La paura dei mercati per un rialzo dei tassi dello 0,75% a giugno da parte della Federal Reserve e la conferma del governo cinese di una politica Covid-zero mettono in difficoltà l'Asia a inizio settimana. Alle ore 7:10 italiane il Nikkei perde il 2,4%, Hong Kong è chiusa per festività, Shanghai si muove sopra la parità, mentre l'indice Asia Dow cede l'1,5%.
L'oro perde a sua volta lo 0,6% a 1.871 dollari l'oncia, il petrolio Wti americano, in attesa delle sanzioni del G7 su greggo e gas russo, sale dello 0,25% a 110 dollari il barile. E' intanto super dollaro di nuovo, il biglietto verde si rinfornza in media dello 0,4% contro le maggiori valute, l'euro passa di mano a 1,0506, lo yen a 131,05, la sterlina a 1,2276, mentre il T bond decennale rende il 3,14% (il Btp il 3,15%) e i futures su Wall Street perdono oltre l'1%.
Un percorso di rialzo troppo brusco del costo del denaro sta facendo temere agli investitori che le economie occidentali siano destinate a finire in recessione quest'anno, anche perché il presidente Xi Jinping nel weekend ha confermato l'importanta di tenere chiuse le città a causa dei contagi delle varianti Omicron del Covid. "Abbiamo assisituto ad una serie di aumenti dei tassi e comunicazioni da falco sullo sfondo del crollo dell'attività cinese ed europea, di nuove sanzioni sulla Russia e continue pressioni dal lato dell'offerta", hanno avvertito gli analisti di Barclays. "Questo determina attese di un'inflazione persistente che costringerà le banche centrali ad aumentare i tassi nonostante il forte rallentamento della crescita".
Il premier cinese, Li Keqiang, ha avvertito di una situazione occupazionale "complicata e grave" dal momento che Pechino e Shanghai hanno inasprito i limiti di movimento agli abitanti (sono quasi 50 milioni di persone nelle due megalopoli) nel tentativo di contenere i focolai di Covid nelle città più importanti del Paese. Li ha incaricato tutti i dipartimenti governativi e le regioni di dare la priorità alle misure per aiutare le società a mantenere i posti di lavoro e superare le attuali difficoltà, secondo quanto ha spiegato il governo nel weekend.
"La stabilizzazione dell'occupazione è importante per i mezzi di sussistenza delle persone, è anche un supporto chiave per consentire all'economia di operare entro un intervallo ragionevole", ha detto Li, esortando le imprese a riprendere la produzione con misure di lotta contro il Covid. Il tasso di disoccupazione è salito al 5,8% a marzo, il più alto da maggio 2020. La scorsa settimana i leader cinesi hanno messo in guardia contro i tentativi di porre in discussione la strategia Covid Zero del Paese.
Intanto John Lee, nominato amministratore delegato di Hong Kong in un'elezione che è stata definita ingiusta, ha promesso di rafforzare la sicurezza nazionale e accelerare l'integrazione della città con la Cina continentale. Parlando poco dopo l'annuncio della vittoria, l'ex funzionario di polizia e ministro della sicurezza ha spiegato che il nuovo lavoro richiede responsabilità sia nei confronti di Pechino che della città.
Le esportazioni dalla Cina sono aumentate del 3,9% su base annua ad aprile, battendo le previsioni di mercato per un +3,2%, un valore però contenuto se raffrontato con il +14,7% di marzo. È stato il primo aumento in 18 mesi, nonostante il persistere dell'incertezza della guerra in Ucraina, ma anche il più fiacco da giugno 2020.
Le importazioni in Cina sono rimaste inaspettatamente stabili rispetto all'anno precedente sempre ad aprile rispetto alle previsioni di mercato di un calo del 3% e dopo una flessione dello 0,1% un mese prima. Le importazioni di rame (il metallo serve per la lavorazione industriale) sono diminuite del 4,0% su base annua.
Le riserve valutarie sempre in Cina sono calate di 68 miliardi di dollari ad aprile a 3.120 miliardi di dollari, il livello più basso da giugno 2020 e sotto le previsioni per 3.133 miliardi. È stata la maggiore flessione degli ultimi 5 anni mentre il dollaro si è apprezzato ai massimi dal 2002. Nel frattempo, le riserve auree si sono attestate a 62,64 milioni di once ad aprile, invariate rispetto a marzo, ma il loro valore è sceso a 119,73 miliardi di dollari dai precedenti 121,66 miliardi. (riproduzione riservata)