Klarna raddoppia la perdita nel primo trimestre 2025. L'ipo a New York rimane in pausa
Il buy now pay later di Klarna raddoppia il rosso. Nei primi tre mesi del 2025 la società svedese ha riportato una perdita netta di 99 milioni di dollari, oltre il doppio dei 47 milioni persi nel primo trimestre 2024. Il peggioramento dei conti, secondo la fintech, è dovuto a una serie di costi un tantum legati a svalutazioni, ristrutturazioni aziendali e anche alle spese per la quotazione negli Stati Uniti che, però, resta congelata.
Tra gennaio e marzo 2025 la società ha registrato un fatturato di 701 milioni di dollari, in crescita del 13% su base annuale. L’utile operativo rettificato, che esclude le spese una tantum, è di circa 3 milioni. In più, il numero di utenti attivi è arrivato a quota 100 milioni, mentre i partner nel mondo hanno raggiunto le 724 mila unità.
Nel 2024, come emerge dai documenti depositati presso la Security and Exchange Commission (Sec) per l’ipo al Nyse, Klarna ha ottenuto ricavi pari a 2,8 miliardi di dollari con profitti per 21 milioni. In un anno il volume delle operazioni di buy now pay later è stato di 105 miliardi con 93 milioni di utenti attivi nel mondo e 675 mila esercenti partner.
In Italia la società contava 2,5 milioni di utenti e 10 mila brand affiliati lo scorso anno. Nel primo trimestre 2025 i numeri sono cresciuti ancora: «Un italiano su 10 è ora un consumatore attivo di Klarna», si legge in una nota della fintech.
Sul fronte dello sbarco in borsa, invece, non sembrano esserci novità sostanziali. A marzo Klarna ha presentato alla Sec il form F-1, il primo passo formale per l’ammissione alle negoziazioni negli Stati Uniti, con l’intenzione di concludere l’ipo a stretto giro. Tuttavia, le turbolenze innescate sui mercati dai dazi, che ad aprile hanno mandato i listini azionari sulle montagne russe, hanno spinto l’azienda a rinviare la quotazione.
Dell’ipo di Klarna si parla a più riprese dal 2023, ma in oltre due anni di indiscrezioni e tentativi la quotazione non si è ancora concretizzata.
Inoltre, negli anni la valutazione della società ha subito forti oscillazioni. Le ultime cifre riportate a marzo parlavano di una valutazione intorno ai 15 miliardi di dollari, lontana dal picco di oltre 45 miliardi toccato in un round di finanziamento nel 2021 ma comunque sopra i 6,7 miliardi del 2022.
Infine, dal 2022 fintech ha ridotto il personale di oltre il 40%. Come? Delegando alcune funzioni a un sistema di intelligenza artificiale che, secondo quanto comunicato dall’azienda, può gestire compiti equivalenti a circa 800 operatori di servizio clienti. Tuttavia, all’inizio di maggio la compagnia ha dichiarato che potenzierà la componente umana assumendo, per ora come parte di un progetto pilota, due figure specializzate. (riproduzione riservata)