È stato un 2023 dolce amaro per l’export del Lazio che ha visto un calo rispetto al 2022 (-11%), ma allo stesso tempo è riuscito a mantenere livelli storicamente elevati, grazie a poli tecnologici e distretti.
La fotografia in bianco e nero è quella scattata dalla ricerca sui distretti industriali e sui poli tecnologici del Lazio curata dal Research Department di Intesa Sanpaolo.
Dopo un biennio in crescita - +1,6% nel 2021 e +9,2% nel 2022 - le esportazioni lo scorso anno hanno frenato a circa 13,6 miliardi di euro, in calo di circa 1,7 miliardi rispetto al 2022. Performance negative per poli e distretti: arretrano sui mercati esteri i poli tecnologici (-9,5% per la farmaceutica, -19,6% per l’aerospazio e -13,5% per l’ICT romano), ma anche il distretto viterbese (-12,7% per la ceramica di Civita Castellana); l’unico in crescita è quello agro-alimentare (+14% l’ortofrutta dell’Agro-pontino).
Lo studio spiega che si tratta di risultati che vanno letti alla luce della forte crescita degli anni passati, spesso condizionati da oscillazioni dovute a commesse pluriennali (come nel caso dell’aerospazio) o da scambi intra-firm (come per la farmaceutica), in un anno caratterizzato da un marcato rallentamento del commercio internazionale.
In questo quadro l’economia laziale può contare su alcuni fattori di competitività che registrano un incremento nel numero degli addetti, tra i quali spicca l’aerospazio, con oltre 2.800 addetti in più rispetto al 2012, ma anche altri settori più tradizionali, come la meccanica.
Elevata è anche la presenza di start-up innovative: il Lazio si conferma al secondo posto in Italia per numero, con circa 1.600 start-up innovative ad aprile 2024, dopo la Lombardia che ne annovera oltre 3.400.
A fare da motore agli investimenti per il futuro saranno la transizione digitale e quella green, come emerge da una survey interna di Intesa Sanpaolo sul sentiment delle imprese.
«Le aziende stanno affrontando queste due importanti transizioni che rappresenteranno snodi fondamentali per tutto il sistema produttivo, non solo del Lazio ma di tutto il Paese» spiega, a Milano Finanza, Roberto Gabrielli, direttore regionale Lazio e Abruzzo di Intesa Sanpaolo. «Le imprese che investono oggi possono ritagliarsi un importante vantaggio competitivo nel prossimo futuro. Per questo il gruppo ha messo a disposizione enormi risorse: parliamo di oltre 400 miliardi dal Pnrr e altri 120 miliardi dedicati a tutto il sistema delle imprese da qui al 2026, perché sono sì importanti le risorse, ma anche i progetti che le imprese possono portare avanti per sviluppare nuove iniziative sui mercati internazionali», conclude il manager. (riproduzione riservata)