Exor ha 4,1 miliardi di euro di liquidità per cogliere «significative opportunità di investimento»: sono capitali derivanti dalla monetizzazione degli asset, incluso il collocamento di azioni Ferrari, e dai dividendi. È quanto emerge dalla semestrale di Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann, pubblicata mercoledì 17.
Nel primo semestre dell'anno Exor registra un valore patrimoniale lordo pari a 40 miliardi di euro, mentre il Nav (valore netto del patrimonio) si attesta a 36 miliardi di euro. Il Nav per azione, sottolinea la nota, ha sovraperformato l'indice Msci World di 5 punti percentuali (+1% contro -4% dell'indice), grazie al riacquisto di azioni proprie per 1 miliardo di euro.
«Nonostante la significativa volatilità del mercato», è scritto ancora nei conti del gruppo, le società hanno registrato performance in linea con l’indice Msci World, sia pure con andamenti differenti a seconda delle partecipazioni. Tra queste, la quota del 15,5 % in Stellantis vale 1,8 miliardi (3,8 miliardi il valore a bilancio) il cui nuovo ceo Antonio Filosa tuttavia «saprà guidare l'azienda in un percorso di trasformazione di successo».
Limitato anche il ricorso alla leva finanziaria, pari a appena il 5,5% del patrimonio, «ben sotto il target del 15%». Le società quotate in mano a Exor hanno generato un rendimento negativo del 2,8%, con un contributo al Nav negativo per 947 milioni, di cui -1,623 miliardi derivanti dalla variazione di valore, parzialmente compensati da 617 milioni di dividendi incassati e da altre dismissioni per 600 milioni.
«Siamo entrati nel 2025 in un contesto di forte instabilità, con dazi e incertezze normative che hanno avuto un impatto sostanziale sulle nostre società. Sebbene questi venti contrari abbiano creato un inizio d’anno difficile, abbiamo compiuto progressi costanti», spiega Elkann nella consueta lettera agli azionisti.
L’operazione più grande di riduzione del portafoglio è quella su Ferrari. «L’eccezionale performance dalla sua Ipo aveva fatto crescere il suo peso fino a quasi la metà del nostro Nav. Abbiamo monetizzato 3 miliardi di euro della nostra partecipazione (ora al 19,5% dal 22,9%, ndr), mantenendo però diritti economici sul 20% e realizzando un ritorno di 11 volte per Exor», sottolinea Elkann che ricorda il «prossimo lancio del primo modello completamente elettrico di Ferrari».
Nel corso del semestre sono stati effettuati investimenti per 332 milioni per salire al 19% in Philips (grazie anche a dividendi in azioni per 76 milioni di euro), «mossi dalla nostra convinzione nel potenziale di lungo termine della società». Inoltre, Exor ha investito 30 milioni di euro nella Juventus tramite conferimenti anticipati di cassa per futuri aumenti di capitale.
Le società non quotate, invece, hanno generato un rendimento dell’1,9%, con un contributo al Nav di 67 milioni di euro, di cui 50 milioni derivanti da miglioramenti del fair value e 17 milioni di euro derivanti da dividendi. Gli investimenti per 60 milioni di euro sono stati principalmente correlati all'acquisizione di azioni in Via Transportation per 19 milioni di euro, per un aumento della partecipazione dal 19% al 19,6% e a ulteriori conferimenti di capitale a TagHolding per 23 milioni.
Elkann rivendica che quella si Via è stata una scommessa vincente: «Abbiamo sostenuto la società sia nei momenti positivi sia in quelli difficili, investendo nel pieno del Covid. Non era una decisione scontata allora, ma abbiamo investito quasi 0,5 miliardi di dollari e oggi siamo orgogliosi di esserne il principale azionista».
Elkann sottolinea anche la svolta impressa a Iveco, ceduta a luglio all’indiana Tata Motors che, afferma Elkann, «è ben posizionata per espandere il business ed è impegnata a supportare la strategia a lungo termine di Iveco», il cui futuro per il ceo di Exor «appare luminoso». «Insieme alla vendita del business Iveco Defence a Leonardo, prevediamo di ricevere circa 1,5 miliardi di euro di proventi in contanti nel 2026», annuncia Elkann. Altro fieno in cascina per una o più grandi acquisizioni. Settori prediletti? Tech, salute e lusso. (riproduzione riservata)