skin track
L’acqua risorsa strategica. È il momento giusto per investire nel settore idrico
PNRR Leggi dopo

  

L’acqua risorsa strategica. È il momento giusto per investire nel settore idrico

02 dicembre 2022, 22:00 Ultimo aggiornamento: 03 dicembre 2022, 10:18

L’esclusivo piano di Cdp per richiamare il settore idrico all’azione, sfruttando le risorse del Pnrr e l’ascesa della finanza green | Come investire nel megatrend dell’acqua

In Italia è scoccata l’ora dell’acqua. Da sempre l’oro blu è la risorsa di base per i sistemi economici e sociali ma le conseguenze dei cambiamenti climatici hanno riacceso i riflettori sull’importanza di usare l’acqua in modo più efficiente e lungimirante. Mentre la complessa vicenda sul riassetto di Tim, bocciata dal governo l’ipotesi di una rete unica con Oper Fiber, sta facendo deflagrare la diversità di vedute tra Cdp e l’esecutivo Meloni e dunque mette in bilico il ruolo di ad di Dario Scannapieco, una certezza resta per la società chiave nello scacchiere delle partecipate pubbliche.

E’ il momento giusto per scegliere di investire nel settore idrico, in particolare nel servizio idrico integrato (che in parole povere significa acquedotti, distributori, fogne, depuratori). Un sistema particolarmente rilevante non solo perché raggiunge quasi 60 milioni di abitanti, con un consumo medio di 236 litri d’acqua pro capite, ma soprattutto per la sua dimensione di mercato: ricavi per 8,2 miliardi di euro all’anno, pari allo 0,5% del pil, e occupazione per 30mila addetti, lo 0,12% del totale degli impiegati in Italia. Questi sono i dati emersi dal documento coordinato da Andrea Montanino e Simona Camerano proprio per Cdp e visionato in anteprima da MF-Milano Finanza.

La rete infrastrutturale è inefficiente

Il servizio idrico integrato italiano è figlio di una carenza cronica di investimenti nel settore. Basti pensare che negli ultimi anni sono stati due i miliardi impiegati ogni anno dall’Italia per l’acqua contro i cinque miliardi delle economie paritetiche e che gli investimenti pro capite nel Bel Paese sono la metà della media Ue.

Di conseguenza gli impianti idrici italiani non possono che risultare obsoleti e la copertura del servizio ai cittadini incompleta, come si evince chiaramente dall’indagine pubblicata da Cdp. Particolarmente eloquente è il tasso di sostituzione della rete idrica italiana che è di appena lo 0,42%, dal che si evince che per un rinnovo degli impianti servirebbe più di mezzo secolo. Un tasso efficiente di ricambio dovrebbe essere almeno del 2% per chiudersi in 11 anni. Da sottolineare inoltre il fatto che il 36% della rete degli acquedotti ha un’età compresa tra 31 e 50 anni e il 22% ha più di 50 anni. Nondimeno le perdite degli impianti di distribuzione sono preoccupanti, toccando quota al 42% in confronto all’8% in Germania.

I limiti del sistema idrico italiano

I livelli inadeguati di investimento nel settore idrico integrato e dunque lo stato infrastrutturale della rete sono riconducibili a tre principali aspetti, spiega il report. Innanzitutto l’offerta è altamente frammentata.

Il servizio è infatti in mano a oltre 2.500 gestori su tutto il territorio nazionale. Di questi l’83% sono gestioni in economia operati direttamente dagli enti locali (il 77% al Sud) mentre solo il 17% è in mano a operatori industriali, che hanno maggiori capacità di spesa (49 euro contro 8 euro) ma che sono per lo più (53%) di piccole dimensioni con conseguenze negative in termini di efficienza, competitività e capacità di attrarre capitali. Inoltre, solo una parte degli operatori industriali del servizio idrico (60%) si occupa di tutte le fasi del ciclo integrato dell’acqua, con inevitabili impatti sulla capacità di programmare gli investimenti.

Un secondo elemento di criticità sono i ritardi relativi all’attuazione della governance istituita dal processo di riforma istituzionale avviato a metà anni ’90. Ancora indietro, denunciano gli esperti di Cdp, l’attuazione degli Enti di governo d’ambito, che avrebbero dovuto individuare un gestore affidatario unico per i rispettivi territori di riferimento e predisporre i programmi di intervento.

L’altro problema del sistema idrico italiano è che i suoi servizi vengono pagati troppo poco dai cittadini. Il 70% dei finanziamenti deriva infatti dalle tariffe versate dagli italiani ma queste sono molto più basse rispetto agli altri Paesi Ue e troppo differenziate lungo lo Stivale, nota Cdp. Nello specifico, la media nazionale italiana è di 2,15 euro per metro cubo di acqua consumata mentre Milano (0,76) e Roma (1,49) presentano un costo della risorsa idrica quasi 5 volte inferiore ai livelli di Berlino (5,3) e Copenaghen (5,46). Nel Sud Italia le tariffe sono ancora inferiori nonostante i maggiori costi strutturali e il tasso di morosità il doppio della media nazionale (14% di contro al 6,7%).

Il momento dell’acqua è adesso

Proprio per superare questi ostacoli, che ne limitano le potenzialità, il settore idrico italiano deve cavalcare il momento storico particolarmente favorevole, spendendo bene i 3,5 miliardi messi a disposizione dal Pnrr e sfruttando l’espansione della finanza green.

Da un lato, i fondi europei risultano cruciali perché non solo puntano a colmare le esistenti vulnerabilità della rete, ad esempio, con 900 milioni per ridurre le perdite nella distribuzione, ma prevedono anche due riforme che si rivelerebbero decisive per il sistema italiano: la semplificazione della normativa del Piano nazionale idrico e il rafforzamento del processo di industrializzazione del settore, soprattutto nel Mezzogiorno, favorendo la costituzione di operatori integrati, pubblici o privati.

Dall’altro lato, sul fronte dei capitali privati, l’acqua italiana deve fare leva sulla sua natura intrinsecamente sostenibile per diventare protagonista nel segmento della finanza green che continua a registrare una crescita imponente. Difatti il valore del segmento dei prestiti verdi (Green loan e Sustainability-linked loan) è cresciuto di 530 miliardi negli ultimi cinque anni a livello globale (dai 5 miliardi del 2016) e il comparto dei bond sostenibili di 1,3mila miliardi (partendo da 100 miliardi).

In Italia, invece, il mercato è ancora nella fase iniziale del suo sviluppo, ma sta decisamente accelerando, fotografa il report. Infatti lo stock di obbligazioni green, social e sostenibili emesse da società italiane presso Borsa Italiana alla fine del 2021 ha più che doppiato il valore dell’anno precedente (56 contro 23,4 miliardi) come le nuove emissioni da parte di società italiane di obbligazioni sostenibili hanno triplicato il livello del 2020, raggiungendo quota 30 miliardi di euro. Tra questi ultimi anche il Sustainability bond di Cdp da 750 milioni, l’ottava emissione Esg del gruppo a partire dal 2017, ma per la prima volta destinata a supportare l’efficientamento energetico e le energie rinnovabili accanto all’efficientamento idrico. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza