Il giorno dopo l'avvio del tapering della Fed l'Asia si muove positiva con un super dollaro in corsa, anche se il rialzo in corso dei rendimenti dei T bond può far seriamente male in prospettiva al debito delle società nel Fareast. A partire dal colosso cinese Evergrande, che ha sulle spalle 305 miliardi di dollari di debito. Il titolo perde oggi il 3,7% a Hong Kong, mentre l'indice Hang Seng si muove sopra la parità, il Nikkei sale dello 0,8% e Shanghai dello 0,7%.
L'oro guadagna lo 0,5% a 1.772 dollari l'oncia, il petrolio Wti americano cede lo 0,90% a 80,15 dollari il barile in attesa del meeting, oggi, dell'Opec+, con l'euro che cede lo 0,25% a 1,1583, lo yen lo 0,17% a 114,21, la sterlina lo 0,22% a 1,3654. Il T bond Usa decennale per ora resta in area 1,6% dopo il rally di ieri e i futures su Wall Street scambiano positivi per lo 0,2% in media.
Il greggio è in calo negli ultimi giorni a causa dell'accumulo di scorte negli Stati Uniti e per la notizia che l'Iran dovrebbe riprendere i colloqui con le potenze mondiali questo mese. Gli ultimi dati dell'Energy Information Agency hanno indicato un aumento di 3,3 milioni di barili delle scorte Usa rispetto a una previsione di mercato di 2,2 milioni.
I prezzi del petrolio sono sotto pressione dopo che l'Iran ha annunciato la ripresa dei negoziati su un accordo nucleare con le nazioni occidentali il 29 novembre, nel tentativo di rimuovere le sanzioni imposte dagli Stati Uniti. Oggi l'Opec+ dovrebbe riconfermare i piani per mantenere costanti gli aumenti mensili dell'offerta nonostante la pressione internazionale per aumentare la produzione.
Secondo Jeffrey Halley, analista di mercato per l'area Asia Pacifico di Oanda, il Fareast rischia di avvertire "lo stress del tapering più di altre regioni del mondo, soprattutto se, come previsto, il rally del dollaro continuerà e i rendimenti americani saliranno. Questo potrebbe portare a un'esplosione di inflazione importata in Asia se le banche centrali decideranno di non vendere riserve in valuta estera per difendere le proprie monete".
Probabilmente, aggiunge Halley, "l'elefante nella stanza sarà la Cina. Se il suo rallentamento continuerà per cause materiali, il Covid-19, le inadempienze del settore immobiliare o i vincoli nella catena di approvvigionamento dell'energia, il passaggio a uno yuan più debole darebbe al resto dell'Asia un problema da risolvere, specialmente nei mercati valutari", conclude l'analista.
Intanto il Pmi au Jibun Bank Japan Services è aumentato a 50,7 a ottobre da 47,8 del mese precedente, la prima espansione nel settore dei servizi da gennaio 2020. L'occupazione è leggermente aumentata, mentre i nuovi ordini sono diminuiti a ritmi più blandi. Allo stesso tempo, i nuovi ordini giunti dall'esportazione sono calati, con i Paesi dell'Asia-Pacifico alle prese con un'altra ondata di infezioni.
La Fed ieri ha deciso di ridurre il ritmo mensile dei suoi acquisti di attività nette di 10 miliardi di dollari per i titoli del Tesoro e di 5 miliardi per i titoli garantiti da ipoteca delle agenzie pubbliche a partire dalla fine di novembre (il totale precedente è di 80 miliardi mensili). Il governatore, Jerome Powell, ha spiegato che la Fed è pronta ad adeguare il ritmo degli acquisti se giustificato dai cambiamenti nelle prospettive economiche. Sul fronte dei prezzi, la Banca centrale ha osservato che l'inflazione è elevata e gli squilibri di domanda e offerta legati alla pandemia e alla riapertura dell'economia hanno contribuito a notevoli aumenti dei prezzi in alcuni settori. Tuttavia le pressioni dovrebbero essere transitorie. Powell ha precisato che la banca centrale può essere paziente sui rialzi dei tassi, ma non esiterà ad agire se l'inflazione continua a rimanere elevata. (riproduzione riservata)