Pochi listini sono attivi oggi in Asia, alle ore 7:10 italiane l'Hang Seng è sotto la parità, mentre l'ASX/200 australiano cede lo 0,25% dopo che la Banca centrale ha alzato i tassi. L'oro perde a sua volta lo 0,25% a 1.858 dollari l'oncia, il petrolio Wti americano è in calo dello 0,2% a 104,91 dollari il barile. L'euro passa di mano laterale a 1,0509, lo yen a 130,12, mentre il T bond decennale rende il 2,98% e i futures su Wall Street sono positivi per lo 0,4%.
La Reserve Bank of Australia ha aumentato oggi il costo del denaro di 25 punti base portandolo allo 0,35%, un valore superiore al consenso del mercato. E' stato il primo aumento dei tassi da novembre 2010, con il consiglio che ha segnalato un ulteriore inasprimento in arrivo mentre cerca di domare l'aumento dei prezzi. La banca centrale ha spiegato che l'economia si è dimostrata resiliente mentre l'inflazione è aumentata più rapidamente e la crescita dei salari è in ripresa. Domani sarà la volta della Fed ad alzare i tassi per lo 0,5%, mentre i mercati si aspettano un costo del denaro al 2,5% entro dicembre.
Questa mattina i futures sul greggio americano scambiano attorno a 105 dollari il barile dopo essersi stabilizzati al rialzo nella sessione precedente,dal momento che la robusta domanda di prodotti raffinati ha superato i timori di un rallentamento della Cina dove diverse città sono ancora in lockdown (oggi Shanghai ha permesso ad alcuni resdienti di uscire di casa, mentre Pechino sta conducendo test di massa su milioni di persone). Le esportazioni record di carburante dalla costa del Golfo degli Stati Uniti stanno prosciugando le forniture locali, spingendo i margini del diesel a nuovi massimi.
Il problema resta nel fatto che il petrolio e gas russi stanno per essere tagliati definitivamente fuori dai mercati. Gli investitori stanno seguendo da vicino le decisioni da parte dell'Ue che si è ripromessa di vietare le importazioni di petrolio russo entro la fine dell'anno, risparmiando però l'Ungheria e la Slovacchia da un embargo a causa della loro dipendenza dal greggio degli Urali mentre la guerra in Ucraina non dà segnali di una svolta. Circa la metà dei 4,7 milioni di barili al giorno di esportazioni di greggio della Russia va all'Ue, fornendo un quarto delle importazioni di petrolio della comunità europea (dati del 2020).
Nel frattempo, i fornitori di tecnologia a Taiwan stanno soffrendo i vincoli sul fronte della fornitura, anche per gli stessi materiali di imballaggio. Taipei è un fornitore fondamentale per l'ecosistema elettronico globale, produce tecnologia utilizzata in qualsiasi oggetto, dai frigoriferi, agli smartphone, dalle automobili ai missili.
I commenti di alcuni importanti gruppi del settore nell'ultima settimana offrono un'immagine della situaizone, sia sul fronte delle opportunità che dei problemi che le società della tecnologia devono affrontare: un mercato forte per i prodotti, in particolare nel settore automobilistico e nell'informatica di fascia alta, ma resta forte la difficoltà nel garantire la produzione, in particolare dai luoghi in Cina chiusi per lockdown, scrive oggi Reuters.
Il principale produttore di pannelli piatti taiwanesi, AU Optronics, ha registrato un calo dell'utile netto del primo trimestre di oltre la metà rispetto all'anno precedente. AUO fornisce display per le principali case automobilistiche, come Tesla e per i notebook di fascia alta, ma i materiali che minacciano di limitare la produzione sono spesso legati alla bassa tecnologia.
"Meno è importante il materiale, più è carente. Perché? Perché costa poco e abbiamo quindi bisogno di trasportarlo in grandi volumi. Ma in questo momento la sfida più grande è il trasporto stesso", ha spiegato il presidente, Paul Peng, in conference call con gli analisti. (riproduzione riservata)