È un periodo intenso all’ufficio postale della Casa Bianca. Il presidente Donald Trump sta scrivendo più lettere del solito, e questa volta l’Unione Europea e il Messico ne stanno subendo le conseguenze. Tuttavia, potrebbe essere una lettera indirizzata a «Caro Jerome» a rappresentare la minaccia più grande per i mercati.
La minaccia degli Stati Uniti di imporre un dazio del 30% sui beni provenienti da Ue e Messico avrebbe potuto scioccare i mercati qualche mese fa, ma ormai gli investitori si sono abituati al gioco commerciale di Trump e probabilmente la interpreteranno come una tattica negoziale in vista della scadenza del 1° agosto, piuttosto che come uno scenario realistico.
I dazi sulle importazioni getteranno comunque un’ombra sugli utili aziendali, che inizieranno ad arrivare questa settimana con le grandi banche e Netflix. Tuttavia, con gli analisti che prevedono una crescita media annua del profitto delle società dell’S&P 500 pari al 4,8% nel secondo trimestre, secondo FactSet, l’asticella da superare è piuttosto bassa rispetto alla crescita del 13% registrata nel primo trimestre. Finché il trend legato all’intelligenza artificiale regge, i mercati dovrebbero rimanere tranquilli.
Quindi, c’è qualcosa che possa davvero fermare la corsa ai nuovi massimi delle borse? Bisogna guardare al presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. I dati sull’inflazione attesi per domani 15 luglio dovrebbero mostrare un aumento dei prezzi dello 0,3%, e gli economisti sono alla ricerca dei primi segnali che i dazi stiano iniziando a far salire i prezzi, ritardando così i tagli dei tassi d’interesse.
Con Powell pronto a rispondere alle domande dei consiglieri di Trump sui costi di ristrutturazione della sede della Fed, le tensioni con la Casa Bianca potrebbero raggiungere un punto critico.
Trump ha ribadito che non ha intenzione di rimuovere Powell. Ma il fatto che l’amministrazione stia cercando nuovi modi per fare pressione sulla banca centrale rappresenta attualmente il rischio maggiore per la fiducia dei mercati. Per quanto riguarda gli investitori, la lettera più pericolosa che Trump possa scrivere è quella che mette fine al rapporto con Powell. (riproduzione riservata)
