Circa 315 miliardi di euro, che in prospettiva saranno molto di più. Tanto hanno speso per la Difesa nel 2024 i paesi dell’Unione Europea. E tra i primi 10 (si veda tabella) c’è anche l’Italia, con 32 miliardi di euro, pari all’’1,5% del pil. Al primo posto troneggia la Germania, con oltre 90 miliardi di euro e una proiezione a 400 miliardi nei prossimi 10 anni, che varrebbero oltre il 9% del pil. A mettere in fila Paesi e spese è un rapporto di Ubs (European Economic Perspectives Europe: Defence spending-key issues) che riepiloga anche l’entità dei futuri aumenti del budget militare.
Nel 2024 l’Europa ha destinato in media l’ 1,9% del pil al budget per la difesa. Ma se si escludono i Paesi Ue non membri dell’Alleanza Atlantica (Austria, Cipro, Irlanda e Malta), la media sale al 2,2%, sopra la soglia raccomandata dalla Nato.
Se la top ten per volume di spesa è dominata dalla Germania, a guidare la classifica della percentuale di pil destinata alla difesa è invece la Polonia con ben il 4,2%, seguita da Estonia, Lituania e Lettonia, tutti sopra il 3%: è l’effetto della minaccia russa dall’invasione dell’Ucraina in poi. Diversa la situazione nei grandi Paesi dell’Ue.
Germania e Francia sono già oltre il 2%, Italia e Spagna restano indietro nonostante gli impegni assunti. L’Italia, per esempio, non ha attivato la clausola di salvaguardia del Patto di Stabilità per aumentare la spesa militare. Pesa la politica, ma secondo Ubs a frenare è anche la limitata disponibilità di risorse fiscali. Conferma Lilia Cavallari presidente dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio: «L’utilizzo progressivo ma integrale della clausola di salvaguardia aumenterebbe a regime le spese per la difesa di 37 miliardi, frenando il percorso di consolidamento fino a renderlo incoerente con la riduzione del rapporto debito-pil». Ma il prossimo vertice Nato del 24-25 giugno 2025 alzerà l’asticella, puntando al 5%: il 3,5% per la spesa militare diretta e l’1,5% per infrastrutture e cybersecurity. (riproduzione riservata)