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L’Italia centra l’85% dei target sul risparmio energetico. Ma il motore dei bonus si è spento
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L’Italia centra l’85% dei target sul risparmio energetico. Ma il motore dei bonus si è spento

09 luglio 2026, 16:16

La riduzione degli incentivi si riflette sul mercato delle riqualificazioni: nel 2025 gli interventi si sono quasi dimezzati e gli investimenti sono scesi a 3,6 miliardi. Intanto prende forma la transizione verso case sempre più elettriche 

L’Italia ha già centrato l’85% dell’obiettivo intermedio di risparmio energetico fissato dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (Pniec) per il periodo 2021-2030. Ma la forte spinta, data dai bonus edilizi, sta esaurendo la sua corsa. È questo il doppio messaggio che emerge dal quindicesimo Rapporto Annuale sull’Efficienza Energetica, presentato a Roma dall’Enea. 

Il traguardo raggiunto finora resta significativo. Tra il 2021 e il 2025, le misure di efficientamento attuate in Italia hanno generato un risparmio cumulato di 5,08 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio), una quota vicina al traguardo intermedio di 6 Mtep. Per dare un’idea della misura, si tratta di un risparmio pari ai consumi elettrici annuali di due grandi regioni con l’Emilia-Romagna e il Veneto messe assieme. 

Il crollo dell’Ecobonus nel 2025: i numeri dello scossone

Dietro l’ottimismo dei numeri aggregati, tuttavia, i dati più recenti rivelano un’inversione di tendenza. Il rapporto evidenzia una forte frenata dei risparmi energetici annuali ottenuti attraverso le riqualificazioni edilizie nel solo anno 2025, in cui i benefici legati ai nuovi interventi di efficientamento sono scesi a 0,24 Mtep, facendo registrare un taglio del 37% rispetto all’anno precedente. 

L’Enea associa direttamente questa frenata al progressivo ridimensionamento degli incentivi statali. A confermarlo sono i numeri specifici sull’Ecobonus relativi ai lavori conclusi alla fine dello scorso anno. Rispetto al 2024, il mercato ha subito una drastica contrazione: il numero totale di interventi è quasi dimezzato (-47,81%), gli investimenti complessivi sono scesi a circa 3,6 miliardi (-42,52%) e il risparmio energetico generato dai nuovi lavori si è più che dimezzato (-55%).

Nuove regole, aliquote ridotte e l’addio definivo al gas 

La frenata si spiega con le nuove regole introdotte dalla Legge di Bilancio, che hanno ridotto l’Ecobonus al 50% per la prima casa e al 36% per le seconde case, introducendo anche un tetto alle detrazioni per i redditi sopra i 75 mila euro. Ma la novità più rilevante, in linea con la direttiva europea sulle «Case Green» (Epbd), è lo stop tassativo ai bonus per le caldaie a condensazione alimentate esclusivamente a gas o altri combustibili fossili. I sistemi a gas che compaiono ancora nei registri del 2025 si riferiscono infatti solo a vecchie spese avviate prima del blocco normativo.

L’analisi dell’Enea mostra che le risorse sono state assorbite quasi interamente dalle case (l’87,79% della spesa nazionale) e si sono concentrate soprattutto al Nord, con la Lombardia (28,02%) e il Veneto (13,64%) in testa. Più della metà dei cittadini ha scelto la via più semplice: la sostituzione di finestre e infissi ha rappresentato il 53,31% dei lavori, seguita dall’isolamento termico di pareti e tetti. I lavori hanno riguardato soprattutto i palazzi costruiti negli anni Sessanta e Settanta, mentre le case storiche sono rimaste indietro.

Nella casa del futuro 

L’obiettivo europeo a lungo termine è chiaro: neutralità climatica entro il 2050 e solo «Edifici a Emissioni Zero» per le nuove costruzioni dal 2030.I n questo scenario, l’elettrificazione del riscaldamento è la chiave di volta e le pompe di calore ne sono il cuore tecnologico. Si tratta di una sfida non solo ambientale ma anche economica: a differenza del fotovoltaico, un settore oggi dominato dalle aziende cinesi, quello delle pompe di calore rappresenta una filiera industriale europea forte e competitiva.

Allo stesso tempo, la tecnologia sta cambiando il volto delle case che sta smettendo di essere un consumatore «passivo» di energia. Grazie ai contatori intelligenti e alle batterie domestiche, i sistemi di riscaldamento e climatizzazione saranno in grado di dialogare con la rete, assorbendo e accumulando energia quando c’è abbondanza di fonti rinnovabili o quando le tariffe costano meno, aiutando a bilanciare la rete elettrica nazionale e offrendo alle famiglie lo scudo più efficace per proteggersi dalla volatilità dei prezzi e dai futuri rincari energetici. (riproduzione riservata) 



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