Risultati peggiori delle attese sia per JPMorgan che per Morgan Stanley, che in borsa hanno chiuso rispettivamente in calo del 3,5% e dello 0,4%. Mentre il segretario al Tesoro Janet Yellen ha avvertito che l'inflazione negli Stati Uniti è "inaccettabilmente alta", sottolineando che che l'abbassamento dei prezzi è la "massima priorità" di Washington. Wall Street ha comunque contenuto le perdite, migliorando nel finale al punto che il Nasdaq è riuscito a chiudere invariato mentre il Dow Jones ha ceduto lo 0,5% e lo S&P500 lo 0,3%.
Poco prima della chiusura delle contrattazioni, il numero uno di JPMorgan, Jamie Dimon, ha fatto parlare di sé criticando la Federal Reserve per gli stress test sulle banche, affermando che si tratta di un "modo terribile di gestire" il sistema finanziario. Prioprio oggi JPMorgan, primo tra i colossi del credito a rilasciare i dati relativi al secondo trimestre concluso a giugno, ha riportato nel periodo un utile per azione di 2,76 dollari, mancando di 11 centesime le attese degli analisti, che si aspettavano 2,88 dollari. La più grande banca d'investimento al mondo ora teme che i risultati del trimestre da poco concluso non siano un fenomeno episodico, e infatti ha annunciato la sospensione "temporanea" del programma di buyback. Morgan Stanley è stata penalizzata dai risultati dell'investment baniking, penalizzata dal crollo delle ipo e delle emissioni di titoli di debito. Nel trimestre gli utili per azione sono stati di 1,39 dollari, inferiori alla stima di 1,53 dollari degli analisti.