L'Asia chiude la settimana sottotono, non aiutano le tensioni geopolitiche e il fatto che due colossi tech come Apple e Amazon abbiano perso molto terreno nelle contrattazioni afterhours. Il primo cede il -3,5% dopo che i vincoli sul lato fornitura hanno avuto un impatto maggiore del previsto nei confronti delle vendite. Amazon perde il 4% sempre nel trading post chiusura di Wall Street dopo aver fornito una previsione dei ricavi sotto le attese degli analisti.
Alle ore 7:20 italiane il Nikkei è appena sopra la parità, Hong Kong cede lo 0,49% e Shanghai sale dello 0,28%. L'oro cede lo 0,4% a 1.795 dollari l'oncia, il petrolio Wti americano scambia laterale a 82,9 dollari il barile. L'euro cala dello 0,13% a 1,1669, mentre lo yen e la sterlina scambiano laterali a 113,62 e a 1,3793. Piovono vendite sul T bond Usa decennale il cui rendimento passa dall'1,57% all'1,598%, mentre i futures sul Nasdaq perdono lo 0,8% e quelli sull'S&P 500 lo 0,45%.
L'ASX 200 in Australia cede quasi l'1,5%, con i titoli finanziari diretti verso il loro giorno peggiore da oltre tre settimane, tra le crescenti aspettative che la Reserve Bank of Australia annuncerà una revisione dell'obiettivo di rendimento dei bond al 2024 nella sua riunione di novembre la prossima settimana. La banca centrale del Paese oggi non ha acquistato le obbligazioni e ha visto i loro rendimenti salire fino allo 0,763%, quasi otto volte il livello target della Rba.
Il rendimento dei titoli del Tesoro Usa a 10 anni è salito oggi, mentre, come spiega Bloomberg, si è invertita la curva tra la lunghezza dei 20 e dei 30 anni (avviene quando il tasso d'interesse pagato all'investitore per un titolo a breve termine è superiore a quello di lungo termine, il mercato vende l'emissione più breve anche per il timore di una stretta monetaria) per la prima volta da quando il governo degli Stati Uniti ha reintrodotto la scadenza a due decenni nel 2020.
Secondo fonti di Reuters dall'Asia, il colosso immobiliare China Evergrande avrebbe pagato oggi la cedola scaduta un mese fa per evitare il default nelle prosisme ore. Ma il titolo a Hong Kong perde l'1,25% a 2,38 dollari locali.
L'India ha schierato armi di fabbricazione statunitense di recente acquisizione lungo il confine con la Cina, parte di una nuova forza offensiva per rafforzare le sue capacità. La mossa è incentrata nel Nordest dell'India, sull'altopiano di Tawang confinante con il Bhutan e il Tibet, un pezzo di terra rivendicato dalla Cina ma controllato da Dehli. La notizia è arrivata quando l'India ha testato un missile balistico intercontinentale con capacità nucleare e una gittata di 5.000 chilometri. Nel frattempo aumentano le tensioni fra Stati Uniti e Cina su Taiwan, aggravando la crisi dei dazi iniziata con le tariffe sull'acciaio dell'ex presidente Donald Trump nel marzo 2018. (riproduzione riservata)