skin track
La Bce taglia i tassi di interesse di 25 punti base al 2%
Banche centrali Leggi dopo

La Bce taglia i tassi di interesse di 25 punti base al 2%

05 giugno 2025, 14:18 Ultimo aggiornamento: 16:41

Si tratta dell’ottavo ribasso al costo del denaro da parte di Francoforte. Riviste al ribasso le stime sull’inflazione, invariate quelle sulla crescita. Occhi puntati sulla presidente, Christine Lagarde, e sulle indicazioni sulle prossime mosse del meeting di luglio | Le azioni pronte a correre anche del 58% e le migliori occasioni su bond, valute, oro e cripto | Mutui, che cosa conviene adesso: fisso o variabile?

Ennesima sforbiciata sui tassi di interesse. La Banca Centrale Europea ha abbassato per l’ottava volta il costo del denaro, tagliando i tassi di riferimento di 25 punti base. Pertanto, i tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale saranno ridotti rispettivamente al 2%, al 2,15% e al 2,40%, con effetto dall’11 giugno 2025.

L’incognita sulle prossime mosse

Gli occhi sono ora puntati sul discorso della presidente Christine Lagarde alle 14:45 e sulle indicazioni che potrebbe dare sulle prossime mosse del meeting di luglio. Mentre finora il percorso sul taglio dei tassi è sembrato prestabilito, quello di giugno è probabilmente stato l’ultimo ribasso ampiamente prevedibile. Mercati e investitori si chiedono adesso cosa ha intenzione di fare di qui in avanti Francoforte. 

«Ci sono validi motivi per ritenere che l’attuale ciclo dei tassi della Bce abbia probabilmente raggiunto il punto più basso, intorno al 2%, a condizione che l’economia europea riesca ad assorbire lo shock derivante dai dazi statunitensi senza subire gravi perturbazioni», commenta Sylvain Broyer, chief economist Emea di S&P Global Ratings dopo l’annuncio. Guardando al futuro, tuttavia, l’evoluzione dell’inflazione, secondo l’economista, potrebbe richiedere alla Bce di considerare nuovi aumenti dei tassi, potenzialmente già dalla fine del 2026. «Questa previsione è sostenuta da fattori come il prossimo stimolo fiscale in Germania e i persistenti colli di bottiglia nel mercato del lavoro, che rappresentano rischi al rialzo per l’inflazione. Vale la pena notare che le aspettative di inflazione dei consumatori hanno già iniziato a risalire, sottolineando la necessità di mantenere alta l’attenzione in materia di politica monetaria», conclude Broyer.

La Bce rivede al ribasso le stime sull’inflazione

Riviste al ribasso le stime sull’inflazione, mentre restano invariate quella sulla crescita. Secondo gli esperti di Francoforte, l’inflazione complessiva si collocherebbe in media al 2% nel 2025, all’1,6% nel 2026 e al 2,0% nel 2027. Le revisioni al ribasso rispetto alle proiezioni di marzo (di 0,3 punti percentuali per il 2025 e il 2026) «riflettono principalmente le ipotesi di prezzi dell’energia inferiori e di un rafforzamento dell’euro», spiegano dalla Bce. Gli esperti si attendono che l’inflazione core (il dato al netto della componente energetica e alimentare) si porti in media al 2,4% nel 2025 e all’1,9% nel 2026 e nel 2027, sostanzialmente invariata da marzo.

Per quanto riguarda la crescita del prodotto interno lordo (pil) in termini reali, secondo gli esperti si attesterà in media allo 0,9% nel 2025, all’1,1% nel 2026 e all’1,3% nel 2027. La proiezione di crescita invariata per il 2025 riflette un «andamento nel primo trimestre più vigoroso rispetto alle attese associato a prospettive più deboli per il resto dell’anno», spiegano da Francoforte. Benché ci si attenda che l’incertezza relativa alle politiche commerciali gravi sugli investimenti delle imprese e sulle esportazioni, soprattutto nel breve termine, l’incremento degli investimenti pubblici in difesa e infrastrutture sosterrà sempre più la crescita nel medio periodo.

Il focus sull’impatto dei dazi

In un contesto di elevata incertezza, gli analisti della Bce hanno anche valutato alcuni meccanismi attraverso i quali politiche commerciali differenti potrebbero influire su crescita e inflazione in alcuni scenari alternativi formulati a scopo illustrativo. In questa analisi di scenario, «un ulteriore acuirsi delle tensioni commerciali nei prossimi mesi determinerebbe livelli di crescita e di inflazione inferiori a quelli dello scenario di base delle proiezioni», si legge nella nota di Francoforte, «al contrario, se le tensioni commerciali dovessero risolversi con esito favorevole, la crescita e, in misura minore, l’inflazione sarebbero superiori rispetto allo scenario di base». (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza