?????A tre anni dall'ingresso nella terna delle candidate, la missione spaziale Plasma Observatory - di cui è capofila Inaf e alla quale partecipa l’Università della Calabria - incassa il via libera decisivo dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e si appresta a entrare nella fase operativa. La missione consentirà per la prima volta uno studio tridimensionale e multi-scala della magnetosfera terrestre.
Per la progettazione e la costruzione dell'intera costellazione Plasma Observatory, l'Esa prevede un investimento complessivo a livello europeo di 727 milioni di euro. L'annuncio è arrivato del meeting dello Science Programme Committee (Spc) a Tenerife. L'organo, che riunisce riunisce i delegati dei 23 Stati membri dell'Esa, ha formalmente preso atto della raccomandazione scientifica dell'Agenzia a favore di Plasma Observatory.
L'approvazione definitiva e l'adozione ufficiale della missione sono previste per il prossimo meeting dell'Spc a novembre 2026, una volta consolidati gli impegni finanziari vincolanti delle singole agenzie spaziali nazionali. Subito dopo, Plasma Observatory entrerà ufficialmente nella Phase B1 per l'avvio delle attività di definizione del progetto.
La missione consentirà per la prima volta uno studio tridimensionale e multi-scala della magnetosfera terrestre, quella invisibile bolla magnetica che avvolge la Terra e protegge dalle radiazioni solari, rendendo di fatto possibile la vita sul nostro pianeta. Capire come questo scudo protettivo interagisce con le particelle elettricamente cariche (il plasma) provenienti dal Sole, ne cattura e dissipa l'enorme energia, è una delle sfide più affascinanti della fisica moderna.
Per la progettazione e la costruzione dell'intera costellazione Plasma Observatory, l'Esa prevede un investimento complessivo a livello europeo di 727 milioni di euro. L'investimento testimonia la portata di un progetto in cui l'Università della Calabria, per i prossimi 15-20 anni di esplorazioni spaziali, giocherà un ruolo da assoluta protagonista.
A rappresentare l'Italia nel team scientifico ristretto della missione, oltre all'Ateneo calabrese, ci sarà l'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), il principale ente di ricerca nazionale per lo studio dell'universo. Il ruolo dell'Unical è centrale. Francesco Valentini, professore ordinario e direttore del Dipartimento di Fisica dell'Ateneo, è infatti membro dello Science Study Team (Sst) dell'Esa. Questo gruppo direttivo, composto da 9 scienziati provenienti da tutta Europa, include anche Maria Federica Marcucci (Inaf-Iaps di Roma) e Alessandro Retinò (Cnrs di Parigi) nel ruolo di Lead Proposers.
L'Sst ha guidato il design della missione fino all'attuale trionfo e continuerà a supervisionare gli sviluppi scientifici in vista dei prossimi step fondamentali della missione. L'intero gruppo di ricerca di Astrofisica, Geofisica e Fisica dei Plasmi del Dipartimento di Fisica dell'Unical ha supportato la missione fin dalle fasi embrionali, fornendo un apporto essenziale.
«La raccomandazione scientifica dell'Esa a favore di Plasma Observatory non è solo uno straordinario successo accademico globale, ma l'innesco di un concreto processo di sviluppo per il nostro territorio», ha spiegato Valentini. «Questo traguardo ci proietta verso un orizzonte lavorativo e finanziario stabile fino al lancio della missione, previsto per il 2039. Potremo seguire l'intera evoluzione del progetto direttamente qui all'Unical».
Valentini ha quindi sottolineato come questo progetto sia «un'opportunità enorme per il Sud Italia. Formeremo e faremo crescere giovani talenti attorno a questa missione, creando anche in Calabria la futura generazione di scienziati che analizzerà i dati unici forniti dalla costellazione». Inoltre, ha aggiunto, «avremo l'opportunità di consolidare ulteriormente la sinergia strategica tra Unical e Inaf, già partner nella costruzione del radio-telescopio solare intitolato a Vincenzo Carbone nell'ambito del progetto Solaris».
Questo risultato «certifica l'eccellenza assoluta della ricerca del nostro Ateneo», ha aggiunto il Rettore dell'Università della Calabria, Gianluigi Greco. «Essere l'unica università italiana a sedere nello Science Study Team di una missione Esa di questa portata dimostra che l'Unical sa competere e vincere ai massimi livelli globali. Dal Sud Italia si può e si deve guidare l'innovazione scientifica europea. Le nostre infrastrutture e i nostri giovani scienziati sono pronti per questa sfida», ha sottolineato. (riproduzione riservata)