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Raffaele Fitto
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Ue rilancia su alta velocità e carburanti sintetici per aerei e navi. Ecco il piano per collegare le capitali europee in treno

05 novembre 2025, 10:55 Ultimo aggiornamento: 14:53

L’Unione Europea presenta un piano per potenziare la rete ferroviaria del Vecchio Continente. La Commissione pensa anche ad aerei e navi e stimolerà gli investimenti nei carburanti a basse emissioni per decarbonizzare i due settori

Ridurre la distanza su rotaia tra le capitali europee e stimolare gli investimenti sui carburanti sintetici a basse emissioni per decarbonizzare il settore navale e l’aviazione. La Commissione presenta un pacchetto trasporti che non ha solo l’obiettivo di facilitare gli spostamenti in Europa, ma anche quello di rafforzare l’economia, la coesione sociale e l’autonomia strategica del Vecchio Continente, accelerando allo stesso tempo sulla transizione energetica.

Treni e combustibili sintetici: i due progetti dell’Ue

Bruxelles potenzierà la rete ferroviaria ad alta velocità, finora concentrata in quattro Paesi: Spagna, Italia, Francia e Germania. L’obiettivo non è solo collegare meglio le capitali e limitare i voli aerei a corto raggio, ma anche ridurre i prezzi, migliorare l’interoperabilità con biglietti transfrontalieri e stimolare la concorrenza. Con un sostegno inoltre alle società del settore, per evitare un nuovo sorpasso da parte dell’Asia. 

«La ferrovia ad alta velocità è coesione in azione. Migliorare i tempi di viaggio tra le capitali è un risultato tangibile e pragmatico della nostra volontà di rendere l’Europa più unita e più efficiente. Riavvicinerà i cittadini, faciliterà le imprese in tutta l’Ue e contribuirà al diritto di rimanere», commenta Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo per la Coesione e le Riforme.

Ma la Commissione non si è concentrata solo sui treni. Il settore navale e l’aviazione dipendono al 100% dai combustibili fossili e per decarbonizzarsi avranno bisogno dei carburanti sintetici a basse emissioni viste le difficoltà per elettrificare il settore. L’Ue mobiliterà 3,4 miliardi per stimolare gli investimenti dei produttori di questi combustibili, creando un’offerta interna sufficiente a soddisfare la domanda e a favorire la transizione energetica. 

«Il pacchetto odierno mira a rafforzare la competitività dell’Europa, muovendosi con decisione verso un futuro a zero emissioni nette. Investendo in ferrovie più veloci e meglio collegate e incrementando i combustibili rinnovabili e a basse emissioni, stiamo rendendo il sistema di trasporto più pulito, resiliente e accessibile», osserva Apostolos Tzitzikostas, commissario per i Trasporti Sostenibili e il Turismo.

Il piano per l’alta velocità

Con il piano sulle ferrovie la Commissione punta innanzitutto a ridurre la distanza tra le capitali. Entro il 2030 si arriverà a Copenaghen da Berlino in quattro ore invece che sette. Nel 2035 si potrà andare da Atene a Sofia in sei ore, non più in 14. L’intera rete europea ad alta velocità sarà pronta nel 2040, un progetto basato su quattro pilasti. 

Si partirà dall’infrastruttura, potenziata soprattutto nell’Europa orientale (in particolare nel Baltico) e centrale con 550 miliardi di investimenti che garantiranno benefici per 200 miliardi e creeranno una rete digitale comune, interoperabile e sicura. Poi si interverrà sulla normativa per migliorare i sistemi di prenotazione transfrontalieri. Sarà possibile comprare un unico biglietto anche se le compagnie e i mezzi di trasporto sono diversi. Sarà sviluppato un mercato di seconda mano per vagoni e carrozze. E finanziata la ricerca per produrre materiale rotabile ad alta velocità di nuova generazione.

Il terzo pilastro riguarda l’approvvigionamento ferroviario, perché la produzione non riesce a stare al passo con la domanda. Per costruire un nuovo treno servono da 4 a 6 anni, troppi in un momento storico in cui i concorrenti asiatici diventano sempre più efficienti. Per rimediare l’Ue propone treni ad alta velocità più standardizzati, ideali per accelerare la produzione e renderla meno costosa. Infine la governance, da rafforzare con un migliore coordinamento a livello politico.

Gli investimenti sui combustibili sintetici

Nel piano di Bruxelles c’è spazio anche per navi e aerei. Secondo la Commissione serviranno almeno 20 milioni di tonnellate di carburanti sintetici a basse emissioni entro il 2035 per decarbonizzare questi settori, ma oggi gli obblighi normativi non lo permettono. In Europa i costi di produzione sono anche dieci volte superiori rispetto al resto del mondo, fattori che frenano gli investimenti nel settore.

Se l’offerta fatica, la domanda internazionale di combustibili sintetici resta alta e quindi l’Ue vuole sfruttare l’occasione per diventare leader nel settore. Ci vorranno però 100 miliardi di investimenti entro il 2035, soldi che per la maggior parte dovrà arrivare dai privati. A loro Bruxelles manda un messaggio di sostegno e chiede uno sforzo nei prossimi due, cruciali per raggiungere gli obiettivi del 2030.

Per aiutarli a produrre in Europa la quantità di carburante necessaria, l’Ue mobiliterà 2,9 miliardi entro il 2027 e altri 500 milioni in un progetto pilota con gli Stati membri. Bruxelles lavorerà anche a un programma europeo per far interfacciare produttori di combustibili e acquirenti, in modo da garantire ritorni immediati e ridurre i rischi. Il quadro è completato da un’ulteriore semplificazione normativa e dal rafforzamento dei partenariati internazionali, misure pensate proprio per stimolare gli investimenti privati soprattutto nelle fasi iniziali. (riproduzione riservata)



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