Si sono guastati i rapporti tra Italia e Russia e tra Italia e Stati Uniti. Non certo per colpa dell’Italia, ma per la crescente debolezza dei due suoi interlocutori. In pochi giorni la premier italiana Giorgia Meloni è stata attaccata e accusata di tradimento da entrambe quelle che un tempo venivano chamate «superpotenze». Il presidente statunitense Donald Trump l’ha definita «inaccettabile e senza coraggio». Mentre il giornalista russo Vladimir Solovyov, neonazionalista e vicinissimo a Putin, ha usato parole anche più dure: «Cattiva e vergogna della razza umana».
Tali prese di posizione sono sintomo di una «crescente debolezza nonché confusione politica e sugli obiettivi da perseguire da parte della classe governativa sia statunitense sia russa. Il che inevitabilmente si trasmette nelle interazioni con gli interlocutori del panorama internazionale». Lo ha dichiarato a MF-Milano Finanza Giorgio Starace, già ambasciatore italiano in Russia, Giappone ed Emirati Arabi Uniti nonché autore del libro «La pace difficile-Diari di un ambasciatore a Mosca».
Il governo italiano è stato preso particolarmente di mira per due distinte motivazioni, che partono però dalla medesima «delusione»: tanto gli Usa quanto la Russia si attendevano maggiori tentennamenti (a loro più favorevoli) in materia di schieramenti di politica estera da parte del governo Meloni, anche alla luce dei precedenti storici. Invece la linea dell’Italia si è dimostrata «coerente e stabile, e anche inevitabilmente europea nel pieno di una tempesta che ormai, con forme e impatti diversi, dura da anni». Ecco che, spiega il diplomatico, il governo Meloni non ha esitato a «dare risposte nette nei confronti di un certo tipo di retorica statunitense e non ha mai fatto mancare, sottolineandolo, il sostegno all’Ucraina contro l’invasore russo».
Soffermando la lente di ingrandimento sulla Russia, il fenomeno è duplice. Si è già mosso qualcosa a livello governativo e si inizia a percepire «un nervosismo crescente a Mosca». Da un lato, come accennato, i dirigenti russi si aspettavano «un cambio netto di posizionamento da parte del governo di centro destra rispetto a quanto perseguito dal precedente esecutivo guidato da Mario Draghi. E ovviamente a loro più favorevole», sottolinea Starace. Ma così non è stato, anzi. «Non si nota alcun cambiamento in politica estera e nella gestione del conflitto in Ucraina», precisa Starace. Dall’altro lato, c’è sempre stato un rapporto «storico e culturale importante tra il popolo russo e quello italiano». Da sempre di un’altra «qualità rispetto a quello intercorso tra i rispettivi governi». Tanto che, secondo l’ex ambasciatore, «Solovyov ha tentato attraverso i media di mettere in cattiva luce l’Italia con toni assolutamente inaccettabili. Sono sicuro che questi toni e la sostanza delle critiche non rispecchiano i sentimenti dei cittadini russi verso l’Italia». (riproduzione riservata)