare a una recessione globale. La stessa Cina, però, deve fare in conti con una decisa frenata dell’economia nel 2022 a causa dei lunghissimi lockdown. 

A questo si aggiunga che la crescita demografica sempre della Cina ha cominciato a calare nel 2022 per la prima volta dal 1961 con alcuni effetti importanti attesi nell’economia. 

Il Giappone conferma i tassi negativi e la politica sulla curva dei rendimenti

La Bank of Japan (BoJ) ha confermato mercoledì i tassi negativi (-0,1%) e il controllo della curva sui titoli di Stato a 10 anni durante la riunione di gennaio, conclusa con voto unanime.

La Banca centrale ha mantenuto il limite di oscillazione dello 0,5% sul rendimento delle obbligazioni decennali introdotto a dicembre. In precedenza era dello 0,25% e la mossa aveva fatto presagire ai mercati un cambio di passo restrittivo, che tuttavia, almeno per il momento non è avvenuto. Il decennale giapponese mercoledì vede il rendimento scendere dallo 0,5% allo 0,412%.

Il sentiment dei produttori giapponesi diventa negativo

L'indice Reuters Tankan sul sentiment dei produttori in Giappone è sceso bruscamente a -6 a gennaio 2023, diventando negativo per la prima volta in due anni a causa di una lenta ripresa dalla pandemia tra l'aumento dei costi e le incertezze economiche.

La lettura negativa del sondaggio mensile che precede il rapporto trimestrale Tankan della Banca del Giappone sottolinea come il numero di aziende per le quali le condizioni commerciali sono scadenti è maggiore di quelle che hanno dichiarato di essere buone.

«L'incertezza sul contesto imprenditoriale e sulla spesa in conto capitale da parte dei nostri clienti sta crescendo a causa della diffusione del coronavirus in Cina e dell'aumento dei costi delle materie prime a causa della guerra in Ucraina», ha detto un intervistato. Un altro ha affermato: «I prezzi stanno aumentando ovunque, compresi quelli per gas ed elettricità, materiali, macchinari per la spedizione e la lavorazione. E alcuni clienti non accetteranno gli aumenti, comprimendo i nostri profitti». Guardando al futuro, le aziende giapponesi prevedono un miglioramento delle condizioni commerciali in primavera (a +6 ad aprile).  

Gli investimenti esteri in Cina sono saliti del 6,3% nel 2022 

Gli investimenti esteri in Cina (Ide) sono cresciuti del 6,3% su base annua a 1.270 miliardi di yuan nel 2022, secondo i dati del Ministero del Commercio. In termini di dollari Usa, gli Ide sono aumentati dell'8% rispetto all'anno precedente a 189,13 miliardi. 

Gli investimenti esteri nell'industria manifatturiera sono saliti del 46,1% rispetto all'anno precedente a 323,7 miliardi di yuan, mentre quelli delle industrie high-tech sono aumentati del 28,3%. Sono stati osservati incrementi dalla Corea del Sud (64,2%), Germania (52,9%), Regno Unito (40,7%), Ue (92,2%) e dai paesi dell'area Asean (8,2%). (riproduzione riservata)



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