Ennesimo taglio dei tassi della Banca Centrale Europea. Nel meeting di marzo Francoforte ha deciso di abbassare il costo del denaro di 25 punti base, portando i tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale rispettivamente al 2,50%, al 2,65% e al 2,90%, con effetto dal 12 marzo 2025. Il ribasso al costo del denaro di marzo era ampiamente previsto dal mercato. Sul futuro invece non ci sono ancora indicazioni precise e la presidente del board, Christine Lagarde, nel corso della conferenza stampa post meeting non ha escluso una pausa nella prossima riunione del 17 aprile 2025.
Francoforte ha confermato ancora una volta che «il processo disinflazionistico è ben avviato». Gli analisti della Bce stimano però adesso che l’inflazione complessiva si collocherà in media al 2,3% nel 2025, all’1,9% nel 2026 e al 2% nel 2027. «La revisione al rialzo dell’inflazione complessiva per il 2025 riflette la più vigorosa dinamica dei prezzi dell’energia», spiegano gli esperti.
Quanto all’inflazione core (al netto della componente energetica e alimentare) si assesterà in media al 2,2% nel 2025, al 2% nel 2026 e all’1,9% nel 2027. «L’andamento dell’inflazione ha continuato a rispecchiare pressoché le attese dei nostri esperti e le ultime proiezioni sono strettamente in linea con le prospettive di inflazione precedenti» aggiungono gli economisti.
Quanto alla crescita, secondo Francoforte «l’economia fronteggia perduranti difficoltà». Per questo gli esperti hanno nuovamente corretto al ribasso le proiezioni di crescita: allo 0,9% nel 2025, all’1,2% nel 2026 e all’1,3% nel 2027. In questo caso, «le revisioni al ribasso per il 2025 e il 2026 riflettono la diminuzione delle esportazioni e la continua debolezza degli investimenti, in parte a seguito dell’elevata incertezza sulle politiche commerciali e su quelle economiche più in generale», spiegano gli esperti. (riproduzione riservata)