L’Asia apre la settimana in rosso, lunedì 15 aprile, dopo l’attacco dell’Iran a Israele, ad accezione della Cina. Alle ore 7:30 italiane il Nikkei cede lo 0,9%, Hong Kong lo 0,55%, Shanghai balza dell’1,3%, mentre l’oro scivola dello 0,12% e il petrolio Wti americano perde lo 0,55% a 85,19 dollari il barile.
Sul fronte valutario, l’euro si porta in leggero rialzo a 1,0654, perde notevole terreno lo yen (-0,4% a 153,82) scendendo ai minimi dal 1990. I mercati, intanto, vendono il T bond il cui rendimento sale dal 4,52% al 4,556%, mentre i futures sul Nasdaq sono di nuovo positivi per lo 0,4% dopo la brutta sessione di venerdì di Wall Street.
I mercati valutano l’impatto dei massicci attacchi di droni e missili dell’Iran contro Israele avvenuti nel fine settimana. Sabato Teheran ha lanciato oltre 300 droni e missili contro obiettivi militari in Israele in un attacco che il presidente Usa, Joe Biden, ha definito «senza precedenti».
Gli Stati Uniti sono intervenuti per aiutare direttamente Israele ad abbattere quasi tutti i missili in arrivo, ha spiegato Biden sabato.
Il cancelliere tedesco Olaf Scholz è in Cina per una missione speciale. Scholz avvertirà il presidente cinese Xi Jinping che deve agire presto per evitare i dazi stabiliti dall’Unione Europea per equilibrare le relazioni commerciali, anche sui veicoli elettrici, scrive Bloomberg. L’Ue si muove cauta nei confronti dell’utilizzo da parte della Cina di un massiccio sostegno pubblico in settori fondamentale come il tech e l’automotive e negli ultimi mesi ha inasprito la sua posizione.
Secondo International Data Corporation, le vendite globali di iPhone da parte di Apple sono diminuite del 9,6% nei primi tre mesi del 2024 rispetto allo stesso periodo del 2023.
IDC ha scritto poi che Samsung è riuscita scalzare Apple dal podio come principale fornitore globale di smartphone nel primo trimestre dell’anno. Nel frattempo, secondo i dati preliminari, le vendite globali di smartphone sono aumentate del 7,8% su base annua, suggerendo una buona ripresa del settore.
Apple ha registrato un calo delle vendite di iPhone in Cina a causa della crescente concorrenza di Huawei, sostenuta dallo Stato nell’uso dei dispositivi da parte dei dipendenti pubblici.
L’attività sui mercati azionari cinesi è scesa ai minimi da decenni, di pari passo con la crisi dei listini. Nel primo trimestre del 2024 le società cinesi hanno raccolto solo 6,4 miliardi di dollari tra ipo, ABB e e azioni convertibili, il livello più basso mai registrato, secondo Dealogic.
La raccolta fondi nei mercati offshore (fuori dalla Cina continentale), inclusa Hong Kong è pari a 1,6 miliardi di dollari, la cifra più bassa dal 2003. Le fusioni e acquisizioni hanno pesato per 2,5 miliardi, l’importo più basso dal 2005. (riproduzione riservata)