Le banche centrali hanno rassicurato per un lungo periodo i mercati, sostenendo che l'inflazione non fosse un problema e che sarebbe calata rapidamente. Così facendo «hanno però minato la loro stessa credibilità» ha detto Maria Paola Toschi, global market strategist di Jp Morgan Am, durante la presentazione dell'outlook di mercato per il secondo semestre 2023, che si è svolta il 12 luglio a Milano.
I temi che catalizzano l’attenzione degli investitori continuano a essere legati all’andamento di prezzi, alla dinamica del mercato del lavoro e alle politiche monetarie delle banche centrali. Per quanto riguarda l’inflazione, secondo Toschi, occorre distinguere fra le diverse componenti, visto che è il dato core (che esclude i prezzi energetici e alimentari) quello che viene preso in considerazione da Fed e Bce nelle loro decisioni sui tassi. Se infatti «l'inflazione primaria è calata con il rallentamento delle dinamiche energetiche, che hanno avuto notevoli conseguenze a livello globale, le altre componenti dell'indice sono più resilienti». In particolare «quella core è molto legata al settore dei servizi, che ha avuto un forte rimbalzo con la riapertura dopo la fase della pandemia e sta rallentando in maniera più graduale», ha sottolineato la strategist di Jp Morgan Am.
Proprio sul fronte dei prezzi, il dato pubblicato dal Bureau of Labor Statistics sul caro vita nel mese di giugno negli Stati Uniti ha evidenziato un rialzo dell’indice dei prezzi al consumo (Cpi), su base annuale, del 3%, leggermente minore rispetto alle attese del mercato fissate al 3,1% (a maggio +4%), mentre l’indice core ha mostrato una crescita del 4,8% (contro previsioni del mercato al 5% e un precedente rialzo a maggio del 5,3%). Per Toschi questi dati «potrebbero non essere sufficienti per bloccare il rialzo dei tassi di 25 punti base già annunciato dalla Fed a luglio, ma avere impatto sulle successive decisioni della Banca centrale Usa».
In uno scenario del secondo semestre che non prevede la recessione, ma un atterraggio morbido dell’economia Usa, gli esperti dell’asset management del colosso bancario Usa, che pubblicherà la trimestrale il 14 luglio, ritengono che la ricerca di qualità debba guidare l’asset allocation attraverso le diverse classi di investimento. I titoli di stato restano un pilastro dei portafogli, mentre sostenibilità e mercati emergenti aiutano a guardare oltre le incertezze di breve termine. Per quanto riguarda invece i profitti aziendali, visto che stagione delle trimestrali Usa si apre nei prossimi giorni, le previsioni di crescita degli utili, secondo Toschi, appaiono contrastate nel 2023, ma molto incoraggianti nel 2024. In Europa c’è inoltre valore, anche in termini di rendimento dei dividendi societari.
Nel caso poi della Cina, «nonostante la ripresa sia avvenuta più lentamente rispetto alle aspettative, c'è molto più spazio per delle politiche espansive rispetto ad altri Paesi» ha spiegato la strategist. La People's Bank of China ha già iniziato una politica dei tagli dei tassi che potrebbe alimentare ulteriormente la crescita, mentre il Governo sta mettendo in atto una politica fiscale più espansiva al fine di alimentare una fase di ripartenza più vivace. (riproduzione riservata)